Atomicrops è un originale action roguelite simulatore agricolo per PC, Playstation 4 e Nintento Switch, sviluppato da Danny Wynn, Toby Dixon e Joonas Turner, distribuito da Raw Fury il 28 maggio 2020.

Provato su Playstation 4

+ Estremamente originale e frenetico– Veste grafica non sempre all’altezza
+ High risk/high reward molto divertente– Lancio su console disastroso
+ Decisamente caotico– Decisamente caotico

Farm. Marry. Kill.

Definire come categoria di gioco Atomicrops è difficile in un modo tutto speciale: non è tanto la commistione di generi, ma la compresenza di generi a dare grattacapi. Non si tratta infatti di un simulatore agricolo roguelite, ma di un simulatore agricolo giocato simultaneamente a un roguelite d’azione.

Il buon vecchio Nonno lascia in eredità l’ultima fattoria sulla terra prima dell’inevitabile esplosione nucleare. Armati di zappa, pompa dell’acqua, spara-piselli e tanta voglia di crederci, starà al giocatore mantenere l’attività, mantenersi in vita, e mantenere salvo il proprio raccolto da mostri e mutanti di ogni tipo.

Dietro la premessa molto semplice e concisa, si nasconde una quantità di elementi di gioco da tenere a mente in contemporanea da far girare la testa. Proviamo a spiegarli tutti al meglio delle nostre possibilità.

Il gioco è diviso in un quattro stagioni composte da tre giorni l’uno, più un ultimo giorno dove affrontare il boss finale. Al terzo giorno di ogni stagione si combatte un boss predeterminato e ogni giorno ha la durata di qualche minuto, diviso in una parte libera, ovvero il giorno, e una parte dove ondate di nemici aggredisce attivamente il nostro raccolto e prova a mangiarlo, indovinate un po’, la notte.

Il terreno centrale è dove si concentra l’attività di coltivazione, mentre a croce si sviluppano le quattro zone principali di difficoltà crescente: deserto a ovest, abitato da nemici singoli, pianura a est, brulicante di avversari veloci e stormi di pipistrelli, la giungla a sud, con insetti e animali veloci, e la tundra a nord, con mostri di neve aggressivi. Al di là di ogni area si nasconde una versione più difficile e più fruttifera della stessa, accessibile solo con dei ponti di legno, ottenibili nella città che raggiungeremo alla fine di ogni giornata.

Per poter ottenere i soldi per far felice il sindaco, bisogna costantemente ottenere un buon raccolto, e come si fa? Equilibrando esplorazione e coltivazione. Ogni area è infatti disseminata di campi di vario tipo: alcuni dove trovare nuovi semi da piantare, altri con recinti per animali da portare alla nostra causa, altri con casse che nascondono abilità passive, altri ancora con dei piccioni che fanno da oggetto consumabile per agevolare la coltivazione.

Gli animali in aiuto del giocatore sono le mucche, che annaffiano, i polli, che tagliano le erbacce e depongono uova, i maiali, che arano e zappano, e le api, che velocizzano la crescita delle piante. Inoltre, possiamo far uso di un potente trattore che fa da abilità attiva e ci viene in aiuto per coltivare, trasformare i nemici in concime, innaffiare su una grande area e altro ancora. Un altro degli elementi chiave del raccolto è infatti il concime: non solo le piante concimate valgono di più una volta raccolte, ma concimare delle piante posizionate in un quadro 2×2 le trasforma in una mega-pianta, che richiede meno acqua e frutta di più!

Buona parte del loop di gioco è completamente in mano al giocatore stesso. Solo il primo giorno, dovuto al fatto che si inizia a mani vuote, si andrà dritto a esplorare il deserto o la pianura, ma di lì in poi ogni partita offre una sfida personalizzata. L’elemento roguelite, a parte l’onnipresente permadeath e conseguente perdita del progresso, sta nelle sinergie degli oggetti casuali che si trovano nei campi o si ottengono in città. Alcune run si incentreranno sull’uso di torrette o spaventapasseri, altre sull’innaffiamento continuo, altre sulla ricerca di alberi da frutta che diano maggiori introiti sul lungo andare e molto altro ancora.

Nonostante quanto scritto sul CV, non sei davvero multitastking

L’elemento adrenalinico che spinge a iniziare sempre una nuova partita è la componente fortemente high risk/high reward che permea l’intera attività. Le giornate sono brevi, e lo spazio per sbagliare e per decidere cosa fare è sempre piuttosto ristretto. Il timer non smette mai di contare i secondi, e i nemici non si fermano davanti a nulla. L’esplorazione è spesso frenetica e ci sono numerosi momenti da vero bullet hell, soprattutto nelle fasi più avanzate e nelle aree secondarie, che mettono alla prova anche i veterani del genere.

