Qui a Denjinden, quando il prode 7gatsu chiede: ‘qualcuno vuole recensire un metroidvania?’, solitamente partono sbuffi siderali capaci di rompere il muro del suono. Gli sviluppatori indie ci hanno preso talmente tanto gusto con questo sottogenere che ormai non fanno altro. E così ci ritroviamo di nuovo in claustrofobici livelloni dueddì con atmosfere cupe, colonna sonora ambient e l’immancabile trama incomprensibile che il giocatore può interpretare a piacimento. A tutto questo s’aggiunge la moda ‘souls’ dove quando schiatti perdi punti esperienza e per ritrovarli devi andare a ripescare il tuo cadavere, il tuo spirito o la cacca che hai lasciato quando in punto di morte le tue funzioni corporee hanno preso il sopravvento.

Dandara: Trials of Fear è l’ennesimo metroidvania moderno, quindi ci tocca controllare se ha tutte le carte in regola:

grossi livelli dueddì uniti da una mappona – check –
colonna sonora ambient – check –
trama incomprensibile – check –
sistema soulslike – check –

Cosa avrà di diverso questo giuochillo da tutti gli altri concorrenti? Ah-ah! Con nostro incredibile stupore Dandara propone qualcosa di altamente originale.

Provato su PC/Steam

ProContro
+ Originale– Storia poco avvincente
+ Grafica pixellosa piacevole– Può risultare ripetitivo
+ Controlli precisi 

A differenza degli altri metroidvania dove potrete zompare come grilli da una parte all’altra, correre felicemente tra i prati e usare tantissime cazzute abilità, in Dandara potrete solo saltare ad una parete all’altra. Eh si cari miei, la nostra capelluta protagonista si potrà lanciare come una pallina di Puzzle Bubble, rendendo il wall jump una vera e propria arte! 

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Ecco cosa succede quando il Ministro dei Trasporti si fa di acidi.

Sballottamento a destra con supercazzola

Il mondo di Dandara: Trails of Fear sconvolge tutte le leggi della fisica, infatti sembra che la gravità se ne sia andata al diavolo lasciando tutto letteralmente sottosopra. Non sto a entrare nei dettagli della storia, del perché e del come, se i programmatori non lo vogliono spiegare perché dovremmo farlo noi? Vi basti sapere che con il vostro orripilante joypad (o con il vostro disgustoso mouse) dovrete semplicemente scegliere la direzione dove catapultarvi e poi premere il tasto apposito per lanciare la cara afrogirl. Questa partirà come una scheggia e in un millisecondo ve la troverete su un’altra parete, pronta per essere lanciata di nuovo.

All’inizio questa meccanica vi disorienterà, abituati ovviamente ad avere un movimento completamente libero del personaggio in questo genere. Dopo il tutorial, però, vi inizierete a trovare subito a vostro agio, anzi sarà anche molto soddisfacente. Non aspettatevi però una vita troppo facile, infatti gli ostacoli non tarderanno ad arrivare! Il mondo di Dandara è pieno di nemici che non vedono l’ora di rompervi le uova nel paniere, di ostacoli messi nei punti più infami e di trappole mefitiche messe nei punti più bastardi da quei turdumei dei programmatori! Dovrete stare molto attenti a dove saltate, perché se venite colpiti perderete un ‘cuoricino’, esauriti tutti potrete dire addio alla vostra putrida vita. Questo vi constringe a calcolare bene i vostri salti e imparare il giusto tempismo per non farvi folgorare dai mostroidi o finire infilzati da uno spuntone. Fortunatamente non sarete disarmati, premendo il tasto d’attacco potrete rilasciare una sorta di triplo hadouken in grado di disintegrare i cattivoni e alcuni ostacoli.

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Morite maledetti cesti dei numeri della tombola!

Robe da Puzzle

La particolare meccanica di gioco rende Dandara molto simile a un puzzle game, in quanto sarà importante trovare il muro giusto dove poter saltare e i ‘pattern’ esatti per poter uscire da una zona. Alcuni spostamenti saranno limitati dalla distanza, altri da barriere che potrete aprire saltando su determinati interruttori . Gli enormi livelli del gioco, concatenati da una mappa nella maniera più classica, avranno una progressione in termini di difficoltà, richiedendo al giocatore uno sforzo maggiore per risolvere alcuni rompicapo. Sparsi per i livelli troverete dei punti di salvataggio dai quali riprenderete la partita nel caso schiatterete malamente. Qui potrete anche ripristinare le vostre pozioni curative che troverete nel corso della vostra avventura. Come scritto nella lurida introduzione della recensione, se morirete lascerete dietro dei preziosi punti esperienza che potrete riprendere tornando sul punto esatto dove siete morti. I punti esperienza si ottengono obliterando i vari nemici oppure in dei forzieri e servono ad aumentare la vitalità e sbloccare o potenziare alcune abilità. Non aspettatevi comunque lo stesso ‘skill set’ di altri giochi del genere, perché in Dandara la componente action viene messa in ombra da quella più ragionata del puzzle game.

