I survival horror sono sempre un’esperienza di gioco piacevole, anche quando sono ambientati in una scuola coreana e la protagonista è la classica studentessa in divisa.
Si, probabilmente alcuni staranno già sbavando sperando di poterle guardare sotto il vestito, ma il gioco è in 2D quindi niente voyeurismo cari i miei brutti porcelloni!

Coma 2: Vicious Sisters sviluppato da Devespresso Games in uscita il 28 gennaio per PC vi regalerà momenti di suspense, minigonne e professoresse da far invidia a Lino Banfi. Inoltre vi mostrerà che con i corsi di recupero serali in Corea non si scherza un cazzo!

ProContro
+ 2D ben realizzato– Alla lunga ripetitivo
+ Buon livello di sfida– Mostro principale ridicolo
+ Finali multipli 

 

20200122092323_1
Gonnelle e tentacoli in una stanza buia: Freud ne andrebbe fiero!

Lovecoreaftiano

Oscuri rituali, tentacoli e cadaveri di studenti contorti in un misto tra dolore e follia. Aggiungiamo un pizzico di mostri inquietanti alla Junji Ito e otteniamo un bel piatto tentacolare che non mancherà di saziare gli affamati di orrore cosmico. Coma 2: Vicious Sisters riprende le ambientazioni e le atmosfere del primo episodio della serie, ma questa volta vestiremo i panni di Mina, la classica studentessa strappona di turno che dovremo aiutare a sopravvivere alla notte della Super Blood Moon. Durante questo avvenimento cadremo vittima di un atroce maledizione che ci indurrà in un coma profondo fatto di incubi senza fine, ai quali ovviamente dovremo sfuggire.

Unendo i classici stereotipi della ‘high-school’ giapponese ad alcuni cliché horror, Coma 2 potrà soddisfare la vostra sete di studentesse prosperose, possessioni demoniache, incubi alla Silent Hill, complotti e oscure divinità provenienti da altre dimensioni. Lo schema di gioco segue i moderni survival horror, quindi niente armi e via col classico mostro indistruttibile dal quale non potete fare altro che fuggire. I controlli sono semplici quanto intuitivi, oltre a camminare e correre potrete usare una schivata per evitare alcuni attacchi o trappole, mentre interagendo con armadietti, scrivanie e altri luoghi potrete provare a nascondervi . Trovando dei particolari oggetti come lo spray al peperoncino, potrete divincolarvi dalla presa dei nemici superando un semplice QTE. Questi oggetti speciali però si esauriscono dopo un solo utilizzo, quindi è meglio farne parsimonia.

20200122091048_1
Ciabatte con calzino, l’ultima moda coreana.

Avremo a disposizione anche un sistema di crafting abbastanza elementare, ma decisamente importante per la sopravvivenza. La difficoltà è aumentata leggermente da alcune meccaniche come la resistenza di Mina e il ‘danno permanente’. Correndo come dei pazzi per lo scenario, oltre a rischiare di finire su qualche trappola, farete arrivare la povera Mina allo stremo delle forze, quindi sarà costretta a fermarsi per prendere fiato. Oltretutto, se vi nascondete con poca resistenza, i mostri di turno potranno sentire il vostro fiatone e trovarvi più facilmente.
Per quanto riguarda il danno: se subite delle ferite gravi e non le bendate, Mina se le porterà dietro fino a quando non le curerete usando… delle barrette di cioccolata.

Si, bé non è il massimo, ma che ne sappiamo noi delle proprietà curative della cioccolata coreana? Se non vi curate, state sicuri che dopo qualche ferita la nostra povera studentella maggiorata schiatterà malamente, quindi bisogna fare molta attenzione a dove si mettono i piedi. E’ importante salvare spesso (su più slot possibilmente) usando le stazioni di salvataggio sparse per la mappa e cercare di raccogliere quanti più oggetti possibili, in modo da poter creare curativi, bende e trappole.

