Spazio e videogiochi, connubio inesorabile, ma spesso difficile da sfruttare nonostante le moderne tecnologie. Recentemente su queste pagine ho stroncato Jett The Far Shore, la Space Opera mancata dei Superbrothers, ma eccomi qui pronto a brontolare e bofonchiare su un altro gioco ambientato nelle fredde e glaciali profondità dello spazio: Chorus.

Spuntato fuori all’improvviso come l’amante dall’armadio, Chorus è l’opera prima dei Fishlabs che convince in parte, grazie ad un gameplay di buona fattura affogato in una storia decisamente forzata e mal raccontata. Se vi bastano queste poche informazioni e avete venduto la vostra anima al Game Pass, allora poco posso fare per impedirvi di chiudere questa pagina e andarlo a scaricare. Se invece siete della vecchia scuola come noi, eccovi la nostra recensione di Chorus per PC.

Provato su PC

PS4
single player

Space Oddity

Non fatevi illudere dallo stupido titoletto che ho usato, in Chorus l’unica cosa che canterà saranno le mitragliatrici della vostra navicella senziente Forsaken. Come tutte le Galassie, anche quella di Chorus è ovviamente dominata da un malvagio impero, questa volta un vero e proprio culto spaziale votato a indottrinare tutti i poveri bastardi che gli capitano a tiro.

La nostra protagonista Nora era una delle pilote predilette del Sommo Sacerdote del Culto, ma dopo aver distrutto un intero pianeta decide, sommersa dai sensi di colpa, di andarsi a ritirare in una colonia e di lavorare come pilota. Come potete immaginare, la nostra Nora non riuscirà a stare molto lontano dai guai, infatti dopo le missioni introduttive recupererà la sopra citata navicella Forsaken da un templio del Culto e si lancerà in una guerra contro i suoi precedenti padroni.

Ora, la storia di Chorus ci prova in qualsiasi modo a risultare interessante, ma finisce per annoiare nel giro di poche ore a causa di una lore confusionaria, un doppiaggio decisamente sotto la media e i personaggi assolutamente anonimi. La stessa Nora risulta seccante e neanche i deliri schizofrenici alla Hellblade: Senua’s Sacrifice riescono a renderla credibile in quanto buttati lì così giusto per cercare di dare alla storia un tono maturo.

Perché ho cominciato la recensione scrivendo della storia? Perché si mette in mezzo come il cetriolo nell’ottimo hamburger, rovinandone il sapore. La parte del gameplay di Chorus infatti è davvero ben realizzata, i movimenti della navicella sono fluidi e i controlli estremamente responsivi. Distruggere le astronavi nemiche soddisfa grazie ad esplosioni spettacolari, fumanti resti che bruciano nello spazio e le grida disperate degli avversari.

Nara inoltre è dotata di poteri speciali chiamati Riti che permettono di compiere diverse mosse speciali, una di queste ad esempio le consente di teletrasportarsi dietro la coda di una nave avversaria. Quando si combatte, Chorus diventa un gioco estremamente divertente, grazie anche ad una buona varietà di nemici, alcuni dei quali muniti di attacchi speciali che andranno prontamente evitati. Le tre armi principali (gatling, laser e missili) andranno alternate per colpire nemici dotati di armatura o di scudo, in modo da infliggere più danno.

C’è una certa strategia nei combattimenti, specialmente se si alza un minimo il livello di difficoltà. Chiaro che il gameplay è di stampo action e non simulativo, ma la sua elevata frenesia unita a un minimo di tattica rende gli scontri avvincenti e interessanti. Buona anche la personalizzazione della navicella, sarà possibile scegliere tra armi principali più potenti e altri potenziamenti che si potranno ottenere acquistandoli nei vari Hangar del gioco o attraverso il compimento delle missioni principali o secondarie.

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Forgotten in Space

La struttura di Chorus si snoda in una sorta di semi open world composto da vari settori, tra i quali ci sposteremo nel corso della storia. In ognuno di questi sarà possibile trovare missioni secondarie che nella maggior parte dei casi sono di una noia mortale. Per quanto sia divertente pilotare l’astronave, andare da punto A a punto B solo per affrontare una fetch quest non è proprio il massimo. A questo si aggiunge il tedio di dover attivare ogni volta il Rito che permette a Nora di individuare gli oggetti da raccogliere (spesso infrattati e difficili da vedere) o i punti da raggiungere. A livello di design, sarebbe stato molto meglio tenere una sorta di radar, una mappa o qualsiasi altra cosa con dei punti ben visibili, senza dover ogni volta costringere il giocatore a premere un benedetto tasto.

Il ritmo narrativo è lentissimo, Chorus ci mette una vita a ingranare e a dare al giocatore il pieno controllo dei poteri di Nara. La storia non fa altro che rallentare tutta la progressione, proponendo sezioni vuote senza alcun combattimento o costringendolo a percorrere larghe distanze con un convoglio di altre astronavi.  

La grafica del gioco è ben realizzata, ma non abbastanza da giustificare i momenti di apatia videoludica. Più di una volta ho sperato di imbattermi in qualche combattimento epico, ma Chorus mi ha solo annoiato con dialoghi inutili e mal scritti tra Nora e gli altri insulsi personaggi comprimari. Incredibile che l’unico personaggio minimamente ben scritto nella sua semplicità sia la navicella Forsaken, tra l’altro anche l’unico doppiato con un minimo di convinzione.

Gli sviluppatori si sono voluti impuntare sul raccontare una storia e creare una lore, perdendo un po’ di vista il punto di forza del gioco: i combattimenti. Un vero peccato, perché quando Chorus finalmente prende un po’ il via si iniziano a vedere buone cose, come ad esempio navi più grandi da distruggere metodicamente. I vascelli nemici andranno abbattuti eliminando prima gli scudi, poi le loro difese e infine penetrando al loro interno per distruggerne il nucleo, in puro stile Guerre Stellari ’77.

Ma poi cosa succede dopo le sezioni del gameplay più avvincenti? Che bisogna passare attraverso altre sezioni narrative e tirare avanti la pesante carcassa di storia che questo gioco si ritrova addosso.

A chi consigliamo Chorus?

Chorus sarebbe proprio un bel gioco, ma purtroppo si perde spesso nel suo stesso universo. La storia ingarbugliata e i personaggi del tutto anonimi si interpongono tra il giocatore e i momenti più belli del gameplay. Controlli solidi, combattimenti spaziali divertenti e un buon comparto tecnico fanno di Chorus un titolo sicuramente interessante, specialmente se siete un po’ in carenza di avventure spaziali. Preparatevi però, perché Nara non sarà un compagno di viaggio piacevole o divertente, né tantomeno interessante.

Ottimo gameplaySide quest da dimenticare
Controlli solidi e responsiviPessimo ritmo narrativo
Buon comparto tecnicoStoria poco interessante

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