Se avete giocato a Doom Eternal a livello di difficoltà Nightmare e siete riusciti a finirlo, probabilmente vi starete ancora sentendo dei veri cazzuti.
Ma lo siete veramente? Siete davvero degli assassini di demoni? Una muscolosa reincarnazione dell’Ira più funesta e della violenza insensata?

Il DLC di Doom Eternal: The Ancient Gods è arrivato per mettere di nuovo alla prova le vostre abilità nei panni del Doom Guy (che chiameremo così perché siamo vecchi arcigni) e di farvi una bella doccia di sangue e interiora. Per saperne di più su come sbudellare correttamente un Imp, continuate a leggere la nostra recensione!

Provato su PC

Let Freedom Ring with a Shotgun Blast!

Doom Eternal è uno dei migliori sparatutto in prima persona mai realizzati. Non ci sono cazzi e mazzi, il secondo titolo del reboot di ID Software è una pietra miliare dell’industria, ma anche un bel modo per perdere completamente la sanità mentale. Giocato a livello Ultra Violence e Nightmare, Doom Eternal è un concentrato di adrenalina che richiede tattica, riflessi, conoscenza dei nemici e del proprio equipaggiamento per poter avere la meglio.

La prima parte di The Ancient Gods non perde troppo tempo, dando per scontato che abbiate già imparato tutte le basi e vi butta immediatamente in un frullatore di schiaffi mettendovi tutte le armi e l’equipaggiamento a disposizione per poi tirarvi addosso sin dal primo livello tutti i demoni più incazzati che avete affrontato nella campagna principale.

L’espansione infatti incrementa notevolmente la difficoltà degli scontri, spesso mettendoci davanti a delle prove notevoli come tenere a bada due pestiferi Marauder, oppure gestire un Doom Hunter e un Cyberdemon contemporaneamente, mentre ovviamente si viene attaccati da Revenant, Mancubus. I nemici minori come Imp e Zombie, arrivano in grandi quantità e se da una parte sono fastidiosi, dall’altra sono fonte primaria di armatura, vitalità e munizioni.

Piuttosto che cercare di creare nuovi livelli evocativi come quelli del titolo originale, ID Software ha preferito concentrare la prima parte del DLC sulla totale frenesia.
Gli scenari infatti sono poco ispirati, con sezioni platform minimali e inserite giusto per spezzare un po’ la tensione tra un combattimento e l’altro. Le nuove ambientazioni non colpiscono per la loro spettacolarità, rendendo il platforming e l’esplorazione meno avvincenti rispetto al gioco originale.

Il DLC si rifà del tutto nelle arene dedicate agli scontri, molto ben strutturate, con trampolini, teletrasporti e vari piani da sfruttare per non rimanere fermi come dei bradipi narcolettici. Ad aumentare il livello di difficoltà ci pensa ID Software che con un gesto alquanto tignoso ha ridotto la quantità di munizioni e curativi sparsi nello scenario, così come i vari potenziamenti. Questo vi costringe a spremere al massimo tutte le risorse del Doom Guy, centellinando i colpi di BFG 9000 o dell’Unmaker e cercando di sfruttare al massimo la motosega, il lanciafiamme e le Glory Kills.

By Demons be Driven

Per quanto riguarda le novità, The Ancient Gods Parte 1 ha ben poco da offrire, se non tre nuove reliquie da sbloccare attraverso particolari segreti sparsi nei livelli, ma che in tutta sincerità non sono proprio un grande aiuto per il giocatore. Non ci sono armi nuove, cosa che invece sarebbe stata gradevole, mentre per quanto riguarda i nemici troviamo delle new entry che vi daranno veramente filo da torcere.

La Torretta, è un occhio demoniaco stazionario che spara a distanza. Il simpaticone si nasconderà se ci mettete troppo tempo a sparargli, riapparendo solo quando girate le spalle, quindi dovrete fare presto a piantargli un bel colpo in mezzo agli occhi… no! All’occhio!

