Superbrothers si è fatta un nome nella scena videoludica con Sword & Sorcery, gioco molto apprezzato per il suo stile grafico unico e per la colonna sonora. Con Jett The Far Shore, disponibile per PS4, PS5 e PC tramite Epic Games Store i nostri ci provano ancora, questa volta con un setting sci-fi ispirato ai vari classici della fantascienza interstellare. Scoprite nella nostra recensione per PS4 se sono riusciti a fare la Rotta di Kessel in 12 parsec o se hanno fatto la fine dell’Apollo 13.

Provato su Playstation 4

PS4
single player

Dalle stelle alle stalle

La trama è abbastanza semplice: nei panni della scout Mei ci troveremo a far parte di una squadra incaricata di trovare un nuovo pianeta ospitale per la propria razza. Dopo un viaggio in criogenia di 1000 anni, finalmente ecco la terra promessa: un pianeta con vari biomi tutto da esplorare.

Il gioco ci mette alla guida di un Jett, una sorta di astronave capace di volare rasente al suolo e raggiungere velocità smodate, grazie a una propulsione che neanche una dieta a base di peperoncino calabrese può garantire. I comandi del Jett sono abbastanza elementari, oltre al movimento di base potremo effettuare dei salti e delle schivate, avvalendoci all’occorrenza dello scanner per trovare la giusta strada e per analizzare flora e fauna  nelle quali ci imbatteremo durante le nostre esplorazioni. In alcuni casi sarà possibile raccogliere dei campioni grazie ad un pratico braccio a uncino.

Tutti questi comandi assolutamente elementari per qualsiasi persona abbia mai preso un pad in mano, anche solo per pulircisi le orecchie, vengono spiegati attraverso un tutorial che oserei definire prolisso. Il lungo spiegone delle semplicissime meccaniche di gioco è un pretesto per mandare avanti la storia, facendoci sfrecciare attraverso il pianeta natìo per raggiungere lo spazio porto. Qui il nostro compagno di viaggio e copilota Isao ci spiegherà come far funzionare la navicella.

E subito cominciano le prime inspiegabili scelte di design del titolo: premendo il tasto dell’acceleratore della navicella troppo a lungo, si fonderà il motore e si subirà del danno. Ora, in un gioco dove lo scopo principale è viaggiare attraverso un pianeta, questa meccanica è alquanto fuori posto. L’unico modo per ripristinare il sovraccarico dei Jett è volare su delle fonti di ossigeno che troveremo in giro per lo scenario.

Quando questo ossigeno non si trova, ci si vede costretti a mollare la presa sul tasto R2, per poi ripremerlo per viaggiare un po’ a singhiozzi e ovviamente togliendo un po’ di gioia nel poter sfrecciare liberamente attraverso lo scenario, tra l’altro l’unica cosa positiva in un gameplay che non ha molto da offrire.

Le varie missioni del gioco si articolano in modo poco vario, si tratta fondamentalmente di ‘quest’ esplorative che ci porteranno a scansionare o raccogliere vari elementi. Ogni tanto ci troveremo a fare i conti con la parte più molesta della fauna locale, con mostroidi di diverse dimensioni che attaccheranno il Jett. Scordatevi però di poterli abbattere con missili e cannoni laser: il gioco si attesta su toni pacifisti, quindi l’unica cosa che potremo fare e cercare di sfuggire ai nostri assalitori con delle manovre particolari. Una buona trovata, che alla lunga però si rivela poco esaltante.

Ogni tanto ci verrà richiesto di scendere dal veicolo o di aggirarci per la base a piedi, in delle sezioni in prima persona. Questa parte del gioco serve solo ad interagire con determinati personaggi e fondamentalmente a mandare avanti la storia attraverso vari eventi. Peccato non poter scendere dal Jett a piacimento, perché sarebbe stata sicuramente una buona aggiunta.

Odissea nello strazio

Sul gameplay quindi non ci siamo, Jett The Far Shore è un titolo lento che sembra voler a tutti i costi impedire al giocatore di divertirsi, al fine di mettergli davanti la narrazione non sempre efficace. La trama del gioco vuole a tutti i costi smuoverci, ma non riesce ad andare di pari passo con il gameplay in modo da risultare poco invadente. Tutte queste scelte di design per voler a tutti i costi raccontare qualcosa rendono l’esperienza decisamente tediosa.

I personaggi statici che sembrano usciti da una confezione di patatine del discount, non aiutano nel contatto con il giocatore. I dialoghi inoltre sono inutilmente prolissi, forse per l’intenzione di voler ideare un linguaggio solenne di una fittizia popolazione spaziale, ma purtroppo mettono un altro macigno sul groppone di un prodotto già decisamente appesantito. Al cast di anonimi personaggi questo si aggiunge il nostro caro copilota Isao che è di una logorrea da far impallidire la migliore Vanna Marchi. Ci confessa praticamente di tutto, esponendoci anche i momenti nei quali sta per fare una riflessione e parafrasando addirittura alcuni eventi del gioco.

Il doppiaggio in un pasticcio linguistico tra russo, inglese, cinese e quant’altro dovrebbe rendere le cose più interessanti, ma rimane lì nel vuoto al punto che spesso premerete la X per saltarlo, una volta letta la linea di dialogo.

Gli unici due elementi che salvano questo gioco dal finire completamente nell’oblio sono l’ambientazione che è effettivamente suggestiva, e la colonna sonora di alto livello. Quando non azzoppato da missioni noiose o dalla narrazione, sfrecciare con il Jett a tutta velocità su un deserto o sull’oceano può risultare piacevole grazie ad alcuni tocchi di design della fauna e del pianeta messi nel punto giusto. Il tutto viene accompagnato da musiche sempre azzeccate che riescono a dare la sensazione di epicità ai vari momenti. Su PS4 però non si superano i 30 fps, nonostante la grafica del titolo sia tutt’altro che formidabile.

Insomma, Jett The Far Shore vorrebbe essere un gioco, ma non fa molto per convincerci che lo sia. Missioni a tempo, poca libertà di azione, ritmi lentissimi e gameplay risicato si rivelano tediosi e poco soddisfacenti. Sembra quasi che i Superbrothers abbiano fatto di tutto per rendere l’esperienza quanto più lenta possibile, forse per puntare tutto sulle ambientazioni da loro create. Belle, per carità, ma non bastano per catturare l’interesse. Forse Jett The Far Shore avrebbe colpito se fosse uscito una decina di anni fa, ma al giorno d’oggi con la moltitudine di indie dello stesso carattere ‘esplorativo’ disponibile, non è possibile pensare di spuntarla con così poco.

A chi consigliamo Jett The Far Shore?

Se amate, anzi… se adorate le odissee spaziali e siete disposti ad affrontare un titolo con pachidermici ritmi narrativi e un gameplay ridotto all’osso, allora probabilmente Jett The Far Shore potrà regalarvi qualche emozione. Poi chiaramente se siete appassionati dei giochi esplorativi, allora Jett è ciò che propone la casa questo mese, quindi non vi resta che provarlo.

Belle ambientazioniGameplay poco avvincente
Ottima colonna sonoraNarrazione pedante
Trama generica
Missioni ripetitive

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