Non mancano i boss, ma vista la meccanica del gioco non aspettatevi grandi scontri all’ultimo respiro, quanto più una serie di ragionati spostamenti sulle piattaforme del gioco e attacchi al momento giusto. Questo non vuol dire però che il livello di sfida di Dandara sia basso, dovrete tenere conto di una serie di fattori e avere il tempismo esatto, calcolando anche il percorso da fare e memorizzando i punti precisi dove atterrare. Alcuni checkpoint inoltre sono molto lontani tra di loro, quindi occorre dosare le pozioni curative e stare attenti alla vitalità. 

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Oh no! Capto una moscissima atmosfera alternative-emo-hipster…

 

La gravità della situazione

Come avrete capito, in Dandara le leggi fisiche non vengono applicate come dovrebbero, questo quindi comporta una serie di difficoltà nell’orientarsi in alcuni livelli. È necessario controllare spesso la mappa, per capire da che parte andare, dove si è già andati e dove prima non si poteva arrivare. Ordinaria ammetroidvanistrazione. Tutto sommato se seguite la mappa, raramente vi troverete in un punto morto dove non sapete come procedere. Il gameplay particolare potrà catturarvi e portarvi piacevolmente fino ai titoli di coda… oppure stufarvi nel giro di un paio di orette di gioco.

Dandara è una bella boccata d’aria fresca, ma sicuramente non è un gioco per tutti. La sensazione di non poter correre e saltare liberamente in un gioco di piattaforme può annoiare, inoltre la mancanza di uno skill set interessante potrebbe limitare l’interesse dei giocatori a proseguire. D’altronde una delle componenti più affascinanti dei metroidvania è proprio la possibilità di trovare nuove skills o equipaggiamento con le quali mazzolare i boss e per accedere a nuove zone di gioco. Manca quella sensazione di superare una sezione platform particolarmente difficile e sentirsi dei super maestri ninja. Dandara si propone come un ibrido, e come tutti i giochi ibridi può innovare, oppure non riuscire a trovare il giusto spazio per potersi evolvere con un seguito.
A nostro parere la formula metroidvania non si addice molto al gameplay, magari con uno schema più lineare sarebbe stato più immediato. L’impressione è che Dandara provi a essere molte cose insieme, quando invece sarebbe bastata la semplice idea del gameplay a renderlo speciale. 

Se da una parte la grafica pixel in puro stile 16 bit sia molto piacevole e curata, il design del mondo di gioco non colpisce particolarmente, non si capisce molto bene in che tipo di mondo ci si sta muovendo e tutto sembra abbastanza casuale. Si passa da una caverna claustrofobica a una sottospecie di città sottosopra con tanto di segnali stradali, per poi tornare in un ambiente più asettico fatto di sole piattaforme innevate e uno sfondo di mattoncini neutro. Manca il ‘collante’ che tiene in piedi il mondo di gioco trovato nei metroidvania moderni come Hollow Knight o The Messenger.

La storia inoltre lascia un po’ a desiderare, segue la moda dello ‘scopritela da soli’ ma onestamente si perde nei soliti cliché depressivi tanto cari ai giochi indie ispirati ai titoli From Software.
Non si capisce il perché dobbiamo farci il mazzo a saltare da una parte all’altra. Cosa dobbiamo salvare? Perché? Cosa ci guadagniamo? Probabilmente con una storia meno criptica e un po’ più appassionante, Dandara avrebbe guadagnato qualche punto in più.

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Gliel’avevo detto a quelli dietro di non usare i clisteri pralinati…

A chi consigliamo Dandara?

Dandara non è un gioco per tutti. Se la vostra quotidiana porzione di metroidvania vi piace nel modo più classico possibile con giusto qualche aggiuntina souls, allora lo potrete trovare poco avvincente e a tratti noioso. Se invece siete stufi della solita minestra, Dandara vi darà proprio quello che cercate: un nuovo sapore tutto da gustare. Dopo aver finito la pietanza poi potrete decidere se ne volete ancora, o se è stata solo una breve ma piacevole esperienza.

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