Lacrimosa dies illa…

Prezzo: 59,99€ su Nintendo eShop – 59,99€ su Amazon

Provato su Nintendo Switch

+ Gameplay frenetico e sufficientemente tecnico– Limite di 30 FPS e cali in modalità portatile
+ Soundtrack orgasmica– Storia che nelle prime battute potrebbe sembrare banale
+ Difficoltà inumane disponibili per i masochisti

La serie Ys vide la luce nel lontano 1987, con la pubblicazione del primo capitolo, Ancient Ys Vanished per PC-8801 e altri strambi computer giapponesi di cui solo pochi eletti hanno mai sentito parlare. Nel tempo ne sono state realizzate numerose versioni e port per le più svariate console ma non siamo qui a tenere una lezione di storia. Per quanto mi riguarda ho potuto provare il primo capitolo, disponibile anche sulla piattaforma Steam, qualche anno fa (più verosimilmente un lustro fa). Non posso definirmi quindi un vero e proprio esperto ma mi sono innamorato subito del titolo nonostante adottasse il bizzarro “bump system”, un metodo di attacco arcaico che prevede lo scagliarsi contro i nemici come se non ci fosse un domani.
Col tempo, fortunatamente, le meccaniche di gioco si sono evolute, adattandosi alle migliorie tecniche offerte dagli hardware. L’ultima iterazione del gioco che mi appresto a recensire è Ys VIII: Lacrimosa of Dana, ottavo capitolo di una saga che, seppur di nicchia, ha una fanbase molto compatta che lancia ben volentieri i propri soldi agli sviluppatori, i simpatici signori di Nihon Falcom. Vediamo dunque cosa ha da offrire il titolo e perché, secondo me, vale la pena giocarci.

Opinione rapida per lettori pigri
Ys VIII: Lacrimosa of Dana è un action/hack and slash RPG, dove potrete controllare un massimo di tre personaggi a scelta tra un pool di sei, ognuno con abilità e caratteristiche ben specifiche per far fronte ai diversi nemici che incontrerete nel gioco. Non aspettatevi una grafica superlativa dal momento che si tratta di un titolo cross-platform del 2016, previsto originariamente su console Playstation Vita e Playstation 4.
La versione per Nintendo Switch, che tratteremo in questa sede, ha diverse frecce al suo arco ma anche alcuni elementi negativi da non prendere sotto gamba, soprattutto se siete dei fanatici che iniziano a sbavare come cani rabbiosi appena notano un frame mancante.
Sebbene possa essere considerata la versione “definitiva” del gioco, grazie alla presenza di costumi DLC (presenti solo su PS Vita), una storyline aggiuntiva (esclusiva PS4 e PC), una traduzione ad hoc (chi ha lavorato alla prima per PS Vita e PS4 ha un girone infernale tutto per sé) e un nuovo doppiaggio, non bisogna dimenticare i limiti tecnici dell’hardware su cui gira. I modelli poligonali, rispetto alla controparte PS4, non sono dotati di anti-aliasing decente e qualora decidiate di giocare in modalità portatile dovrete scendere a compromessi con il frame rate, soprattutto nelle scene d’azione concitate (tenendo anche conto che il limite massimo è bloccato a 30 FPS, inaccettabile per un gioco del genere).
Al di là di questi tecnicismi che potrebbero annoiare alcuni, c’è da dire che si tratta di un titolo solido, con una storia interessante quanto basta, un gameplay divino e un soundtrack eccellente che non sfigura se confrontato con quello di altri capitoli della serie (Ys: Oath in Felghana, terzo episodio del franchise, è quello che sotto questo punto di vista spicca maggiormente per chi se lo stesse chiedendo).
Per quelli che hanno delle riserve e partono subito con “ma io non ho giocato gli altri titoli della serie gne gne gne come capisco la storia gne gneeee” rispondo molto brevemente: ogni capitolo può essere giocato indipendentemente senza troppe preoccupazioni, magari non capirete qualche riferimento sparso qua e là ma la storia del titolo in questione sarà sempre comprensibile, basta cò ‘ste fregnacce e passiamo alla recensione seria (si fa per dire).

