What Happened è il primo titolo della software house indipendete Genius Slackers, approdato recentemente su PC/Steam con il patrocinio dei publisher Sourena Game Studio e Katnappe. Si tratta di un’avventura in prima persona che rientra nella sempre più popolare categoria dei walking simulator, un genere che presenta una sfida non indifferente dietro l’apparente semplicità delle meccaniche di base come la progressione lineare. Passiamo dunque alla nostra recensione per scoprire se e perché riesce a convincere.

+ Narrazione di buon livello– Modelli dei personaggi poco convincenti
+ Cambi di scena suggestivi– Qualità altalenante
+ Ambienti curati…-…ma talvolta ripetitivi

I walking simulator offrono un’esperienza spesso puramente story driven, un modo di presentare un racconto con visuale in prima persona per garantire una piena immersione senza eventuali “distrazioni” provenienti dal gameplay. Detta così sembra una bestemmia, e per molti videogiocatori si tratta di un genere che non offre spunti di divertimento, rigiocabilità o tutti i fattori che ricerchiamo attivamente nelle produzioni videoludiche moderne, tuttavia, non si presenta nemmeno in modo completamente passivo come accade per la maggior parte delle visual novel.

Butta giù quel francobollo magico

In What Happened saremo calati nel corpo e nella mente del liceale Stiles, un giovane cui la vita ha riservato duri colpi dai quali gli è particolarmente difficile riprendersi. La storia ci vedrà alle prese con lutti, abbandono, tradimenti, bullismo, droga, autolesionismo e una sempre maggiore sfiducia in sé stessi e nel prossimo. In un vortice di psicosi ansiogene e alterazioni psichedeliche, esploreremo i meandri più reconditi della mente di Stiles.

Per gran parte del gioco avremo a che fare con l’ambientazione del liceo, luogo in cui si svolgono molti degli eventi, alternando ricordi, introspezioni, momenti da incubo a quelli più felici a cui aggrapparsi. Sebbene il setting possa venire a noia facilmente, gli ambienti onirici proposti sono varigati e solo in fase conclusiva si inizierà ad avvertire una fase di stanca dettata anche dalla ripetizione di alcune idee di gameplay, riproposte forse un po’ eccessivamente.

Trattandosi di un walking simulator avrete giusto un paio di tasti a vostra disposizione, uno per interagire con gli oggetti che vi circondano e uno per girare velocemente la visuale alle spalle del protagonista, obbligatoria in una manciata di occasioni ma di cui ci si dimenticherà l’esistenza per tutto il resto del gioco. Quando parlo di gameplay, dunque, mi riferisco unicamente allo spostarsi da un ambiente all’altro alla ricerca dell’oggetto specifico che vi consentirà di passare alla sezione successiva, nascosto in cassetti o armadi sparpagliati in giro per l’ambiente. Non sono presenti puzzle ambientali, combattimenti o enigmi da risolvere, lasciando maggiore spazio al dialogo costante tra Stiles e la sua psiche.

Pavor Nocturnus

Ciò in cui il gioco riesce molto bene è nel restituire una sensazione di ansia crescente come quella che si può provare in un incubo notturno, quando si è inseguiti da qualcosa di invisibile o si viene sballottati contro la propria volontà da un luogo all’altro con conseguente atterrimento al momento del brusco risveglio. Viaggiare nella mente di Stiles è come muoversi all’interno di un labirinto senza uscita, dove arrivando all’ennessimo vicolo cieco si viene colti da profonda disperazione, per essere poi catapultati in un infernale girone dantesco, giù per la gola di uno squalo o in una foresta al chiaro di luna.

Narrativamente parlando, What Happened riesce a offrire qualche spunto ai giocatori, con una storia che esplora i risvolti più terribili della crescita e in particolare dell’adolescenza, come il senso di perdita e la dispersione dell’identità, l’approccio con la droga e l’allontanamento dal gruppo sociale e familiare, temi che non sono aprioristicamente esclusivi dei teenager ma dei quali questi si rivelano le vittime preferite. Attenzione però, poiché non si tratta di una narrazione leggera volta al riscatto dell’eroe ma è in grado di trascinare a fondo anche chi è più saldo emotivamente, talvolta con contenuti grafici che sfociano nell’immaginario horror più truculento.

Ciò non esclude però una progressione a volte un po’ tediosa, eccessivamente lenta e senza sviluppi di trama significativi, allungare corridoi da percorrere a lentezza allucinante non aggiunge nulla se nel frattempo non succede alcunché e si è costretti semplicemente a muoversi strisciando fino alla prossima porta, dando così poca importanza e valore al tempo che il giocatore investe nell’esperienza.
Inoltre, si viene spesso a creare una frattura tra l’intento del gioco, ovvero dare voce a chi è afflitto da malattie mentali, ansia e depressione, e l’effettivo impatto sul giocatore che si vede costretto a rivivere più e più volte i traumi di Stiles in maniera quasi ossessiva, con sessioni che avrebbero avuto un più forte impatto senza tale sovraesposizione.

Fine e Inizi

Il titolo offre tre finali differenti e per ottenere due di questi sono richieste due run da almeno 5/6 ore l’una, pertanto parliamo comunque di una durata più che soddisfacente anche per i giocatori che si fermano solitamente a una sola run, abbiamo dunque la classica dicotomia good/bad ending e un finale segreto che richiede invece un po’ di attenzione ai messaggi reperibili nel gioco per essere ottenuto.

Per quanto concerne invece l’aspetto puramente grafico del titolo, essendo realizzato in Unreal Engine 4 è comunque piacevole da vedere ed esplorare, sebbene i modelli dei personaggi lascino un po’ a desiderare, ricordando sia nell’aspetto sia nelle movenze dei bambolotti di plastica senza vita. Un fattore particolarmente negativo se pensiamo che l’esperienza intera è incentrata sul provare empatia nei confronti del povero Stiles, con il quale però potrebbe essere difficile immedesimarsi a causa di questo aspetto poco curato.

A chi consigliamo What Happened?

Se avete apprezzato altri walking simulator come What Remains of Edith Finch, Gone Home o The Stanley Parable, allora What Happened potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa da non lasciarsi sfuggire. È un titolo dal costo budget, particolarmente consigliato a chi vuole vivere un’esperienza forte ma totalmente guidata dall’intento narrativo degli sviluppatori, e nella quale le proprie azioni avranno solo un lieve impatto. Meno adatto invece a chi preferisce titoli più ampiamente e liberamente esplorabili o semplicemente non apprezza l’ambientazione “liceale”.

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