Blood Rage: Digital Edition, in arrivo su PC il prossimo 27 maggio, è la controparte videoludica di un popolarissimo gioco da tavolo, creato da Eric Lang, che è schizzato in vetta alle classifiche mondiali dopo la sua pubblicazione nel 2015 a opera di Asmodee. Vediamo dunque se il gioco è riuscito a mantenere intatto il feel originale anche nella sua trasposizione digitale.

+ Meccaniche di gioco avvincenti– Mappa a volte un po’ troppo confusa
+ Divertente con amici– Ancora qualche bug da eliminare
+ Grafica immersiva (per essere un gioco da tavolo) 

L’Era dei Vichingi

Il concept del gioco originale vede un numero variabile di clan vichinghi (da 2 a 5 giocatori) combattere gli uni contro gli altri durante la fine dei tempi: il Ragnarök. Lo scopo ultimo del gioco è accumulare più punti “Gloria” degli avversari, in modo che lo stesso Odino vi permetta di sedere al suo desco. Sebbene possa sembrare un classico gioco da tavolo tutto fumo e niente arrosto, in realtà a rendere il tutto avvincente sono le meccaniche stesse volte all’ottenimento di questi punti, in grado di mettere fratello contro fratello, esponendovi al rischio di essere accoltellati nel sonno per aver messo in atto tattiche sleali o fin troppo elaborate.

I giocatori possono scegliere il loro clan preferito, quello del Lupo, dell’Orso, del Serpente, dell’Ariete e del Corvo (ampliati nella versione digitale con altri animali come il Cinghiale e il Cervo per offrire una maggiore scelta) senza andare incontro a bonus o malus di qualsivoglia tipo dal momento che tutti si differenziano l’uno dall’altro esclusivamente per il design delle miniature: tutti iniziano infatti la partita con un pari numero di risorse.

Il tabellone di gioco che vi ritroverete davanti non appena inizierete una partita, è diviso in territori di colore diverso e adiacenti che, insieme, formano delle macro-regioni. Ogni territorio può ospitare un numero diverso di unità, quantità indicata chiaramente dal numero di cerchi su cui posizionare le pedine, meccanica chiamata di “invasione”. L’unico appezzamento di terreno che non può essere invaso è quello centrale, chiamato Yggdrasil, ovvero dove è presente l’omonimo albero della vita secondo la mitologia norrena. Per raggiungerlo bisognerà marciare con le proprie unità da uno dei territori adiacenti.
Da buoni vichinghi il modo più intuitivo per guadagnare punti gloria è quello di menare le mani come se non ci fosse un domani: il vincitore delle battaglie otterrà punti statistiche e gloria mentre il perdente avrà la magra consolazione di aver compiuto il destino dei propri guerrieri, ovvero il raggiungimento dei cancelli del Valhalla. Tuttavia, non pensiate si tratti di un gioco di guerra nella sua accezione più semplice, esistono anche metodi più subdoli per raggiungere il proprio scopo, tra cui sacrificare le proprie unità sfruttando carte specifiche.

Il gioco si svolge durante tre Ere e, al termine di ognuna di esse, una delle regioni verrà completamente polverizzata dagli effetti del Ragnarök, rendendola inaccessibile per il resto della partita. Uno degli elementi in grado di rendere ogni giocata sempre differente è la presenza di carte che vengono pescate all’inizio di ogni Era da un pool prestabilito. La gloria, di cui poc’anzi parlavamo, può essere acquisita anche con tattiche più pacate e che non necessariamente coinvolgano l’uso di asce e coltelli, come l’occupazione di territori e l’uso di carte “Obiettivo”, ma come si ottengono le carte in questo gioco? Nel prossimo paragrafo avrete modo di scoprirlo.

