A ridosso dell’uscita di Death Stranding, ultimo titolo di Hideo Kojima e prima esperienza in solitaria dopo l’abbandono di Konami, abbiamo deciso di rispolverare qualche vecchio titolo del visionario giapponese.

La nostra -ricordiamo personalissima- top 5 dei giochi di Hideo Kojima è stata partorita a tre paia di mani e ogni membro dello staff ha detto la sua in merito. Abbiamo litigato, ci siamo strappati i capelli ed è volato anche qualche sganassone ma alla fine siamo riusciti ad accordarci su cinque titoli che in un modo o nell’altro fanno parte del bagaglio del buon Kojima. Se non siete d’accordo con la lista principale (o quelle personali che trovate subito in basso in un comodo elenco) fatecelo sapere, come sempre, nei commenti! Senza ulteriore indugio, quindi, partiamo da:

5. Snatcher

Ovvero come mischiare Ghost in The Shell, il Neuromante, Blade Runner e Terminator in un solo prodotto e renderlo interessante. Cyberpunk giapponese all’ennesima potenza, carico di violenza visiva, situazioni comedy e tanti riferimenti agli altri giochi di Kojima. Una visual novel d‘epoca, Snatcher è interessante dall’inizio alla fine, sebbene il gameplay sia praticamente prestato alla storia in quanto ci sarà davvero poca azione e tanti, tanti dialoghi. Nei panni di Gillian Seed, agente della JUNKER, dovrete scorpire il suo passato legato agli Snatcher, cyborg che rubano le identità agli esseri umani dopo averli uccisi malamente. Ad aiutarlo nelle indagini ci sarà il personale robot chiamato Metal Gear (ah-ah).
Definire Snatcher un bel gioco è arduo, in quanto si giocherà ben poco! Le uniche sezioni action sono praticamente shooter su rotaia dove non dovremo fare altro che muovere il mirino e sparare. La trama interessante, il setting particolare e i disegni ben realizzati (per gli anni ’80) riescono a tenere alta l’attenzione del giocatore, d’altronde è proprio quello che deve fare una visual novel. Sarebbe bello se Kojima riprendesse in mano le idee portate in Snatcher per creare un titolo per le nuove generazioni, ma probabilmente con Death Stranding il nostro caro beniamino ha definitivamente flippato il cervello.

4. Zone of the Enders: The 2nd Runner

L’amore di Kojima per i mech o comunque per dei bestioni tecnologici, che trasuda già dalla sua serie più conosciuta, Metal Gear, viene elevata in tutta la sua gloria con la creazione di Zone of the Enders. Se il primo capitolo è un po’ troppo acerbo e dalla durata ridicola, tanto da poterlo definire un vero e proprio esperimento, è con la seconda iterazione, dal sottotitolo The 2nd Runner, che Kojima compie il vero e proprio miracolo, creando uno dei giochi di mech più veloci e accattivanti dell’intero panorama videoludico. Non ce ne vogliano i fan di Armored Core ma la sensazione di velocità e di controllo che si ha a bordo del Jehuty è di tutt’altro livello e nonostante sia un gioco del 2003, ancora oggi resta imbattuto in questo suo aspetto.

La componente “anime” della storia, insieme all’ottima soundtrack, sono dettagli aggiuntivi che vanno a completare un quadro già di per sé spettacolare, delineando i tratti di un’esperienza che i fanatici di mech – ma non solo – dovrebbero vivere almeno una volta. Fortunatamente non dovrete andare a ripescare una vecchia Playstation 2 per giocare questo spettacolare episodio (fruibile anche senza il primo capitolo) ma potete acchiapparlo su Steam o nella relativa HD Collection disponibile su Playstation 3.

3. Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots

Se per capire la cultura giapponese dovessimo fare riferimento solo ed esclusivamente ai loro manga, anime e videogiochi, capiremmo immediatamente che dopo i 18 anni nel Sol Levante vieni considerato un vecchio decrepito. Dopotutto quanti eroi dei media giapponesi per ragazzi vanno all’università o lavorano? Sono tutti scolaretti!
Ecco perché nei videogame ci troviamo quasi sempre al controllo di giovinotti decisi, amanti della giustizia e possibilmente con un passato oscuro alle spalle che li rende ancora più fighi agli occhi degli amici e della classica timida ragazzina in gonnella.
Kojima però, sentendosi un po’ Clint Eastwood, in Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots decide di metterci nei panni di uno Snake invecchiato, al punto che stare troppo prono gli fa venire i reumatismi! Guns of the Patriots è un gioco con degli ottimi spunti narrativi e ha un combattimento finale da antologia. Nel gioco si ha una certa libertà di azione grazie alla telecamera in terza persona e alla classica serie di gadget che Snake può utilizzare. Il gameplay non è il punto forte e come spesso avviene nei giochi di Kojima, si viene presi praticamente in ostaggio dalle lunghissime (forse troppo) cutscene. L’anello debole sono i boss dell’unità Beauty & Beast che ricalcano gli stessi poteri e abilità dei vari carismatici boss di MSG 1. Queste supermodelle guerriere non sono così interessanti come Kojima le vuole presentare e il loro oscuro passato spesso finisce per essere scontato. Si sa però che a Hideo piacciono le donne con un passato discutibile, chissà che pornazzi si vede… oddio no, meglio non saperlo!

