Ci siamo, dopo ben otto anni Nihon Falcom arriva alla conclusione del suo mastodontico JRPG Legend of Heroes: Trails of Cold Steel con il quarto capitolo, disponibile dal 27 ottobre per PS4. Vero e proprio magnum opus del Sol Levante, la serie segue le vicende di Rean Schwarzer e della Classe VII, ormai votata a scongiurare la catastrofe incombente su Erebonia.

Provato su Playstation 4

L’opera definitiva del popolo nipponico

Il primo Trails of Cold Steel convinceva per il suo stile ‘slice of life’ misto con la classica trama da JRPG farcita di intrighi politici e una buona dose di combattimenti spettacolari. Con il susseguirsi della storia, la serie ha praticamente inglobato qualsiasi tipo di stereotipo anime possibile, diventando una sorta di frullatone di tutto ciò che piace agli appassionati del media nipponico.

Chiaro che se avete giocato tutti i precedenti episodi leggere questa o qualsiasi recensione del gioco è completamente inutile, perché sapete benissimo cosa aspettarvi sia da come viene narrata la vicenda, sia dai sistemi di gioco. Certo che Nihom Falcom nel corso della serie ha veramente esagerato con i contenuti, rendendo il prodotto via via sempre meno accessibile a chi non mastica anime moderni su base quotidiana.
Non basta infatti essere fan di JRPG, dovrete anche avere un po’ di ‘stomaco’ per digerire tutti i vari ‘tropes’ esasperati, compresa l’immancabile presenza di ragazzine maggiorate e bambine prodigio parzialmente svestite.

La quantità incredibile di personaggi, ambientazioni e il selvaggio miscuglio tra high fantasy e fantascienza non è certo il più coeso della storia dei JRPG. Si passa da scontri tra robottoni in stile Gundam a quelli con dragoni in castelli maledetti, per poi passare a sezioni che vedono i personaggi infiltrarsi nel grattacielo di una fazione nemica per hackerare un server, il tutto contornato da una sorta di atmosfera steampunk con complotti politici.

Il collante di tutta la serie è la scrittura dei dialoghi e, naturalmente, da come si svolge la vicenda, vero punto di forza del gioco. I protagonisti, sebbene siano archetipi, sono tutti ben gestiti nelle motivazioni, nelle relazioni e nella loro psicologia. Nihom Falcom merita comunque un applauso scrosciante per aver creato una storia epica ‘corale’, dove nessun personaggio è buttato lì per caso e ognuno di essi contribuisce in qualche modo allo svolgimento dell’avventura. Da apprezzare anche la voglia di creare un’opera divisa in capitoli, laddove invece i JRPG su base seriale tendono a cambiare ogni volta personaggi, trama e ambientazione (Final Fantasy, Dragon Quest, Megaten e così via…).

!!ENTRIAMO IN TERRITORIO SPOILER, PERTANTO CHI NON AVESSE I GIOCATO I TITOLI PRECEDENTI PUO’ SALTARE A PIE’ PARI QUESTO PICCOLO PARAGRAFETTO!!

Trails of Cold Steel IV riprende la storia da dove l’avevamo lasciata, con il nostro eroe Rean Schwarzer che dopo aver distrutto la bestia apocalittica viene catturato dal suo vero padre, il cancelliere Osborne. Saranno i giovani virgulti dal Juna, Altina e Kurt a dover scoprire che fine ha fatto, sempre con l’aiuto dei vecchi membri della Classe VII.

La trama ovviamente presenta intrecci con la serie Trails in The Sky, inoltre i veri fan della interminabile saga potranno apprezzare anche la presenza di Joshua ed Estelle, subito protagonisti nel prologo del gioco che funge da tutorial per ‘ricordare’ un po’ ai giocatori quali sono le meccaniche dell’esplorazione e dei combattimenti.

