Ognuno di noi ha qualche passione che ci spinge ad andare avanti e a non cadere in terribili crisi esistenziali. Il team Bloober ad esempio adora creare videogiochi del genere horror psicologico, come ha dimostrato con i due Layers of Fear e con >observer. A pochi mesi da Layers of Fear 2 si ripresentano sul mercato con Blair Witch, un altro horror psicologico ma che per la prima volta pone le sue radici in un terreno già fertile, quello di Blair Witch infatti è un universo nato nel 1999 con un film, che ha anche un sequel diretto del 2016.

Con questa recensione vi parlerò però del gioco, così potrete decidere se sarà degno di fare parte dei vostri preparativi per Halloween.

ProContro
+ Visivamente piacevole– Prestazioni pessime
+ Parti di gameplay divertenti– Parti walking simulator noiosissime
+ Collezionabili e rigiocabilità– Atmosfera tesa ma che non raggiunge il climax
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A telefono alla guida, terrore puro.

 

Thriller ed orrore nella foresta

In Blair Witch impersonerete Ellis, un uomo dal passato difficile che deve vivere tormentato da continue allucinazioni e altri problemi psicologici, precisamente si tratta di disturbo da stress post-traumatico causato dall’aver vissuto terribili orrori in guerra, come soldato. È proprio la persona adatta per portare a termine la missione principale del gioco, cioè ritrovare un bambino di 9 anni, Peter Shannon, disperso in un’immensa foresta!

Scherzi a parte, Ellis è adesso un poliziotto, quindi il suo lavorare al caso non è esattamente assurdo, anche se avrebbe dovuto e potuto evitarlo poiché non è la prima volta che sente parlare del bambino disperso, ma non dico altro e vi lascio il piacere di scoprire il resto.

L’avventura si svolgerà in compagnia di Bullet, il suo fidato pastore (tedesco?). Non so se ricordate Call of Duty: Ghosts, alla presentazione di quel gioco venne mostrata la presenza di un cane come personaggio aiutante durante le missioni e addirittura giocabile in alcune di esse, pubblicizzarono tantissimo la cosa… e poi il cane in realtà veniva usato solo in una piccola percentuale del gioco.

Blair Witch non fa questo errore e rende Bullet il centro totale dell’esperienza, il main gimmick, praticamente.

Proiettile vagante

Al clic del tasto C (chissà perché l’hanno scelto tra tanti tasti disponibili, magari perché è la C di Cane?) si potrà chiamare Bullet se distante, tenendolo poi premuto col cagnolino inquadrato e vicino si aprirà un menu circolare grazie al quale potremo ordinargli di cercare oggetti, stare fermo o starci vicino e addirittura accarezzarlo.

Se sembra semplice comprendere il perché delle prime opzioni, l’ultima è un po’ più subdola. Blair Witch offre un sistema di sanità mentale che mi ha ricordato quello di Amnesia: The Dark Descent (per non parlare di Eternal Darkness), il gioco dei Frictional che ha probabilmente spinto più di tutti il genere degli horror & puzzle in prima persona, circa una decina di anni fa. Se in Amnesia era fondamentale rimanere in ambienti illuminati per non far morire di terrore il protagonista, in Blair Witch la compagnia è la chiave. Bullet è ciò che riporta Ellis alla realtà e impedisce che il poliziotto si perda nelle sue allucinazioni, quindi è fondamentale avere il cagnolino sempre sott’occhio. Ogni tanto accarezzatelo e andrà tutto bene. Inoltre, l’animazione è fatta davvero bene ed è dolcissima!

Bullet possiede anche un collare riflettente e sarà sempre molto semplice trovarlo tra le piante che popolano la foresta. Se proprio lo perdete di vista chiamatelo, il cane abbaierà e vi rivelerà la sua posizione.

Poco fa citavo la possibilità di far cercare oggetti a Bullet, ciò avviene automaticamente durante la partita, ma è importante avere la possibilità di forzare la ricerca, per così dire. Il pathfinding del cagnolino è fatto bene ma non è perfetto, a volte lo si vede girare in tondo per qualche secondo e cose del genere, quindi fa bene ricordargli che non deve solo farvi compagnia ma deve anche indicarvi come proseguire nel gioco.