2. Metal Gear Solid 3: Snake Eater

Snake Eater rappresenta l’apice di tutto ciò di buono che questa saga abbia mai avuto da offrire.
Ambientato prima di tutti gli altri, puó essere giocato sia normalmente dopo i primi due sia come primo gioco in assoluto, come consigliato dalla maggior parte delle persone, noi compresi. Le meccaniche di gioco sono infatti piú raffinate che nei primi due giochi e sono invecchiate benissimo, giocandolo su una console moderna (o persino emulato su PC) sembrerà un gioco attuale.
Inoltre, esiste la sua versione Subsistence che, ricordando le “Definitive Edition” dei giochi moderni, rifinisce alcuni dei lati più rozzi del gioco e migliora l’esperienza, ma soprattutto viene incontro ai giocatori che non amano la visuale a telecamera fissa introducendo quella opzionale in terza persona

Snake Eater è diventato leggendario, però, soprattutto grazie alla trama intricata ma comprensibile, narrata perfettamente con cutscene molto curate (un classico nei giochi Kojima) dai suoi personaggi complessi ma realistici. Snake, Eve, Boss e tutti gli altri vi faranno sorridere, commuovere e vi terranno incollati allo schermo fino al magistrale finale.
L’intera esperienza è accompagnata da un lato sono e un lato visivo curati quanto quello narrativo, infatti riascoltare il brano principale del gioco dopo anni dalla prima partita mette ancora la pelle d’oca e la grafica sembra una generazione avanti rispetto agli altri giochi PS2.

Se parliamo più dettagliatamente del gameplay solo alla fine non significa che non sia all’altezza del resto del gioco, ma è un “dulcis in fundo” che accompagna tutta l’esperienza non intralciando l’immersione. Che vogliate viverlo in maniera aggressiva o rimanendo nelle ombre, Metal Gear Solid 3 offre strumenti adatti a qualsiasi stile di gioco.

1.Metal Gear Solid

Al primo posto non poteva che esserci lui, il capitolo che ha consacrato il genere stealth su Playstation e che ha cambiato per sempre il modo di vedere i videogiochi. Le nuove generazioni che lo recuperano solo oggi potrebbero sorridere nel vedere i poligoni enormi o la faccia appena riconoscibile del nostro Snake, tuttavia nel 1998 era impensabile poter vivere un’esperienza cinematografica di tale livello su una console da gioco, accompagnata tra l’altro da una soundtrack pazzesca. I ragazzini dell’epoca hanno visto il proprio cervello esplodere in mille pezzi non appena inserito il disco nella PS1 e hanno dovuto man mano raccoglierne i pezzi durante l’avventura, cercando al contempo di mettere insieme i fili della trama proposta da Kojima, tra personaggi carismatici e antagonisti d’ogni risma in un cast d’eccezione che si è conquistato, nel tempo, il cuore dei fan.
Il gameplay potrà non essere il più raffinato o perfetto ma trovate geniali come la necessità di utilizzare il farmaco Pentazemin per avere una mira salda quando si usa il fucile da cecchino durante lo scontro con Sniper Wolf, o la lettura della mente di Psycho Mantis, resteranno sempre impresse nella memoria.
Perdersi Metal Gear Solid vuol dire perdersi un pezzo di storia videoludica e pertanto si merita di diritto la posizione raggiunta, a imperitura memoria della sua influenza.

La lista è stata creata dalle seguenti premesse individuali:

7gatsu:
5.Snatcher
4. Zone of the Enders
3. Metal Gear Solid 3
2. Zone of the Enders: The 2nd Runner
1. Metal Gear Solid

Heavy Sam:
5. Snatcher
4. Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots
3. Metal Gear Solid V
2. Metal Gear Solid 2
1. Metal Gear Solid

King:
5. Metal Gear Solid V
4. Metal Gear Solid 2
3. Zone of the Enders: The 2nd Runner
2. Metal Gear Solid
1. Metal Gear Solid 3: Snake Eater

Se non siete d’accordo con la classifica finale o quelle personali, non ce ne frega assolutamente niente! Ma siete i benvenuti sulla nostra pagina Facebook o Twitter per discutere insieme il risultato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.