Wing of Darkness è la prima fatica dello studio giapponese Production Exabilities, pubblicata per PC, Playstation 4 e Nintendo Switch da Clouded Leopard Entertainment. Il titolo rientra nella categoria shooter 3D ed è disponibile per l’acquisto sia in versione fisica (solo per il mercato asiatico, quindi l’import è d’obbligo) sia digitale a partire dal 3 giugno.

Provato su PC

PS4

Little pretty Fraulein

Realizzare uno shooter tridimensionale ad alta velocità è complicato, principalmente perché bisogna poter ingannare il giocatore donandogli sì un senso di onnipotenza a bordo del suo veicolo, ma offrirgli anche un grado di sfida senza frustrarlo eccessivamente. Bilanciare gli elementi non è per niente semplice e abbiamo visto spesso proliferare sul mercato prodotti che non sanno né di carne né di pesce, bloccati in un limbo tra il voler essere Zone of the Enders e ritrovarsi, nella peggiore delle ipotesi, nelle scarpe dei primi rudimentali giochi 3D per Playstation.

Wing of Darkness, nonostante si presenti con una grafica pulita e sufficientemente curata che potrebbe ingannare l’occhio, rientra pienamente tra i progetti indie, quindi ci siamo immersi nel gioco con un paio di scarpe di cemento e tanta tanta paura, in attesa del peggio. Fortunatamente per noi (ma anche per voi), questo “peggio” non è arrivato o, sarebbe più corretto dire, non è stato tale da farci pensare a un’occasione sprecata.

L’umanità è minacciata da entità sconosciute provenienti dallo spazio, i Blanker, e l’unica risposta che gli esseri umani sono riusciti a trovare per far fronte a tale invasore, manco a dirlo, sono giovani ragazze costrette a salire su apparecchi volanti, gli Held Systems, a metà tra mech ed esoscheletri sofisticati armati di tutto punto, realizzati grazie al reverse engineering sulla tecnologia Blanker. Tali guerriere del cielo sono le Fraulein, nel cui corpo militare viene arruolata Klara Ernst, la nostra protagonista che da un giorno all’altro si ritroverà a combattere fianco a fianco con altre ragazze come Erika Loerzer, per evitare che l’intero pianeta debba sottomettersi.

Fraulein of Darkness

La storia è ben chiara fin dall’inizio e viene ampliata tra le missioni con delle cutscene a immagini statiche a cui è stato aggiunto un ottimo doppiaggio in lingua giapponese. Se da un lato abbiamo la minaccia incombente dei Blankers, però, il titolo sembra voler focalizzare l’attenzione sul rapporto tra Erika e Klara, freddo inizialmente e che inizia a svilupparsi nel momento in cui le due si trovano a combattere fianco a fianco per la propria sopravvivenza. I momenti di vita quotidiana descritti nelle cutscene, come il festeggiamento di un compleanno dopo una missione importante, danno una dimensione umana alle Fraulein e offrono un taglio inaspettato da visual novel, per quanto comunque si tratti di una progressione su binari senza scelte o finali differenti.

La decisione di optare per delle cutscene statiche pur disponendo di modelli tridimensionali è in questo caso vincente, dal momento che l’animazione poteva risultare fuori luogo e per niente accurata, trascinando il titolo nel baratro della mediocrità. Sono piccole scelte come queste che rendono i prodotti indipendenti molto più fruibili, distogliendo l’attenzione dagli aspetti che per forza di cose sono meno curati e dirottandola invece sui punti di forza.

Velocità senza adrenalina

La sensazione di velocità degli Held Systems è ben resa grazie alla pressione del trigger sinistro, che lancia la protagonista in una sorta di modalità turbo, sfrecciando per i paesaggi delle missioni che si alternano tra ambienti montani, corsi di fiumi e pianure. In fase di movimento il tutto è responsivo e i comandi sono semplici ed essenziali, oltre all’elevata mobilità si dispone anche di tre armamenti differenti: primario, legato al trigger destro; secondario, legato al bumper destro e infine terziario che va a sostituire il primario tramite la pressione di uno dei tasti frontali.

Wing of Darkness non vuole essere un simulatore di guerra, quindi il giocatore avrà a disposizione munizioni infinite. Ciononostante le armi andranno comunque incontro all’esaurimento di proiettili, necessitando di un po’ di tempo per ricaricarsi, o anche a surriscaldamento, per invogliare a utilizzare tutto il proprio arsenale.

In base alla missione vi verrà caricato un loadout di armi più adatte all’obiettivo ma potrete modificare il tutto a piacimento, scegliendo le singole armi da assegnare a ogni slot, ognuna con caratteristiche proprie come per esempio un maggior rateo di fuoco a discapito del danno.

Il dettaglio degli scenari non è elevatissimo e si poteva fare qualcosa in più in merito, tuttavia non ci si accorge quasi mai di questi elementi poiché l’attenzione viene subito catturata dagli avversari che bisogna abbattere per completare la missione, e non sempre in maniera positiva. Uno dei problemi maggiori riscontrati con il titolo è la mancanza di un feedback visivo o uditivo che confermi che i colpi sparati vadano effettivamente a segno. L’unico modo per capire se si sta danneggiando l’avversario è cercare nel proprio mirino una percentuale scritta in bianco (tono su tono e non sempre immediatamente individuabile) che indica il livello di energia dei nemici.

Qualche piccolo accorgimento avrebbe migliorato l’esperienza globale, offrendo combattimenti più entusiasmanti e meno legati a una routine che azzera il livello di adrenalina già dopo un paio di missioni: basta infatti compiere dei cerchi attorno ai nemici utilizzando tutte le proprie armi finché non vedrete esplodere i bersagli più grandi.

Sulle ali della musica si viaggia meglio

Siamo davvero abituati troppo, troppo bene con le soundtrack odierne e spesso ci si dimentica che molti sviluppatori indie non hanno accesso a fondi per ingaggiare compositori che possano innalzare il livello globale del gioco.

Le musiche di Wing of Darkness non colpiscono come e quanto dovrebbero, dal nostro punto di vista sarebbe stato necessario sottolineare alcuni momenti delle battaglie con pezzi incalzanti e non con il continuo chiacchiericcio delle Fraulein, che non fa altro che distrarre dai combattimenti.

Il budget è probabilmente andato tutto nella opening di ottima fattura e che ricorda quella di un anime, sicuramente interessante ma che non è parte integrante dell’esperienza e verrà ascoltata una tantum.

Chi opterà per la versione fisica del gioco potrà mettere le mani anche sulla soundtrack in formato CD, sarebbe stato interessante però renderla effettivamente udibile nel gioco riducendo leggermente il boato dei proiettili e dei missili.

A chi consigliamo Wing of Darkness?

Se state aspettando un titolo che possa catturarvi tanto quanto Zone of the Enders, purtroppo non troverete in Wing of Darkness l’atteso successore. Ciò non vuol dire però che non si tratti di un valido shooter 3D, basta ricordare che parliamo di un indie sviluppato da una piccola software house che, nonostante sia alla prima esperienza, riesce a dimostrare di avere i numeri per progetti più ambiziosi. Il prezzo non è eccessivamente elevato, tuttavia se volete saziare la vostra curiosità senza investire troppo, potrebbe essere una buona idea attendere uno sconto.

Senso di velocità e comandi ottimiHit feedback praticamente assente
Possibilità di scegliere le armi preferite prima di ogni missioneSoundtrack poco avvincente
Doppiaggio qualitativamente notevole per un indieBassa rigiocabilità

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