GAMEPLAY E RIGIOCABILITA’

Il protagonista del gioco, in realtà di tutti i giochi della serie, è l’avventuriero Adol Christin che ha la brutta abitudine di naufragare o ritrovarsi per puro caso su un’isola/continente/regno sperduto all’inizio di ogni titolo e, per soddisfare il suo ego, deve far fuori qualsiasi minaccia malvagia che guarda caso si risveglia ogni volta che decide di ficcare il naso.
Il sistema di combattimento che vi permetterà di fare ciò è uno dei pregi del gioco. Se avete qualche riserva perché ricordate il vecchio “bump system” risalente alla fine degli anni ’80 potete dormire sonni tranquilli, Lacrimosa of Dana vi dà pieno controllo della abilità del giovane spadaccino, dandovi la possibilità di attaccare, saltare ed effettuare anche combo aeree.

Adol intento a ridurre a brandelli dei vermi da usare per la cena. Yum!

Fin qui tutto molto semplice e immediato tanto da chiedersi: “si tratta forse di un gioco per nevrotici con bassa capacità cognitiva?”. Si e no. Nel senso che sì, ben presto diverrete nevrotici e no, avrete bisogno di tutte le vostre capacità cognitive, soprattutto se evitate di giocare a difficoltà da rincoglioniti come Easy e Normal e vi tuffate direttamente sulla modalità Hard, dove il gioco dà il meglio di sé e pretende altrettanto da voi.
Entriamo in dettaglio, con la pressione dei pulsanti dorsali L e R potrete schivare e parare, due piccolissimi elementi che dovrete imparare a gestire al meglio poiché non potrete spammarli come se non ci fosse un domani, entrambi hanno infatti un cooldown di qualche secondo, più che sufficienti per farvi mandare al creatore dalle orde di mostri.
Se riuscirete a parare l’attacco dei nemici o schivarlo con un tempismo eccellente, attiverete il bonus Flash Move o Flash Guard, il primo rallenterà il tempo per qualche attimo dotandovi di invulnerabilità, mentre il secondo vi renderà non solo invulnerabile ma trasformerà ognuno dei vostri colpi in un critico assicurato.

Esempio di Flash Move correttamente eseguito, con tanto di avviso gigante a schermo.

Pensate che con questi bonus il gioco sia uno scherzo? Think again. In modalità Hard qualsiasi nemico potrà uccidervi in quattro colpi netti mentre a difficoltà più elevate, come Nightmare e Inferno, morirete rispettivamente dopo due e un colpo. Ricordate la storia del diventare nevrotici? Ecco, ora sapete perché.
Esplorando il gioco, aumentando di livello e raccogliendo appositi manuali, potrete apprendere delle abilità da utilizzare in combattimento, ogni personaggio ne ha 12 e differiscono tra loro oltre che per l’animazione anche per capacità offensiva, velocità di utilizzo e SP consumati. In combattimento potrete usarne un massimo di quattro, impostandole tramite il menu dei personaggi. Le icone delle skill saranno visibili a schermo in basso a destra, indicandovi il tempo di cooldown di ognuna, eviterete in questo modo di premere i pulsanti come delle scimmie inferocite e le attiverete solo quando effettivamente pronte. Se invece non sapete attendere e volete premere continuamente come degli stronzi, però, siete i benvenuti (non mi ritengo responsabile di eventuali lanci di Nintendo Switch contro le pareti di casa).
Tenetevi forte perché siamo appena all’inizio. Se nei primi Ys potevate contare solo su Adol, ora avrete un cast di ben sei personaggi tra cui scegliere e, in combattimento attivo, ne avrete tre a schermo. Tramite la pressione di un tasto apposito potrete passare al controllo diretto di uno qualsiasi dei tre, meccanica che adopererete spesso dal momento che ogni nemico ha una debolezza a un tipo di arma diversa. Del pool di sei personaggi, due hanno armi da taglio, due perforanti e due a impatto.

Il marinaio Sahad e la sua fida ancora, uno dei personaggi con arma “a impatto”.

Per esempio, contro i nemici volanti, spesso, dovrete utilizzare armi perforanti per danneggiarli seriamente e mandarli in status Break, una finestra temporale in cui tutte le armi potranno infierire colpi critici. Qualora decidiate invece di optare per la tecnica di “carica insensata a cazz* di cane” avrete un damage output dimezzato. Scegliete dunque con attenzione i membri della squadra, evitando di selezionare due tipologie di armi uguali, poiché potreste incontrare nemici deboli all’unica arma che avete escluso.
Potremmo parlare di gioco giapponese senza una super skill da scaricare sui mostri come una scorreggia distruttiva trattenuta fino a trasformarla in un tuono roboante? Decisamente no. Tale tecnica viene chiamata nel gioco con il blando titolo di “Extra Skill” e può essere attivata quando il disco in basso a destra è completamente giallo, come un pitale da svuotare dalla finestra sulla testa di ignari passanti.

