Vasara Collection è la nuova raccolta di shoot ‘em up classici messa in piedi dalla brasiliana QUByte Interactive, che ha permesso così ai fan di tutto il mondo di questo genere di nicchia, di godere di una coppia di titoli usciti nelle sale arcade giapponesi quasi 20 anni fa. Vasara Collection è disponibile per PC/Steam, Playstation 4, Xbox One, Nintendo Switch, praticamente anche sui più recenti frigoriferi.

Provato su PC

ProContro
+ Tre giochi in uno– Poco accessibile ai neofiti
+ Setting da sballo 
+ Soundtrack coinvolgente 

Cos’è Vasara?

Vasara, o meglio, Basara secondo la lettura giapponese, significa letteralmente eccentrico, e chi avvia il gioco per la prima volta non potrà che concordare con questa definizione. I due titoli sono ambientati nel diciassettesimo secolo giapponese ma piuttosto che servirsi dei classici tre unificatori Nobunaga, Hideyoshi e Tokugawa, la compagnia che originariamente produsse il titolo, tale Visco Corporation, decise che sarebbe stato ganzo inserire il tutto in un contesto tecno-feudale, con robot giganti, moto volanti e centinaia di diavolerie futuristiche. Il risultato? Uno sballo totale!

Chi è abituato ai classici shoot ‘em up, sinceramente, non ne può più dei soliti setting: spazio e alieni oppure aerei ed elicotteri. Ben vengano dunque rivisitazioni strampalate della battaglia di Sekigahara e dei rapporti di forza tra i daimyō del periodo Azuchi-Momoyama, avevo proprio voglia di tagliare la testa a quel presuntuoso di Ieyasu Tokugawa!

Vasara Collection è costituito dai due giochi classici arcade, il primo uscito nel 2000 e il secondo nel 2001 – entrambi unicamente nella terra del sushi – ora giocabili nella comodità di casa propria senza spendere un patrimonio in viaggio A/R dal Giappone e monetine, una valanga di monetine per riuscire anche solo a dare una sbirciatina al boss finale. Dopo aver fatto la vostra selezione nel menù iniziale potrete modificare in dettaglio anche una gran quantità di opzioni come per esempio le vite per ogni “continue”, la quantità di bombe che potete avere a disposizione, la difficoltà del gioco – da easy ad hardest – e così via, come queste raccolte di classici ci hanno solitamente abituato.

Spade, moto e proiettili

Iniziamo dunque con Vasara 1, la storia prende il via proprio prima della fatidica battaglia di Sekigahara che nella realtà si tenne nel 1600 e vide come fazione vincitrice proprio quella dei Tokugawa. Tuttavia, conoscendo l’amore romantico dei giapponesi per gli eroi perdenti che sacrificano la propria vita in nome di un ideale, non potevano che scegliere come personaggi principali gli antagonisti di Ieyasu: Yukimura Sanada, Saga Magoichi e Keiji Maeda, tre figure storiche vissute a cavallo di quell’epoca, fattore che rende il gioco ancor più avvincente.

Come shoot ‘em up Vasara riesce a distinguersi per il suo gameplay leggermente diverso che premia in alcuni casi manovre difensive piuttosto che l’attacco sconsiderato, nel tentativo di eliminare tutto ciò che appare su schermo prima che abbiano l’opportunità di vomitarvi addosso tutto l’arsenale.

Oltre alla modalità di sparo a raffica, potenziabile tramite i Power-Up classici che appaiono all’uccisione di determinati nemici, potrete fare affidamento su una vera e propria tecnica di “bullet cancelling“, non limitata stavolta alle classiche e pur presenti bombe. Premendo un pulsante apposito potrete caricare un colpo di spada, differente per tutti e tre i personaggi, in grado non solo di colpire i nemici ma di polverizzare anche tutti i loro proiettili (salvo alcune, rare, eccezioni). La carica richiede pochi secondi e per effettuarla dovrete interrompere il vostro flusso di proiettili, apprendere al meglio come usare l’alternanza tra queste due modalità di attacco vi permetterà di diventare dei veri e propri maestri del gioco.

In aggiunta, è presente anche l’attacco Vasara, ricaricabile tramite gemme rosse che rilasciano i nemici. Si tratta del colpo di spada potenziato e prolungato, la tecnica più micidiale che i vostri personaggi potranno utilizzare e che difficilmente riuscirete a vedere per più di una volta in ogni stage.

L’aspetto grafico è datato ma Vasara si fa volere bene anche se non ha una grafica pulitissima o la migliore pixel art del mondo degli shoot ‘em up – basti pensare che solo un anno prima usciva l’eccellente Dimahoo, mentre due anni prima ESP Ra.De.. Se proprio dovessimo indicare un difetto, sarebbe nella decisione mangiasoldi di rendere l’ultimo livello del gioco completabile solo con un set limitato di vite. Per chiarire: se perdete tutte le vite in un qualsiasi punto dell’ultimo stage -durante il boss, a metà, all’inizio – e siete costretti a usare un continue, verrete riportati all’inizio del livello intero. Servirà dunque una buona dose di pazienza, memoria e riflessi per riuscire a completare il gioco.

