Yooka-Laylee and the Impossible Lair è il secondo lavoro della software house Playtonic, emersa sul mercato con il primo capitolo della serie, largamente ispirato ai platform Rare che uscirono su Nintendo 64. The Impossible Lair sarà disponibile dall’8 ottobre per Nintendo Switch, Playstation 4, Xbox One e PC/Steam.

Provato su PC

ProContro
+ Formula innovativa rispetto al primo capitolo– A tratti eccessivamente generico
+ Livelli mai troppo frustranti 
+ Gran quantità di tonici da utilizzare 

Yooka-Laylee, un camaleonte e un pipistrello che affrontano livelli ricchi di segreti, nemici e collezionabili. Dove abbiamo già sentito questa storia? Qualcuno ha detto Banjo-Kazooie? Donkey Kong Country forse? A parte gli scherzi, che Yooka-Laylee fosse ispirato ai classici Rare non è un mistero, anzi, è proprio parte del successo della campagna Kickstarter che ne decretò la possibilità di sviluppo in primo luogo. Rispetto alle promesse fatte, però, il gioco si è dimostrato tutt’altro che perfetto e forse, a Playtonic Games hanno ascoltato il feedback degli utenti e hanno deciso di virare, in modo decisamente plateale, con The Impossible Lair, secondo -ma non proprio secondo, non essendo numerato – capitolo della serie.

In questa nuova iterazione del franchise controlleremo sempre il dinamico duo ma non si tratterà più di un canonico platform 3D esplorabile, alla stregua di Mario 64 o Banjo-Kazooie, ma qualcosa di leggermente diverso e più affine alla famiglia di scimmioni targati Nintendo. Come è stato possibile vedere dai trailer rilasciati fino a poco tempo fa, i personaggi si muovono ora in un overworld e potranno affrontare singoli livelli a tema. Un esperimento, quello di Playtonic, che si rivela intrigante e lascia spazio a un’esperienza di gioco più lineare e rilassata senza risultare però troppo semplice.

To B or not to B.

Yooka e Laylee dovranno vedersela di nuovo con Capital B, arcirivale del primo gioco, che ha imprigionato i battaglioni di api della regina Phoebee, trincerandosi in un dedalo mortale che sarà quasi impossibile, proprio come suggerisce il titolo del gioco, da navigare senza il prezioso aiuto delle api. L’elemento più interessante di The Impossible Lair è la presenza dell’ultimo livello – proprio così, l’ultimo livello – fin dalle prime battute del gioco. Volendo, dunque, sarebbe persino possibile giocare ripetutamente solo il livello in questione fino a conoscerlo nei minimi dettagli e completare in tal modo il gioco senza doverlo affrontare per intero. Esperienza che però sconsiglio vivamente e che potrebbe richiedere centinaia di tentativi per eseguire una run perfetta senza essere colpiti nemmeno una volta (tanto so che qualche pazzo ci proverà ugualmente, riuscendo infine nell’impresa). Ho già menzoniato il fatto che nel Lair non vi siano punti di salvataggio? E che senza api avete due hit-point?

Per aumentare le possibilità di sopravvivenza nel Lair dovrete liberare le api della regina, che troverete alla fine di ogni livello di gioco. In totale è possibile recuperarne 48: 40 nei rispettivi stage e altre 8 segrete sparse per l’overworld. Le api, unicamente nel labirinto di Capital B, svolgono il ruolo di hit-point aggiuntivo, più ne avrete quindi e maggiori saranno le vostre chance di completare il livello e il gioco. Tuttavia, anche in questo modo l’obiettivo non sarà semplice e dovrete imparare al meglio tutte le sezioni del mefitico Impossible Lair per arrivare fino in fondo.

Un mondo colorato da esplorare

L’overworld tridimensionale, l’HUB di gioco in cui vi sposterete con una visuale dall’alto, non è semplicemente un tramite per passare da un livello all’altro ma racchiude segreti e puzzle ambientali da risolvere per proseguire nella vostra avventura. Un’aggiunta interessante che espande il gameplay suddividendolo in due fasi distinte. Alcuni puzzle potranno inoltre modificare i livelli stessi, permettendovi di affrontarli in modi completamente nuovi. Potreste per esempio liberare una delle api del battaglione di Phoebee da un livello acquatico, per scoprire poi che tramite l’overworld è possibile ghiacciarlo completamente. Entrando nuovamente all’interno avrete accesso ad aree completamente diverse, precedentemente precluse, dove potrete raccogliere nuovi collezionabili e persino una nuova ape. Starà poi a voi scoprire come i puzzle ambientali possano trasformare i livelli dal momento che il procedimento non sarà sempre lo stesso, garantendo una notevole varietà.