Lo Spirito è un vero pezzo di letame, in quanto possiede i demoni rendendoli potentissimi, veloci e ancora più assetati del vostro sangue. Una volta posseduto, il demone non avrà più punti deboli distruggibili e non si potrà congelare con la granata speciale. Una volta ucciso il demone, lo spettro uscirà fuori dal cadavere maciullato dell’ospite e dovrete fare in fretta ad abbatterlo con il Microwave Beam del fucile al plasma, in puro stile Ghostbusters. Questo implica l’avere sempre una buona dose di munizioni, altrimenti il caro spiritello se ne andrà a possedere un altro demone e dovrete rifare tutto da capo.

Il terzo malefico nuovo arrivato è il Blood Makyr, un angelo rosso armato di lancia che diventa vulnerabile solo mentre esegue determinate mosse o se viene colpito dal BFG 9000. Fa veramente molto male, ma almeno lo si potrà fare fuori subito con un bel colpo alla testa.

A questi tre bei nuovi amiconi si aggiunge anche qualche variazione dei vecchi demoni che però vi lasceremo scoprire da soli. I nuovi nemici riescono a cambiare notevolmente le carte in tavola durante i combattimenti, costringendovi a ripensare tutta la vostra strategia.

In alcuni punti, specialmente verso la conclusione, il DLC può risultare un tantino esagerato, con alcune sezioni che diventano frustranti a causa del caos generato dalle combo di vecchi e nuovi nemici, davvero troppo devastanti. Proprio per questo, il momento catartico che arriva dopo aver ucciso l’ultimo demone è ancor di più una gran goduria! Alzerete le corna del metallo al cielo in segno di vittoria, soddisfatti del massacro compiuto, bevendo sangue da un cranio di demone fracassato.

Story to Tell

Le vicende del Doom Guy e della sua battaglia per la salvezza dell’umanità continua in questa prima parte del DLC. Sebbene la storia sia completamente in secondo piano, Doom Eternal convince comunque grazie ad una ‘lore’ semplice e a una narrazione abbastanza potente e senza troppi fronzoli.

The Ancient Gods svela qualche mistero, ma lo fa davvero in modo troppo affrettato e tra l’altro senza preoccuparsi troppo di tirar via parti di storia giusto per mandarla avanti. Una scelta strana, in quanto per creare una lore convincente per Doom Eternal, ID Software si è sforzata di andare oltre il vecchio “Marine contro Demoni nello spazio”. Non si comprende quindi il perché poi buttare via tutto in poche righe solo per creare un DLC votato esclusivamente ai combattimenti e alla difficoltà.

In ultima analisi, troviamo una colonna sonora sottotono rispetto a quella di Mick Gordon e che in alcuni momenti risulta piuttosto anonima, non riuscendo ad accompagnare degnamente il massacro. Il metallo viene un po’ sotterrato da campionamenti poco convincenti, si sente spesso la mancanza dei riffoni tellurici sprigionati dalle 8 corde.

A chi consigliamo Doom Eternal: The Ancient Gods Part I?

Se avete giocato e completato Doom Eternal a difficoltà Nightmare e volete mettere alla prova le vostre abilità, allora questo DLC potrà darvi davvero parecchio pane per i denti.
Non aspettatevi però nessuna aggiunta di particolare piglio come nuove armi o potenziamenti che ci auguriamo arriveranno nella seconda parte.
The Ancient Gods non è un DLC da giocare per vedere nuove ambientazioni o per rimanere stupiti dalla storia, ma solo per il puro gusto di continuare il massacro di demoni con l’ottimo gameplay offerto dal gioco originale.

Nel caso non abbiate mai giocato a Doom Eternal e vogliate provare, non partite con questo DLC, bensì con il gioco originale, in quanto vi servirà una grande padronanza dei fondamentali per sopravvivere e non scaraventare mouse e tastiera all’aria… il pad lasciatelo pure sulla scrivania se ci tenete alla vostra sanità mentale.

Alto livello di sfidaAmbientazioni poco ispirate
Gameplay sempre adrenalinicoNessuna arma nuova
I nuovi nemici costringono a cambiare strategieColonna sonora e storia sottotono
Catartico come pochi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.