Vasara 2 non è un sequel, ma un prequel dal momento che si svolge diciotto anni prima della battaglia di Sekigahara, nel 1582, quando uno dei generali di Oda Nobunaga, Akechi Mitsuhide, dichiara la sua indipendenza dal Daimyo. Come personaggi potrete controllarne ben quattro diversi: Takeda Nobukatsu, discendente del ben più noto Takeda Shingen, Momochi Sandayu, dell’omonimo clan ninja, Akechi Mitsuhide, il già citato “traditore” e Zuifu Seiryubo, monaco buddhista la cui rabbia contro Oda Nobunaga deriva dalla poca considerazione che l’aspirante shogun aveva nei confronti della legge del Dharma. Ancora una volta, il setting è tecno-feudale, con moto volanti e tutta una serie di trichettrac meccanici che ci stanno come il parmigiano sul tonno ma che, inspiegabilmente, si rivelano alla fine coinvolgenti.

Non sia mai che uno shmup possa essere giudicato dalla storia e quindi affondiamo subito i denti nel gameplay, poiché ci sono stati dei cambiamenti degni di nota. Il primo è la rimozione delle bombe, come bullet cancelling questa volta avrete solo l’attacco di spada caricato e la tecnica Vasara, che prende il posto delle bombe ed è dunque utilizzabile molto più frequentemente nell’arco degli stage. La difficoltà, di conseguenza, è incrementata e anche qui troviamo il “vizietto” dell’ultimo stage da ricominciare da capo all’esaurimento di tutte le vite: cosa che porta anche a un altro esaurimento, quello nervoso.

Per i neofiti è possibile abbassare un po’ la difficoltà nel menù e aumentare il numero di vite/attacchi Vasara a disposizione e come se non bastasse potrete scegliere tra due route: Easy da 6 livelli e Hard da ben 12, per chi si vuole proprio male. Il dettaglio grafico e la pulizia, per chi se lo stesse chiedendo, sono aumentati, rendendo il gioco più piacevole da vedere in movimento rispetto al primo Vasara.

Vasara…3?!

E come un fulmine a ciel sereno, troviamo nel menù principale una modalità di gioco chiamata Vasara Timeless. Se i più incauti stanno già spalancando la bocca pensando a un Vasara 3, in realtà non è propriamente così ma si tratta comunque di un gioco che potremmo definire “nuovo”. Rispetto ai due precedenti, giocabili unicamente in modalità Tate (che si legge proprio TATE, non TEIT come quegli ignoranti mangia-hamburger oltreoceano vorrebbero farvi pensare), Vasara Timeless è stato pensato per essere giocato sugli schermi casalinghi, e occuperà tutto lo spazio disponibile con una pulitissima grafica tridimensionale.

In questa modalità, giocabile da un massimo di quattro persone contemporaneamente, potrete scegliere uno qualsiasi dei personaggi dei primi due Vasara, affrontando i boss che hanno reso popolare la serie. Non c’è una vera e propria storia e il gioco andrà avanti a ondate di nemici fino a quando riuscirete a resistere, una “hi-score mode” quindi per tutti i fanatici che vogliono migliorare i propri punteggi e condividerli online per fare a gara a chi lo ha più…alto? Suppongo.

I personaggi sono fedeli alle controparti dei classici e quindi se scegliete un personaggio di Vasara, per esempio, avrete a disposizione sia l’attacco Vasara sia le bombe, mentre invece se utilizzate uno dei protagonisti di Vasara 2, beh, shit ouf of luck, disporrete solo dell’attacco speciale.

Un’aggiunta di cui sicuramente non ci lamentiamo e che aumenta la rigiocabilità del titolo già di per sé altissima grazie ai due classici esponenti che non hanno mai abbandonato il suolo giapponese.

A chi consigliamo Vasara Collection?

Come di consueto, quando mi ritrovo a recensire uno shoot ‘em up, non posso far altro che pensare all’accessibilità dei titoli e purtroppo c’è da dire che Vasara Collection non è il più accessibile sul mercato. C’è però da considerare anche il prezzo, che è invero molto basso e invitante al punto che potrebbe spingere anche chi è semplicemente incuriosito dal setting a dargli una chance. Se non amate molto questa tipologia di giochi lasciate perdere Vasara Collection, anzi, mi chiedo per quale motivo siate arrivati così in fondo a questa recensione! Ma se siete degli appassionati, amanti casuali o anche solo lievemente interessati al genere, Vasara Collection è un’aggiunta che non può mancare nella vostra libreria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.