Dove tutto questo però raggiunge livelli altissimi è la notte, quando si torna al campo per difendere il raccolto. Il gioco si trasforma in uno sparattutto mentre si cerca di coltivare e badare al raccolto che non si è avuto tempo di gestire durante l’esplorazione giornaliera. Cercare di zappare, innaffiare e creare nuove zolle, sparare ed evitare bombe volanti mentre conigli cecchini e vermi mangiano le nostre piante è estremamente frenetico e caotico, e può convincere come anche allontanare definitivamente il giocatore.

Questo perché non si tratta di tenere a bada diversi elementi compresenti, ma di fatto gestire due giochi completamente diversi, contemporaneamente. È facile immaginare che il giocatore medio, arrivata la notte, si soffermi su una sola delle attività, inevitabilmente apportando un deficit da un lato o dall’altro.

L’enorme frenesia che attraversa il gioco in maniera crescente e in tempi sempre brevi è la lama a doppio taglio che distingue Atomicrops da tutti i suoi potenziali competitori. Il loop semplice in teoria, ma molto complesso nei dettagli, dà spazio a sperimentazione e un divertimento sul lungo andare sempre piuttosto soddisfacente.

A rendere vario il gameplay è la presenza di tre personaggi giocabili:

  • Lavender: inizia con un’abilità passiva che velocizza la crescita delle piante e due api
  • Rye: inizia con una torretta da piantare e le sue armi durano due giorni
  • Robusta: una non-dichiarata challenge mode, tutto è più veloce

Come non bastasse, sopravvivere a un anno di gioco dà accesso all’anno seguente, fino a dieci, di difficoltà e quantità di ricompense crescenti. Non sognatevi neanche di poter affrontare un anno avanzato senza aver accumulato esperienza e qualche potenziamento permanente.

A questo proposito, Atomicrops offre inoltre un sistema di meta-progresso sotto forma di bonus di vario tipo, dai potenziamenti permanenti ai trattori, a modifiche di alcuni parametri e la possibilità di iniziare una nuova run con qualche bonus dell’ultima run conclusa. I diversi generi di meta-progresso vanno però trovati e sbloccati esplorando il gioco, e non sono inizialmente selezionabili.

Parlando di armi invece, ogni giornata offre due armi completamente randomizzate da acquistare, altrimenti si è limitati allo sparapiselli di base, che chiaramente manca di potenza di fuoco. Ogni occasione è buona per un gioco di parole e una battuta a tema, quindi preparatevi per sparare patate con un fucile, scalogno con un fucile automatico o colpire nemici da una sicura distanza con lo spararape di precisione. Le armi durano un solo giorno prima di distruggersi, fatta eccezione per il buon vecchio Rye.

Ad aiutarci nella lotta contro i mutanti che assaltano il nostro raccolto c’è un gruppo di simpatici personaggi da cui ottenere oggetti in cambio di rose. Le rose hanno un contatore a parte, e sono essenziali per corteggiare e sposare un NPC. Consegnate 17 rose, quel personaggio ci donerà un potente boost ai nostri parametri e ci seguirà durante la giornata, aiutando con la coltivazione e attaccando i nemici. Un piccolo motivo per applaudire gli sviluppatori è la completa mancanza di rilevanza del genere degli NPC da sposare: si può sposare liberamente chiunque si voglia, quandunque si voglia.

Un lancio e un singhiozzo

Atomicrops è stato a lungo in early access su PC, e ha nel tempo implementato i numerosi elementi di cui abbiamo parlato finora e molto altro ancora che viene progressivamente aggiunto tramite aggiornamenti gratuiti. La nota piuttosto dolente si trova nei disastrosi lanci su console: al momento della pubblicazione di questa recensione, la versione PS4 è stata aggiornata più volte, rendendo la build attuale giocabile, nonostante visibili singhiozzi nel framerate e caricamenti inspiegabilmente lunghi. La versione Switch ha numerosi spike nel framerate, ma sembra leggermente più stabile. Solo la versione originale su PC funziona fluida e senza intoppi di alcun tipo, e stando alle numerose dichiarazione, RawFury è attivamente impegnata a migliorare la stabilità del porting su console. Attualmente comunque è fortemente sconsigliato acquistarlo su console, poiché l’esperienza di gioco è gravemente sporcata da problemi di performance poco accettabili.

A chi consigliamo Atomicrops?

Atomicrops è un titolo assolutamente originale, super frenetico e divertente come pochi altri del genere. A volte la presentazione non è il massimo, in alcuni momenti è addirittura frustrante. Tuttavia, sapete quando un gioco è vincente? Quando per qualche inspiegabile motivo si fa fatica a mettere giù il controller. E Atomicrops riesce a fare esattamente questo. L’alto livello di attenzione e di capacità di multitasking richiesto tratterrà molti nuovi giocatori dal godersi appieno un’esperienza che è, altrimenti, fortemente esilarante.

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