La natura dei collezionabili non si esaurisce con le api, in ogni singolo stage potrete infatti trovare anche cinque monete T.W.I.T., necessarie per proseguire nel gioco. Le diverse parti dell’overworld saranno infatti precluse finché non pagherete una quantità sufficiente di monete al serpente Trowzer, volto noto ai fan del primo episodio di Yooka-Laylee. Tali monete sono ben nascoste nei livelli e i meno smaliziati dovranno ripeterli almeno un paio di volte prima di riuscire a scovarle tutte per cederle allo screanzato strisciante. Un’esperienza che non si rivela eccessivamente frustrante dal momento che non arriverete mai a una vera e propria schermata di Game Over e ogni volta che perderete tutti i vostri hit-point, o cadrete verso una crudele morte, verrete riportati al checkpoint precedente, di cui i livelli sono letteralmente disseminati. Gli esperti di platform si troveranno davanti a una sfida intermedia, non più complessa dei più moderni esponenti della serie Super Mario ma la differenza è tutta nella possibilità di modificare la difficoltà grazie a un elemento del precedente capitolo che ritorna ancora una volta: i tonici.

Let’s Play, with Tonic!

I tonici sono delle ampolle che consentono di modificare il gioco, non solo per quanto riguarda tecniche eseguibili da Yooka e Laylee ma proprio dal punto di vista grafico. Si raccolgono nell’overworld e talvolta sono nascosti sottoterra senza alcun marker che vi indichi la loro presenza. Per trovarli dovrete quindi affidarvi ai consigli dei cartelli parlanti in giro per il mondo. Pagando loro una piccola somma di valuta in-game, le piume dorate (Quills), vi daranno delle indicazioni per poter effettuare una vera e propria caccia al tesoro che culminerà la maggior parte delle volte con l’acquisizione di un nuovo tonico.

Prima di poterli equipaggiare, però, dovrete ancora una volta mettere mano al portafoglio (virtuale, s’intende) e spendere un quantitativo variabile di piume dorate per attivarli, in questo modo sbloccherete completamente il tonico e potrete utilizzarlo durante le fasi platform 2.5D. Tra i tonici che modificano l’aspetto grafico abbiamo per esempio quello che trasforma lo schermo da 16:9 in 4:3, quello che rende il mondo in bianco e nero, quello che aggiunge una filigrana tipica delle VHS, un’altro ancora che utilizza un’interfaccia da GameBoy e così via.

È possibile avere tre tonici attivi contemporaneamente e con una vasta scelta di oltre 60 potrete modificare le combinazioni sia prima di iniziare un livello sia durante il livello stesso. Da aggiungere inoltre che alcuni tonici abbassano il numero di piume dorate ottenute nei livelli (solitamente tonici che offrono bonus concreti) mentre altri lo aumentano (come il tonico che aggiunge un hit-point a tutti i nemici).

Chi si ritrova quindi davanti a un gioco eccessivamente facile può interagire con i tonici per aumentare il grado di sfida. Quelli che apportano modifiche grafiche, in particolare, rendono i livelli più complessi da navigare, nascondendo alla vista dettagli che in HD sarebbero palesi. Se cercate un gioco più arduo, quindi, l’attivazione contemporanea di diversi tonici potrebbe darvi il brivido che cercate. Pad alla mano il platform di Playtonic si comporta decisamente bene, sia per quanto riguarda la fluidità sia per la responsività dei comandi, dettagli questi che nella tipologia di gioco prescelta dalla software house sono imprescindibili.

A chi consigliamo Yooka-Laylee and the Impossible Lair?

Chi ha apprezzato il primo capitolo, nonostante fosse funestato da problemi di telecamera ed eccessivamente pedissequo, dovrebbe dare una chance a The Impossible Lair, che cerca di riproporre gli stessi personaggi ma con un pizzico di coraggio in più. Non aspettatevi comunque il capolavoro del genere dal momento che i livelli (fortunatamente non tutti) lasciano comunque una sensazione di eccessiva “genericità”, con Yooka e Laylee, pur sempre adorabili, ma che non riescono a bucare lo schermo.
Gli amanti dei platform troveranno comunque sufficienti motivi per investire in questo titolo, in grado di tenervi impegnati per decine di ore – qualora vogliate completarlo al 100% – a fronte di una spesa decisamente contenuta.

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