The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel 2 è il secondo remaster della saga uscita per Playstation 3 e Playstation Vita, oltre che PC, in un periodo di tempo che va dal 2013 al 2017. A breve arriverà il quarto capitolo, per questo Nihon Falcom ha deciso bene di presentare il suo piccolo capolavoro anche su PS4.

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Versione Playstation 4

ProContro
Storia appassionanteDifficile goderselo senza aver finito il primo
Buon sistema di combattimentoDifficoltà troppo bassa
Dialoghi scritti benissimo….Colonna sonora sotto le righe
…e recitati altrettanto bene
Personaggi profondi e ben caratterizzati

Cari i miei guagliuncelli, sono finiti i tempi delle belle studentesse prosperose che se ne vanno in giro in minigonna per accontentare i vostri perversi istinti voyeuristici. Niente più scorribande nel campus scolastico, niente più amicizie spensierate e momenti di divertimento con l’alcolizzata istruttrice cougar. Soprattutto basta con l’atmosfera del Campus e la vita di club che il primo gioco della serie non vi ha permesso di vivere costringendovi a fare da portalettere a quella stronza della rappresentante d’istituto! Rean Schwarzer è un uomo indipendente adesso! Certo ha ancora quei cacchio di capelli da anime e gli occhioni speranzosi, inoltre è sperduto tra le montagne rocciose in compagnia di un mech e di un gatto parlante, ma almeno non deve più stare dietro a pagelle, voti e valutazioni che i suoi creatori giapponesi tanto amano.

Ah la maturità! Ah l’indipendenza! Ah l’affitto da pagare e l’assicurazione della macchina!  Nel caso di Rean l’assicurazione del Mech! Meglio appendere la katana al chiodo e cercarsi un lavoro, oppure continuare a lottare contro i malvagi? Un’avventura tutta da scoprire, spero solo che nel party questa volta ci sia un buon commercialista!

Se non ti lecchi la storia, godi solo a metà.

Probabilmente alcuni di voi in una noiosa e piovosa serata, facendo click qui e li per internet in cerca di qualche nuovo JRPG pieno di testi e dall’intricata storia si sarà imbattuto nella nostra recensione di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel. Visto l’incredibile e meritato successo della riedizione del primo capitolo, eccovi il secondo in tutto il suo splendore con grafica Full HD e la meravigliosa funzione fast forward per saltare a piè pari ore e ore di lunga ed estenuante esplorazione.

Non perderò altro tempo nel dirvi che se non avete giocato e finito il primo episodio, iniziare la saga dal secondo è completamente inutile. Lo story-telling della saga di Trails of Cold Steel ha un carattere epico con personaggi e situazioni che si evolvono nel corso dei tre giochi. Questo è sicuramente un grande pregio difficile da trovare nei giochi di ruolo giapponesi, solitamente legati solo da una ‘lore’ e non da una storia vera e propria (vedi i vari Final Fantasy, Dragon Quest o Persona). Il risvolto della medaglia però è che questo secondo episodio risulta abbastanza inaccessibile a chi non ha finito il primo. Certo, c’è la possibilità di avere un recap completo, ma non è proprio la stessa cosa. Il bello di Trails of Cold Steel sta proprio nella sua visione narrativa che porta il giocatore a seguire le avventure dei diversi eroi ed eroine in un mondo caratterizzato con grande maestria. I dialoghi e le relazioni tra i personaggi sono la punta di diamante della serie che pur lavorando sui tipici stereotipi giapponesi riescono a convincere pienamente. Mi ha dato molta soddisfazione ritrovare i vari protagonisti del primo episodio e riunire il party iniziale della Classe VII. Sono stato un po’ meno contento di rileggere i loro orrendi nomi, specialmente Machias Regnitz che ricorda il rumore di una scoreggia trattenuta da ore che viene finalmente liberata nell’atmosfera. Anche lui come personaggio è parecchio antipatico, ma ha uno shotgun e questo lo rende meritevole di rispetto.
Per collegare il primo con il secondo episodio, avrete la possibilità di importare il file di salvataggio nel nuovo capitolo per fare in modo che alcuni eventi e dialoghi riflettano le scelte fatte in quello precedente, sempre se lo avete completato.