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SHEI BELLISSHIMO!

Come sopravvivere nella foresta e cosa fare nel tempo libero

La foresta non è solo piena degli oggetti indicati da Bullet che fanno proseguire la trama, ma vi sono anche molti collezionabili di diverse tipologie come dei totem, delle bambole di legno e altri che non conviene spoilerarvi. Ritengo che siano posti tutti in luoghi accessibili senza grosse difficoltà e ciò è un pregio, sono riuscito a raccogliere tutti quelli di una tipologia senza dover cercare a caso in luoghi impossibili, buono.

Se cliccando C si evoca il menu circolare per Bullet, tenendo invece premuto TAB si avrà accesso a quello del più classico inventario in cui troverete e potrete rianalizzare tutti i collezionabili trovati, oltre ad avere accesso a una serie di strumenti come un cellulare, una radio e una torcia, fortunatamente tutti con batteria infinita. Ci sono anche degli snack per il cagnolino, non dimenticatevi di dargliene uno ogni tanto!

Il cellulare sarà utile per giocare qualche minigioco come una copia di Snake (c’è un trofeo se raggiungete un certo punteggio) e per telefonare e ricevere SMS, meccaniche usate non solo per narrare la trama ma anche per dare indizi di gameplay. Stessa cosa per la radio, usata soprattutto per contattare le altre persone partite alla ricerca di Peter nella foresta.

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Ellis, invece, decide di partecipare lo stesso.

Lo strumento principale si troverà dopo qualche capitolo, però. Sto parlando di una telecamera vecchio stile, di quelle con le cassette giganti che esistevano una ventina di anni fa, epoca in cui è ambientato Blair Witch e oggetto fondamentale in un gioco basato su questo mito: il film originale ha come particolarità proprio l’esser stato girato “in prima persona” con una telecamera come questa e ha ispirato altri filmoni del calibro di Cloverfield.

Di cassette ve ne sono di due tipi, quelle con una striscia blu sono normali cassette da guardare per capire cosa stia succedendo nella trama surreale del gioco, invece quelle con una striscia rossa sono esse stesse il motivo per cui il gioco è surreale!

Rappresentano infatti la grande magia dietro Blair Witch e il modo principale per risolvere molti puzzle del gioco, dato che permettono di modificare la realtà. Vi spiego con un esempio: una porta è chiusa e non riuscite ad aprirla? Se in una cassetta rossa è inquadrato un personaggio che la apre, riproducete il video fino a dopo l’apertura e magicamente la porta si aprirà anche nel mondo normale.

I puzzle risolvibili con queste meccaniche magiche li ho trovati tutti divertenti e sono sicuramente la parte migliore di Blair Witch.

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Sorridi Bullet, ti sto registrando!

Combattimenti brillanti (nel senso di luminosi)

La telecamera ci offre anche una modalità visione notturna usabile al posto della torcia, poi procedendo col gioco sarà possibile usarla per cercare segni ed entità speciali nell’ambiente, i primi da seguire e gli altri da evitare.

Non tutte le entità sono uguali, però, alcune sono ferme e vi attaccheranno solo se vi avvicinate, altre sono estremamente aggressive e potrebbe essere addirittura necessario combatterle in un sistema simile a quello di Alan Wake, cioè puntando contro di loro la torcia. Lo scrittore protagonista del gioco Remedy, però, era meglio attrezzato tra pistole e fucili vari. Che sfigato Ellis, ti è capitato il brand in cui il protagonista è debolissimo.

Le entità più aggressive spunteranno a caso durante l’esplorazione, magari dopo aver girato qualche manopola o dopo essere entrati in una zona. Lo ritengo un sistema interessante, un jumpscare legato al gameplay che non ha solo lo scopo di farvi sussultare ma anche di testare i vostri riflessi, dovrete infatti riprendere il controllo del personaggio e puntare la torcia dove necessario. Bullet vi aiuterà anche in questo.

