Dusk Diver, titolo degli sviluppatori JFI Games e pubblicato in occidente da PQube, è l’ultimo action che fa capolino su Nintendo Switch, Playstation 4 e PC/Steam a partire dal 24 ottobre.

Provato su Nintendo Switch

ProContro
+ Setting e personaggi– Design dei nemici esigui
+ Molti sbloccabili che aumentano la durata globale– Traduzione inglese poco accorta (patch in arrivo)

Tokyo chi?

Siamo tutti abituati a titoli che fanno di Tokyo il loro setting principale, una delle megalopoli più catalizzanti del mondo dei videogames. Ne abbiamo degli esempi con la serie Yakuza che ha scelto il quartiere di Shinjuku, Kabukicho come setting delle avventure di Kazuma Kiryu, oppure Akiba’s Trip di Acquire, ambientato nella nerdissima Akihabara. L’Asia non è solo Tokyo, però, e sono molte le città che potrebbero essere trasposte nel mondo dei videogiochi, proprio come dimostrano i developer di JFI Games che scelgono il quartiere trendy di Taipei, Ximending, per ambientare le vicende del loro nuovo Dusk Diver.

A rendere speciale il titolo è sicuramente questa scelta coraggiosa che ci permette di sbirciare in un altro angolo di mondo poco visitato ma che meriterebbe sicuramente più attenzione, d’altronde stiamo pur sempre parlando di Taiwan, l’isola chiamata “Formosa” – la bella – dai primi portoghesi che la raggiunsero. Mettendo da parte la lezione di storia ci caliamo subito nel setting moderno, un po’ Shibuya e un po’ Akihabara, dove ci accoglie la giovane Yang Yumo, protagonista principale che arriva alla stazione della metro Ximending per incontrarsi con una sua amica, Liu Yusha, e darsi a un po’ di sano shopping. È in questo frangente che le cose prendono tutt’altra direzione e le due, ritrovatesi in uno strano ambiente desolato, sono attaccate da piccoli orsacchiotti/diavoletti tanto teneri quanto cattivi.

A salvarle arriva un uomo dall’aspetto tutt’altro che rassicurante, Leo, che si rivela però uno spirito guardiano di Ximending. Lo pseudo-gangster, ridotto a più miti consigli per una strana serie di eventi, si vedrà costretto a cedere i suoi poteri a Yumo per far fronte alla minaccia incombente.

Inizia così la trama di Dusk Diver, in pieno stile anime sia per quanto riguarda lo storytelling sia per le interazioni tra i personaggi. Un po’ banalotto a volte, ma con stile da vendere, in grado di portare una ventata d’aria fresca in un mondo dominato dai panorami tipicamente giapponesi.

Per quanto concerne il gameplay, Yumo non dovrà solo far fuori i nemici di Ximending ma alternerà sessioni di quest/ricerca oggetti sul piano reale, girando quindi attivamente per il quartiere, a sessioni di combattimento che si svolgeranno invece sul piano “crepuscolare”, ovvero una versione cupa di Ximending chiamata Youshanding. Abbiamo già visto in un titolo recente una separazione di questo tipo ed è impossibile non avere un deja-vu se avete già avuto modo di provare Astral Chain, esclusiva per Nintendo Switch recensita sul nostro portale.

Le similitudini, però, finiscono qui dal momento che il battle system è decisamente più primitivo: avrete infatti un attacco leggero, uno pesante e uno “summon” per richiamare anche Leo in combattimento che sferrerà un attacco consumando una barra SP. Alternando questi pulsanti otterrete diverse combo, aeree e non, utili per affrontare i diversi tipi di nemici.
A questo punto è d’uopo un piccolo disclaimer: sessioni prolungate di gioco potrebbero venire a noia. Questo perché vi ritroverete a vedere quasi sempre gli stessi attacchi a schermo. Fortunatamente esiste un sistema di progressione, accessibile tramite il menù principale, dal quale potrete investire i punti abilità ottenuti per migliorare non solo le caratteristiche dei singoli personaggi ma anche prolungamenti delle stringhe di attacco, un’aggiunta gradita per ridurre il tedio. Al party si aggiungeranno poi altri personaggi che permetteranno di variare almeno il tipo di summon, offrendo quindi un po’ di strategia in più durante gli scontri.