Prendi l’Arts e mettila da Parts

A livello di gameplay, Trails of Cold Steel IV ha veramente poco di nuovo da offrire, ma d’altronde questa serie di JRPG non è certo famosa per il suo combat system o per l’innovazione nelle meccaniche. I combattimenti sono rimasti invariati rispetto agli altri episodi, mantenendo ovviamente una linea sicura per gli appassionati della serie che vogliono godersi il finale della storia senza dover imparare nuovi sistemi. Avremo sempre la possibilità di gestire quattro personaggi in scontri a turni, usando le Arts (magie) e Crafts (tecniche) per abbattere gruppi di nemici e boss. Il combattimento dei Trails si presenta con una certa struttura strategica, ma le abilità dei protagonisti sono così potenti che spesso si tradurrà tutto in uno spam di attacchi furiosi.

A dare un’ulteriore mano al giocatore ci pensano gli Orders in grado di fornire buff a tutto il team, le abilità Link e le devastanti quanto spettacolari S-Craft. Si avrà anche la possibilità di attaccare i nemici sulla mappa per indebolirli ancor prima di cominciare il combattimento, funzione ormai presente nella maggior parte dei JRPG moderni. A differenza di molti altri giochi di stampo nipponico, Trails of Cold Steel IV segue la tradizione della serie rendendo il giocatore alquanto potente sin dalle prime battute. Anche a livello difficile non avrete troppi problemi a disfarvi dei gruppi di nemici, basterà veramente un minimo di tattica e preparazione per avere la meglio. A volte gli scontri più difficili si trasformano in uno spam infinito di Craft e S-Craft, dopo un po’ infatti tenderete a skippare brutalmente le pur incredibili animazioni che le caratterizzano.

Insomma, nonostante il sistema di combattimento abbia qualche buono spunto, il tutto sembra abbastanza automatizzato. Non a caso avrete la possibilità di far gestire i combattimenti alla CPU, così impostando il gioco in modalità facile potrete godervi la storia senza fare alcuna fatica. La parte esplorativa è alquanto minimale, andare da un punto X a un punto Y sulla mappa è tutto ciò che dovrete fare, ammazzando i nemici che si parano sul vostro cammino e arrivare al boss di turno.

Ghiandole mammarie ben definite

Trails of Cold Steel IV è il capitolo della serie più piacevole da vedere, sebbene il motore grafico sia abbastanza limitato, questa volta si ha la sensazione di giocare a un titolo dell’attuale generazione, a differenza del terzo capitolo che aveva mantenuto un aspetto decisamente datato. Chiaramente non parliamo di chissà quale rivoluzione, ma gli effetti grafici, le texture e le animazioni sono decisamente un passo avanti. Così potrete osservare molto meglio le ridicole scollature delle protagoniste e tutti i dettagli dei loro vestitini succinti, o gli addominali da grattugia degli eroi dalla capigliatura puntuta.

Ottimo lavoro nel doppiaggio sia in giapponese sia in inglese, apprezzabile il fatto che i dialoghi delle cutscene siano interamente recitati, in modo da dare un po’ più di pathos alla vicenda. Anche durante i combattimenti le voci dei personaggi spadroneggiano con urla di battaglia e le mosse speciali annunciate con grande enfasi. La colonna sonora invece fa venire voglia di strapparsi le orecchie da dosso, con brani digitali di una monotonia immane che neanche il giapposhredding chitarristico messo qua e la riesce a tirare su.

A chi consigliamo Trails of Cold Steel IV?

Solo a chi ha giocato gli altri episodi e si è appassionato alla saga di Legend of Heroes, ancora meglio se la seguite da Trails in The Sky.
Se siete fan di JRPG incuriositi dalla serie, potreste pensare di spararvi una mega maratona di tutti e quattro gli episodi, ma prima di farlo vi invitiamo a considerare la vostra effettiva sopportazione degli anime di stampo moderno.
In caso contrario lasciate perdere e non considerate neanche l’idea di cominciare con questo quarto episodio senza aver prima giocato gli altri. Neanche la possibilità di leggere il riassuntone dei capitoli precedenti potrà aiutarvi a orientarvi nell’intricato labirinto di personaggi e sottotrame, roba che fa sembrare Game of Thrones una puntata di Bim Bum Bam.

La conclusione dell’epica storiaDecisamente facile
Comparto grafico miglioratoTelecamera in terza persona da rivedere
Combattimenti fluidiColonna sonora poco convincente
Ottimo doppiaggio inglese e giapponese
Avete giocato tutti e tre gli episodi precedenti, cosa diamine state aspettando?

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