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Per fortuna il gioco ha poche scene così buie.

Atmosfera forestale

Tutte queste caratteristiche di Blair Witch contribuiscono alla creazione di un’atmosfera convincente e tesa, l’aiuto finale è dato dal sonoro che mi è sembrato abbastanza curato, il gioco vi suggerisce anche di giocare con le cuffie per avere l’esperienza più immersiva possibile. Solo in pochi casi non mi ha convinto, magari per colpa della sovrapposizione di suoni.

Anche graficamente Blair Witch mi ha convinto e mi è piaciuto, la foresta è fatta perfettamente, Bullet è bellissimo, le animazioni sono tutte molto curate e piacevoli da vedere. L’unico problema grafico sono giusto le texture di certi alberi che, stranamente, diventano quadrettoni se vi avvicinate troppo.

Visivamente l’esperienza diventa davvero interessante durante le allucinazioni che colpiscono Ellis e tutta la parte centrale del gioco regala bei contrasti e giochi di luce.

Sento di dover infine citare la buona rigiocabilità del titolo, sia perché vi sono più finali sia perché alcuni puzzle sono risolvibili solo con informazioni ottenute nei capitoli successivi.

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Bullet che ci lascia indietro perché ha sentito odore di carne alla brace.

I tre grossi problemi

Blair Witch ha però tre enormi problemi, tre grossi “MA” che mi spingono a non consigliarlo subito a prezzo pieno.

Il primo MA sono le performance. Su PC a dettagli massimi in alcuni casi il framerate è sceso intorno alla ventina e nonostante Blair Witch sia bello da vedere mi sembra un po’ un calo ingiustificato. Non so quale sia la causa precisa, la VRAM della mia Nvidia GTX 970 non è saturata e vi assicuro che non è un problema del processore, dato che la scheda video segnava un utilizzo del 99-100%. Probabilmente c’è qualche ottimizzazione da fare all’Unreal Engine e a qualcuno dei suoi effetti di luce usati, considerando che è la torcia la causa prinicpale della poca fluidità. Portare i dettagli a medio alza il framerate ma non di moltissimo, in una scena in cui al massimo ero a 30fps a medio ne facevo 36, insomma non ne vale la pena.

Il secondo MA sono le parti walking simulator, ce ne sono troppe e sono troppo lunghe a mio parere. A fine gioco c’è una scena in cui bisogna camminare in cerchio per diversi minuti e sì, l’ambiente cambia un po’ ma non abbastanza da essere interessante.

Il terzo MA è forse il più grave e riguarda la paura che il gioco mi ha fatto provare, praticamente pari a zero. Forse sono io a non spaventarmi troppo facilmente ma giochi come Bioshock, Penumbra e Amnesia sono riusciti a farmi saltare letteralmente dalla sedia, a creare tensione e a trasformarla in paura, facendomi venir voglia di chiudere il gioco ma tenendomi legato a essi perché DOVEVO sapere come proseguisse e cosa ci fosse dopo. Blair Witch al massimo mi ha fatto venir voglia di chiudere il gioco durante le parti da simulatore di camminata, in cui ho dovuto tenere premuto W per andare avanti e ogni tanto girare la visuale col mouse, poiché si disperde tutta la tensione accumulata nelle fasi precedenti di gioco.

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Chissà cosa c’è lì dietro…

A chi consigliamo Blair Witch?

È davvero un peccato perché il potenziale del brand è enorme, ma un horror che non sfrutta bene la tensione che si impegna a far crescere, con problemi di performance e troppi momenti morti non è consigliabile a tutti. Mi permetto comunque di dirvi di dargli una chance, se non altro per i puzzle che sono davvero divertenti e per l’interazione col cane, che raramente si vede eseguita in maniera così curata in un videogioco. Magari potete giocarlo tramite il Microsoft Game Pass, su cui Blair Witch è disponibile da qualche giorno dopo l’uscita sugli store classici, o aspettare un buon vecchio sconto.

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