20200122092458_1
Ecco Giannino: quarantenne eterno ripetente della scuola.

Burhorrorcrazia

Il gameplay si struttura in maniera molto elementare: non dovrete fare altro che andare da un punto all’altro della mappa, prendere oggetti, aprire porte e cercare di non morire. Come la maggior parte dei survival horror weaponless, vi sentirete vulnerabili e impotenti di fronte all’incubo, con la sensazione di dover fare avanti e indietro come quando andate al comune e volete trovare l’ufficio della tassa rifiuti. A tenere tutto in piedi ci pensano gli effetti sonori d’ambiente e le atmosfere buie che Mina potrà illuminare solo utilizzando un’accendino.

Il 2D limita la sensazione di claustrofobia e terrore, inoltre il movimento perenne da un luogo all’altro e il backtracking per la mappa possono risultare un po’ monotoni, a meno che la storia del gioco non vi prenda particolarmente. Il setting ‘liceale’, i mostri e i personaggi  rischiano di annoiare sin dalle prime battute, specialmente se non soffrite particolarmente gli stereotipi dell’horror orientale. La storia può interessare, come può anche rilevarsi scontata, tutto sta a quanto riuscite a far passare liscio il fatto che al liceo ci siano solo delle ragazzine prosperose e che anche certi mostri siano delle modelle di Victoria’s Secret con la quarta di reggiseno. A seconda di alcune scelte, inoltre, potremmo sbloccare diversi finali, un punto a favore che aumenta la longevità del titolo.

Uno dei problemi del gioco sta però proprio nel mostro principale, Dark Song: una stangona vestita da liceale, scollatura, cosce al vento, capelli tentacolari e il classico ghigno sinistro. Più che un mostro di un survival horror sembra un personaggio di un gioco di combattimento. Con tutti quei tentacoli e i rimandi agli oscuri rituali, forse si poteva fare qualcosa di più del classico ‘fantasma’ in stile The Ring.

20200122091823_1
Poteva mancare la prof. strappona? Chiamate subito Lino!

Hoppa Manga Style!

Coinvolgimento della storia e gameplay ripetitivo a parte, sono i disegni dei personaggi a tenere in piedi il titolo. Il 2D pulito colpisce, specialmente nei volti dei personaggi e nel dettaglio di alcuni disegni. Le cutscene in stile manga sono ben realizzate e disegnate, cosa che gli amanti del fumetto orientale potranno apprezzare sicuramente. Le animazioni sono invece abbastanza elementari e tendono a ripetersi usando gli stessi sprite, ma comunque sono un bel passo avanti rispetto a quelle del primo capitolo dove il protagonista sembrava avere un Mocio Vileda infilato su per il culo. Un dettaglio da apprezzare sta nello sprite di Mina che più subirete danni e più si riempirà di ferite, cerotti e bende. Sul sonoro siamo su livelli discreti, con i classici suoni ambientali e musiche sinistre che contribuiscono a creare un senso di profondità all’atmosfera al mondo bidimensionale del gioco. Ottima idea quella di usare il rumore dei tacchi di Dark Song per segnalare al giocatore la sua presenza.

A chi consigliamo Coma 2: Vicious Sisters?

In generale Coma 2: Vicious Sisters è un buon gioco del suo genere. I Devespresso Games sono riusciti a realizzare un buon survival horror in 2D, cosa assolutamente non facile.
Sebbene in alcuni punti si limita a far correre il giocatore da una parte all’altra dello scenario al fine di sbloccare porte chiuse, riesce a tenere alta la tensione grazie alle atmosfere cupe, agli effetti sonori e alla gestione della resistenza e della vitalità dell’eroina.
Ve lo consigliamo se amate gli horror orientali e se le ambientazioni studentesche al sapore di minigonna vi stuzzicano ancora. Se gradite i survival horror in generale e se avete giocato al primo episodio, allora Coma 2: Vicious Sisters potrà regalarvi ore di tensione e divertimento.