Attivazione dell’Extra Skill di Adol Christin.

Rientrando nel genere JRPG non mancano elementi come la pesca e la possibilità di cucinare dei manicaretti, vere e proprie ossessioni dei nipponici. Se non sapete cucinare nemmeno un piatto di pasta nella realtà, vi invitiamo, almeno nel gioco, a non sottovalutare la preparazione di succulenti piatti da consumare nei momenti di difficoltà poiché potranno salvarvi il culo in combattimento, ripristinando HP, SP, velocizzando il cooldown delle skill o anche aumentando temporaneamente caratteristiche come forza e difesa.

Pesca, che passione! (oppure no, dipende dai gusti)

Discorso leggermente diverso per le pozioni curative, il gioco vi permetterà di trovare o acquistare delle fiaschette vuote che, una volta consumate potranno, essere riempite di nuovo solo all’accampamento base, non trangugiatele con troppa sicumera quindi.
Perla per i masochisti: la modalità Inferno aggiunge un twist interessante, ogni volta che berrete una pozione sparirà non solo il liquido, ma anche la fiaschetta stessa (nel gioco ne troverete in numero limitato, have fun!).

New Game+
Chi apprezza il gioco tanto da volerlo giocare una seconda volta, magari per completarlo al 100%, ottenere il miglior finale possibile ed effettuare sidequest che ha saltato, sarà contento di sapere che è previsto un New Game+ dove potrete decidere di trasferire alcuni privilegi acquisiti nella partita precedente tra cui: il livello dei personaggi, le skill acquisite, l’equipaggiamento, i dati dei nemici, la mappa, materie prime e ingredienti.
Per completarlo sono richieste circa 40 ore, quasi il doppio del capitolo precedente e il quadruplo rispetto al terzo episodio Oath in Felghana. Potremmo quindi considerare Lacrimosa of Dana un punto di transizione per la serie che punta a evolversi in un vero e proprio JRPG pur mantenendo la sua intima natura action che ha sempre appassionato i fan.

GRAFICA

I titoli giapponesi, soprattutto quelli di nicchia, non hanno una grafica che potremmo definire al pari dello standard odierno, pertanto i giocatori che amano orgasmare vedendo il dettaglio di un albero in risoluzione 4K potrebbero restare fortemente delusi da quello che il titolo per Nintendo Switch ha da offrire sotto questo punto di vista. Ma siamo ben consci del fatto che se siete qui, e state leggendo proprio QUESTA review, significa che un po’ siete interessati al gioco e, tutto sommato, della grafica non ve ne frega una ceppa. L’isola che vi ritroverete a esplorare è vasta e variegata, man mano che avanzerete nel gioco avrete accesso ad aree differenti, tutte caratterizzate in modo unico e facilmente identificabili (giungla, pianure, montagne, grotte, spiagge e così via).

Questo brutto ceffo vi farà compagnia per un bel po’, abituatevici.

Il comparto grafico sarà invece molto apprezzato dagli aficionados della serie poiché presenta un chiaro balzo in avanti rispetto ai vecchi titoli, cosa che ci fa ben sperare per il nono capitolo di Ys.
Il character design, purtroppo, rientra un po’ negli stereotipi di genere: abbiamo l’uomo nerboruto, la ragazza agile, il personaggio misterioso e così via, faticando quindi a generare un vero e proprio interesse da parte del giocatore nonostante vi siano delle interazioni volte a farvi apprendere di più sulla storia pregressa di ognuno di loro.
Dana è l’eccezione che conferma la regola poiché funge da catalizzatore e perno principale della storia raccontata in Ys VIII, riuscirete quindi a simpatizzare con lei e non vedrete l’ora di saperne di più ogni qual volta apparirà nel gioco.
Dal punto di vista puramente tecnico, invece, vorrei prendere a sberle chiunque abbia deciso che il gioco dovesse girare a un massimo di 30 FPS in modalità portatile E ANCHE IN QUELLA DOCKED! Dico io, come diamine si fa a impostare tale limite in un titolo frenetico e divertente come Ys VIII? Si tratta di un crimine contro l’umanità e se consideriamo il dettaglio grafico risicato è possibile che impegnandosi si sarebbe potuto ottenere di più dall’hardware Switch. Si tratta senz’altro di un problema di ottimizzazione poiché anche la versione per PC è affetta da cali di frame rate mostruosi, assenti per esempio nella versione PS4 che gira a 60 gloriosi FPS. Un’occasione mancata per ampliare notevolmente la fanbase di Ys anche agli appassionati di action RPG che posseggono la console Nintendo e che non avevano mai sentito parlare di questa squisita serie.