Ogni giocatore riceve otto carte, iniziando così la fase di draft, una pratica popolare nei giochi da tavolo che permette di scegliere una delle otto, passando poi le sette restanti al giocatore successivo fino a quando non si hanno sei carte in mano. Le strategie da mettere in atto per vincere la partita, quindi, possono cambiare di partita in partita, costringendo i giocatori ad adattarsi a ciò che ricevano dal draft, sistema che non permette di sfruttare sempre la stessa strategia per uscirne vittoriosi. Tra le carte disponibili abbiamo quelle “Obiettivo“, che verranno conteggiate alla fine di ogni era, quelle “Miglioria“, che modificano le statistiche delle proprie unità o conferiscono azioni speciali, e quelle “Battaglia“, che possono essere giocate durante i conflitti con modificatori di forza e altri effetti deliziosamente cattivi.

Rabbia sanguigna

Ogni clan ha tre barre rappresentate da colori e immagini differenti: rosso per la Furia, blu per l’Ascia e grigio per l’Elmo. Il primo valore indica quante azioni è possibile fare nel corso di un’Era, la seconda indica quanti punti gloria si ottengono dopo ogni battaglia vinta e infine, l’Elmo decreta il numero di unità che è possibile avere simultaneamente sulla mappa.

Per aumentare queste statistiche e aumentare le proprie chance di vittoria bisogna necessariamente saccheggiare i territori della mappa, che offriranno tra le ricompense proprio la possibilità di innalzare una specifica caratteristica di un punto. È necessario dunque portare avanti una strategia unitaria, tenendo conto di numerosi fattori simultaneamente, uno dei motivi per cui Blood Rage è riuscito a conquistare le vette dei board game in questi ultimi anni.

La trasposizione digitale che abbiamo avuto modo di provare, dopo centinaia di ore passate sul prodotto fisico, riesce a tenere vivo il feel del gioco da tavolo, amplificando la sensazione di immersione grazie ad animazioni grafiche che rendono tridimensionale il mondo di gioco. Ogni territorio è dettagliato e presenta delle caratteristiche univoche, per essere immediatamente riconoscibile dagli altri. C’è da dire però che in alcuni momenti i dettagli possono essere davvero troppi e rischiano di confondere i giocatori che stanno cercando di sviluppare una strategia, calcolando per esempio il numero di pedine avversarie sul tabellone. Si tratta però di una sensazione che solo chi ha avuto modo di giocare la versione da tavolo potrebbe riscontrare e può essere arginata dopo un po’ di partite.

Fortunatamente a tal proposito vengono in aiuto schermate che indicano subito la forza dell’avversario in ogni dato territorio e, scorrendo invece con il mouse sugli avatar degli avversari, nella parte alta dello schermo, potrete vedere in qualsiasi momento le loro statistiche, carte giocate e tutte le informazioni necessarie per capire come procedere al meglio per guadagnarvi la vittoria.

Espansioni

Al momento l’unica disponibile per il gioco digitale è quella dei Mostri Esclusivi, che aggiunge miniature mostro con abilità in grado di modificare pesantemente le meccaniche di gioco e, a parer nostro, dovrebbe essere acquistata solo dopo aver preso un po’ di dimestichezza con il titolo. Mancano quindi espansioni che includano le divinità e le miniature mistico, presenti già da tempo per il gioco da tavolo. L’aggiunta di queste non sembra essere prevista, quindi per chi vuole l’esperienza completa è ancora necessario optare per la versione fisica del prodotto.

A chi consigliamo Blood Rage: Digital Edition?

L’esperienza migliore si ha ancora tirando fuori il gioco da tavolo e preparandosi a una serata vichinga con i propri amici, tuttavia, va considerata la generale disaffezione per i board game che affligge le nuove generazioni, più abituate invece ai videogiochi. In quest’ottica, il titolo di Asmodee Digital riesce a convincere ed è pertanto consigliato a tutti coloro che vogliono avere l’esperienza del gioco da tavolo ma senza alzare il culo dalla sedia di casa propria. Grazie alla modalità multiplayer online potrete giocare contro i vostri amici sparsi in giro per il globo, o che magari abitano persino nello stesso edificio, senza scalfire la vostra innata pigrizia.

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