Se nel quartiere di Ximending potrete semplicemente camminare in giro per la città, in Youshanding avrete pieno accesso alle abilità di Yumo, compreso il salto che si rivelerà necessario per affrontare vere e proprie sessioni platform. Nulla di eccessivamente complicato ma la loro presenza può essere un pregio o un difetto in base al tipo di giocatore. Lo riteniamo comunque un buon modo per ridurre la noia di combattimenti che richiedono sempre lo stesso tipo di approccio.

Entrare in Youshanding, quando la storia o una quest lo richiederà, non è automatico e per accedervi dovrete trovare un numero di Dragon Shard pari a quanto richiesto dalla missione. Tali schegge sono nascoste in giro per il quartiere e potrete ottenerne anche negli stage principali. Per avanzare nel gioco sarà quindi necessario passare un po’ di tempo a familiarizzare con Ximending. La mappa è visionabile accedendo al menù, un sistema che abbiamo trovato un po’ scomodo poiché richiede una pressione doppia di pulsanti, fattore che spezza un po’ il ritmo di gioco. Nonostante abbiate una minimappa a schermo questa non si rivela comunque sufficientemente utile poiché zoomata un po’ troppo. Preparatevi dunque a entrare e uscire dal menù di gioco svariate volte durante la vostra esplorazione di Ximending, almeno inizialmente, quando non avrete la minima idea di dove siate.

Il design dei mostri è indubbiamente carino, e quelli che sembrano piccoli orsetti sono davvero simpatici – sebbene siamo costretti a malmenarli – ma c’è davvero pochissima varietà, segno di un’attenzione marginale all’ambito. JFI Games ha evidentemente preferito puntare sul character design e ambientazioni, non una scelta incomprensibile ma che sul lungo termine si fa sentire.

Nulla da eccepire sul doppiaggio, realizzato sia in cinese mandarino sia in giapponese, entrambi si attestano su ottimi livelli ma anche qui, non tutte le ciambelle riescono col buco e a subire un po’ è la traduzione in inglese che fa acqua da tutte le parti. Sono presenti refusi – già di per sé inaccettabili – e lo stesso inglese utilizzato è davvero strano e desueto, oserei dire poco naturale, problema che si presenta quando la localizzazione non viene effettuata da un nativo della lingua di destinazione. Non arriviamo a sostenere che sia stata affidata a Google Translate perché chiaramente non è questo il caso, tuttavia risulta in più punti di difficile lettura tanto da essere in grado di scoraggiare chi di inglese ci capisce poco. Il problema, però, sembra sarà risolto prima con una patch al day-one, che eliminerà gli errori più grossolani, e ulteriori patch arriveranno successivamente a migliorare l’esperienza globale.

Extra e sbloccabili

Effettuando le quest che i personaggi di Ximending vi affideranno potrete sbloccare costumi, concept art, musiche e fotografie di vita quotidiana di Yumo, aggiunte che sicuramente non guastano e permettono di ampliare un po’ la longevità del titolo. Nulla è perso per sempre e potrete ripetere le missioni già effettuate in qualsiasi momento, accedendo all’HUB di gioco rappresentato da un supermarket in cui Yumo lavorerà come tuttofare, insieme a Leo e gli altri personaggi che si uniranno al vostro party.

Infine, ci sono alcune cose da aggiungere relativamente alle prestazioni su hardware Nintendo. È ormai risaputo che in modalità portatile l’ibrida della casa di Kyoto tentenna, soprattutto in ambienti tridimensionali, e anche in questo caso abbiamo riscontrato – purtroppo – un frame rate ballerino che oscilla molto in base alla quantità di nemici a schermo. Pur non impattando in modo eccessivamente negativo sulla giocabilità complessiva, è un aspetto tedioso che va considerato se avete più di una console o PC e siete indecisi su quale piattaforma acquistare il titolo. Anche in questo caso, bisogna ricordare che è pronta una patch che arriverà al day-one, migliorando la stabilità del titolo in modalità portatile.

A chi consigliamo Dusk Diver?

Tirando le somme, Dusk Diver è un titolo interessante, di cui abbiamo apprezzato sopratuttto il setting, l’attenzione ai dettagli del quartiere Ximending e lo stile generale. Con un budget più alto avrebbe potuto osare molto di più ma bisogna ricordare che è un titolo venduto a 39,99€ (almeno su Nintendo Switch) e non rientra quindi nella fascia di produzioni di alto livello. Per chi fosse alla ricerca di un titolo action simile al ben più noto Astral Chain, con i dovuti ridimensionamenti, allora potrebbe provare a dare una chance a Dusk Diver.

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