Vigil: The Longest Night, è un action adventure 2D sviluppato dal team taiwanese Glass Heart Games, pubblicato da Another Indie per PC, Nintendo Switch, Playstation 4 e Xbox One, disponibile dal 14 ottobre 2020.

Provato su PC

La notte degli orrori

Quando spuntano nuovi action adventure in 2D c’è sempre una nota di scetticismo che li circonda, un po’ perché ormai è molto difficile entrare in una zona che non sappia di già visto o di eccessivamente derivativo e in parte questo è vero anche per Vigil: The Longest Night. Il titolo non fa mistero della pesante influenza che giochi come Salt and Sanctuary, Castlevania, Dark Souls e molti altri hanno avuto nella realizzazione e quindi, il primo approccio è stato sicuramente cauto. Superato l’impatto iniziale, però, abbiamo trovato una piccola gemma che, pur necessitando qualche smussata qui e lì, ha tutto il potenziale per rivelarsi un’esperienza piena e appagante.

Il titolo, a differenza di Salt and Sanctuary, non permette la creazione di un personaggio ma vi metterà subito nei panni dell’unica protagonista, Leila, membro dell’ordine dei Vigilant che si ritroverà ad affrontare la notte più lunga della propria vita, combattendo antichi orrori che rischiano di inghiottire la cittadina di Maye, suo luogo natale. La limitazione in questo caso è ben accolta, poiché serve a focalizzare l’esperienza e narrare una storia che si dipana lentamente con l’acquisizione di quest e side quest (in numero più che soddisfacente) da svolgere per gli abitanti del villaggio e girovaghi. Certo, molti giocatori abituati a esperienze roguelite dove il gameplay la fa da padrone potrebbero storcere il naso all’impossibilità di realizzare il personaggio proprio come essi desiderano, tuttavia è presente un sistema di progressione in livelli che fornisce skill points da spendere come meglio vi aggrada.

L’albero di Leila è sicuramente più limitato di quanto potrete trovare in Salt and Sanctuary ma garantisce comunque una differenziazione tale da permettere al giocatore di scegliere lo stile di combattimento che preferisce. Leila può brandire diverse armi e ognuna di esse ha uno skill tree dedicato, troviamo dunque l’arte della spada, quella dell’alabarda, pugnali e arco oltre a un albero dedicato alle abilità passive che sbloccano per esempio un numero più elevato di HP, un recupero più veloce di stamina e così via. La possibilità di realizzare dunque una build personalizzata è presente e non dovrete preoccuparvi di una progressione su binari prestabiliti. Manca a onor del vero uno skill tree dedicato alle abilità magiche, comunque presenti nell’avventura, una limitazione che trova però spiegazione con la reperibilità di questi incantesimi, distribuiti in modo un po’ parco e spesso solo in seguito a esplorazione certosina.

Il loro utilizzo è quantomeno semplice, una volta acquisiti infatti potranno essere utilizzati a intervalli regolari, con un cooldown ben visibile nell’angolo in basso a destra, dove troverete l’oggetto/incantesimo attualmente selezionato e utilizzabile tramite la pressione del tasto cerchio (per i pad Playstation).

SoulsVania

Addentrandoci un po’ di più nel gameplay troviamo la formula che ha reso popolare gli action RPG degli ultimi tempi come la serie Souls, abbiamo quindi una barra della vita e una della stamina, necessaria a compiere tutte le azioni più basilari come gli attacchi, schivate e parate. La punizione per l’esaurimento di tutta la barra della stamina è l’incapacità di agire per qualche secondo, esponendosi agli attacchi dei nemici che, come è facile immaginare, sono decisamente brutali e tra attacchi a sorpresa e azioni fulminee esauriranno la vostra barra della vitalità dopo soli due o tre colpi. La tecnica è dunque sempre la stessa: vince chi non si fa colpire. Una meccanica consolidata e funzionale che vede l’uso del trigger destro per effettuare un dodge roll in avanti o una schivata all’indietro, garantendo una manciata di frame di invincibilità. Eliminata la terza dimensione, in Vigil è sicuramente più semplice affrontare gli avversari rispetto al Souls di turno, ma ciò non significa che non morirete quel tanto che basta ad apprendere i pattern degli avversari, un sistema a cui ormai siamo più che abituati e che non dovrebbe spaventare nemmeno i giocatori di primo pelo grazie a un posizionamento dei punti di salvataggio intelligente che riduce la frustrazione ai minimi termini.

Vigil: The Longest Night non vuole dunque essere un Souls puro e crudo ma più una sorta di intermediario tra il mondo maligno di From Software e quello più user friendly dei metroidvania, dove anche l’esplorazione sistematica gioca una componente vitale per l’appassionato compulsivo, quello che ama riempire la mappa pixel dopo pixel. È dunque possibile vedere in qualsiasi momento dove ci si trova nel mondo di gioco anche se l’implementazione della mappa non è un elemento riuscito al 100%. L’uso di colori molto simili per le diverse zone del mondo rende il tutto un po’ troppo caotico e anche i confini non sono opportunamente segnati, confondendo il giocatore sulle aree ancora da esplorare e quelle già visitate. Manca inoltre una legenda che possa indicare meglio accessi, uscite, luoghi di salvataggio/teletrasporto e così via. L’esperienza vorrebbe rifarsi a quanto visto in Hollow Knight, ma senza dare al giocatore la stessa intelligibilità o personalizzazione.

Tralasciando gli aspetti tecnici specifici, attraversare le aree del mondo di gioco dà sempre quell’incombente senso di pericolo, la necessità di raggiungere un punto di salvataggio prima di essere sopraffatti dalle orde di mostri, magari con le pozioni per il ripristino della vita pericolosamente esaurite. Il viaggio della Vigilant è accompagnato da un’ottima soundtrack composta da Jouni Valjakka, chitarrista dei finlandesi Whispered, band death metal con tonalità melodiche che, tra pianoforti e chitarre elettriche, setta il mood decadente e di orrore mistico fin dalle prime battute.
L’aspetto grafico è volutamente oscuro e ansiogeno ma i dettagli delle ambientazioni e la sovrapposizione di livelli riesce a dare il giusto colpo d’occhio, soprattutto nelle zone all’aperto, mentre si perde un po’ di focus in quelle al chiuso dove il riciclo degli asset è maggiormente visibile.

A chi consigliamo Vigil: The Longest Night?

Il titolo d’esordio di Glass Heart Games è degno di nota e si rivela un ottimo acquisto sia per gli amanti delle esperienze che non tengono per mano il giocatore sia da chi apprezza la progressione tipica dei metroidvania, con quel tanto di backtracking che non guasta mai. Andrebbe smussato in alcuni punti, soprattutto la visualizzazione della mappa, tuttavia nulla che una patch correttiva non possa aggiustare in futuro. Il gameplay, la qualità delle animazioni, la soundtrack e tutti gli altri tasselli sono presenti e si uniscono invece alla perfezione. Un prodotto da non lasciarsi sfuggire, qualsiasi sia la vostra piattaforma di riferimento.

Gameplay a metà tra il punitivo e il soddisfacenteLa mappa necessiterebbe di una rivisitazione
Ottima varietà di nemici e ambienti
Skill tree con diverse specializzazioni
Rigiocabilità elevata grazie a New Game+, side quest e finali alternativi

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