STORIA E COMPARTO SONORO

Lacrimosa of Dana prende il via sulla nave Lombardia, lussuoso veliero che sta trasportando i suoi passeggeri a Xandria, la città più a sud del continente di Eresia. Il mondo di gioco, che è possibile scoprire e ricostruire giocando ai vari titoli della serie, è molto simile a quello reale, con una sottospecie di continente eurasiatico (da qui Eresia) dove l’impero Romun detta il bello e il cattivo tempo.

Mappa del mondo della serie Ys. Vi ricorda qualcosa?

Tuttavia, in Ys VIII, non vedrete nulla di tutto ciò, poiché la sfortunata Lombardia, su cui si trovano Adol Christin, avventuriero di professione e il suo amico tuttofare Dogi, non giungerà mai a destinazione. Passando troppo vicini alla famigerata isola di Seiren, nell’arcipelago greco, la Lombardia subirà l’attacco da parte di un calamaro gigante e dopo una futile resistenza (citando i cari Borg di Star Trek) vi risveglierete sull’isola separati dal resto dei viaggiatori. Il vostro compito sarà dunque quello di ritrovare gli altri passeggeri e, insieme, cercare di scappare da quella che ben presto scoprirete essere un’isola particolarmente inospitale.
Quello che può sembrare un incipit decisamente banale e inspido, degno dei peggiori film di avventura, si rivelerà solo un pretesto per costringervi a esplorare l’isola su cui si nascondono segreti antichi che non aspettano altro che essere rivelati dal nostro Adol. Man mano che vi addentrerete nell’entroterra verrete a conoscenza della tragica storia di Dana, co-protagonista del titolo ed eroina di spessore che farà di tutto pur di salvare la sua gente.

Dana mentre agita una clava luminosa, pronta a fracassare il cranio dell’incauto mostrone.

Se vogliamo fare un paragone con gli altri titoli della serie, potremmo sicuramente considerare Lacrimosa of Dana come il più profondo e meglio costruito, in grado di andare oltre il semplice tema “Adol arriva in luogo X e deve sconfiggere il male antico Y”.

Il comparto audio può essere descritto con una sola parola: strabiliante. Ys non è una serie nuova a complimenti di questo tipo e il soundtrack è sempre eccellente, in ogni fottuto titolo, grazie soprattutto alla maestria del Falcom Sound Team, una manica di stregoni onnipotenti. Le tracce sono più di 50 e abbracciano diversi generi, quelle più pacate e riflessive in esecuzione durante i momenti di esplorazione, brani che ricordano dei veri e propri valzer durante le interazioni più pregne di significato fino a delle vere e proprie bombe speedmetal che vi daranno l’energia necessaria ad affrontare boss battle lunghe e impegnative (se non mi credete provate ad ascoltare la traccia Deadly Temptation).

Per concludere, vale la pena giocare Ys VIII: Lacrimosa of Dana? Dal mio umile punto di vista, decisamente si. Se siete fan della serie non potete assolutamente perdervi l’ultimo capitolo mentre, se non ne avete mai sentito parlare, potrebbe essere il punto di partenza perfetto grazie a un gameplay frenetico, una storia avvincente e un soundtrack magistrale.

DLC – ne vale la pena?
I DLC per il gioco sono svariati e oscillano tutti tra 0,99€ e 1,50€. Nessuno di questi vale però davvero la pena dal momento che si limitano a darvi delle pozioni aggiuntive o materiali che potrete facilmente trovare anche in gioco. Due tra questi sono però gratuiti, assicuratevi quindi di scaricarli dal momento che non dovrete mettere mano al portafoglio.

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