E completare i titoli di questa serie è sempre una bella sfida, visto che sono estremamente lunghi e pieni zeppi di dialoghi. Trails of Cold Steel 2 non è proprio adatto se avete un lavoro e delle relazioni sociali, dato che per vedere i titoli di coda dovrete stare davanti allo schermo per parecchie ore. Ma per quello c’è il fast forward che vi permette di mandare tutto avanti a velocità raddoppiata. Una funzione molto gradita che allo stesso tempo però rovina il coinvolgimento nel mondo di gioco.

Squadra che vince… 

Senza fare spoiler, posso confermare che in questo secondo episodio la storia avrà dei toni un po’ più ‘maturi’. Il periodo del campus è finito, la terra di Erebonia è devastata da un conflitto civile ed i vostri affezionati amici sono dispersi per il territorio. Nei panni del sempre piacevole e determinato Rean Schwarzer dovrete cercarli per riformare la squadra della Classe VII, dare due sberloni ai cattivi di turno e rimettere tutto in ordine.
La trama lascia spazio al viaggio, molto di più che nel capitolo precedente dove i vari spostamenti erano legati alle sortite scolastiche organizzate dalla birrosa Sara Valenstein.

Non mancano ovviamente nuovi personaggi che andranno a comporre il party, ognuno di loro specializzato in un determinato tipo di attacco. Rispetto al primo episodio non ci sono grandi cambiamenti nelle meccaniche con fasi di esplorazione alternate a combattimenti a turni ben costruiti. Avrete a disposizione Arts e Crafts per sconfiggere i nemici, oltre ai Link Attack che stavolta saranno davvero devastanti dato che coinvolgeranno l’intero party in un sonoro matrimonio di schiaffi per il povero mostro malcapitato. Se avete giocato al primo episodio, aspettatevi lo stesso livello di difficoltà abbastanza basso rispetto ai sadici canoni di autofustigazione nipponica. Si tratta pur sempre di un gioco story-driven, anche se a mio parere forse un minimo di difficoltà in più avrebbe reso il tutto ancora più appassionante. Si ha sempre la sensazione di essere un pelino troppo forti rispetto ai nemici e che le tantissime abilità a disposizione non si possano sfruttare a pieno proprio per la mancanza di validi avversari.

Poca variazione, ma d’altronde qui Nihon Falcom segue la filosofia del if it ain’t broke don’t fix it ovvero del squadra che vince non si cambia, o ancora meglio se la pizza è già buona così non aggiungerci del ketchup. Certo troverete qualche robottone e magari qualche amico quadrupede in più rispetto al primo episodio, ma niente di troppo sconvolgente.

Anche a livello grafico non c’è stata alcuna modifica, il motore è sempre lo stesso e le animazioni sono ancora stoppose, ma la cura per il dettaglio di personaggi e ambientazioni è rimasto su ottimi livelli. Se Nihon Falcom avesse i giusti fondi potrebbe realizzare davvero un mondo mozzafiato.  A creare un’atmosfera credibile ci pensano gli ottimi doppiatori che sono stati in grado di dare vita ai personaggi. L’adattamento inglese dei testi e delle voci è superbo, sebbene sono ancora presenti i classici momenti un po’ imbarazzanti… o forse dovrei dire ‘cringe’? La musica continua a non stupirmi, con brani poco coinvolgenti e composizioni decisamente sottotono, un vero peccato perché con una colonna sonora coi contropifferi ci avrebbe guadagnato parecchio, specialmente durante l’esplorazione e negli scontri con i boss.

A chi consigliamo The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel 2?

Chi ha gradito il primo episodio ed è rimasto col fiato sospeso non può davvero farsi sfuggire questo titolo. Ovviamente questo presuppone che si amino gli JRPG con storia lineare e tantissimo testo. Se siete interessati vi consigliamo comunque di partire dal primo episodio. Tenetevi pronti però perché si tratta di giochi molto lunghi che vi richiederanno tantissimo tempo. Noi vi abbiamo avvisati, non veniteci poi a rompere i coglioni se poi finite in miseria e siete costretti a rinchiudervi nella cantina di vostra madre a mangiare teste di pesce.

Peace!

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