Edgar: Bokbok in Boulzac è la prima fatica dello studio di sviluppo francese La Poule Noire, auto-pubblicata su console Xbox One, Nintendo Switch, PC/Steam e disponibile dal 26 febbraio. Il titolo è completamente in inglese (o francese, a seconda delle vostre preferenze) e richiede anche una buona comprensione della/e lingua/e per essere giocato con soddisfazione.

ProContro
+ Animazione e atmosfera curate– Battute in alcuni casi forzate
+ Dialoghi e interazioni surreali– Durata molto limitata e bassa rigiocabilità
– Storia che non mantiene il tono della premessa

Posso avere un po’ di Razidium?

Edgar è il nome del protagonista di questa bizzarra e surreale avventura, un misto tra un minatore, un taglialegna del Wisconsin e un agricoltore sovrappeso, che vive separato dalla civiltà su un piccolo fazzoletto di terra dove coltiva zucche. La vita non va poi troppo male a Edgar che può di tanto in tanto consumare, oltre alle tanto amate zucche, anche qualche uovo deposto dalla sua fida amica Precious, una gallina nera che interagisce con il suo amico tramite il caratteristico(?) verso “bokbok“. Almeno, finché le mosche non prendono di mira le sue cucurbitacee, facendole marcire. Il motivo di questo evento è da ricercarsi nella distruzione della macchina speciale ideata da Edgar per tenere lontani gli insetti, una macchina alimentata da un misterioso metallo: il Razidium.
Il paffuto protagonista dovrà quindi armarsi di coraggio e raggiungere la vicina città di Boulzac per procurarsi un po’ di Razidium e riparare così il suo apparecchio…se non fosse che in città nessuno ha mai sentito parlare di tale materiale! O forse sì?

Muovi e premi

L’avventura ha così inizio e dovrete muovervi tra le vie della cittadina e parlare con gli abitanti per scoprire dove procurarvi dell’ottimo Razidium, risolvendo qualche piccola fetch quest qui e lì per proseguire con la trama. In Edgar: Bokbok in Boulzac non sono presenti puzzle ambientali o veri e propri enigmi ma è una classica avventura punta e clicca, o meglio “muovi e premi”, dove bisogna portare l’oggetto giusto al personaggio giusto.

La durata del gioco è limitata, come d’altronde affermano gli stessi svilupattori, con una run base della durata di due ore circa vedrete tutto ciò che il gioco ha da offrire. Le stime relative a cinque ore, invece, sono un po’ troppo ottimiste e considerano la possibilità di guadagnare tutti gli achievement previsti nel gioco. Il problema in questo caso è dato dalla ripetitività degli obiettivi, che prevedono la semplice raccolta di zucche, e non rappresentano dunque un vero e proprio incentivo a rigiocare il titolo che, dopo la prima esperienza, si può considerare bello che concluso.

Il gioco cerca di costruire una propria identità, dunque, attraverso lo stile grafico indubbiamente ricercato e piacevole, con palette di colori che potremmo definire “autunnali” e anche un sistema che restituisce la sensazione del passare del tempo con l’alternarsi di sole, pioggia e notte. A farla da padrone, però, sono le interazioni con gli abitanti del villaggio. L’avventura, d’altronde, si basa tutta sui dialoghi e sullo humor che questi dovrebbero suscitare nel giocatore.
Purtroppo però tale humor è spesso sopravvalutato e non riesce che a strappare un sorriso forzato di tanto in tanto -devo ammettere però che Precious che chioccia il tema di Indiana Jones mi ha fatto sorridere-.
Indubbiamente qualcuno apprezzerà le battute edgy sparse qui e lì o resterà estasiato dall’assurdità delle situazioni ma si tratta comunque di momenti sporadici che impallidiscono se messi a paragone con quelli di avventure punta e clicca classiche -come quelle prodotte da LucasArts dei bei tempi andati-.

A onor del vero, non è giusto prestare un disservizio a tutte le interazioni che troverete nel gioco poiché alcune sono genuinamente ben pensate e dipanare la storia sarà interessante e piacevole, tuttavia, alla conclusione dell’avventura, si avvertirà inevitabile la sensazione di una narrazione che avrebbe potuto osare di più, spingendosi un po’ più in là con “l’antico terrore” tanto decantato.

Piccola nota stramba che fa salire l’eccentricità del gioco è quella dell’opzione “Continue“. Quando avrete completato il gioco, dal menù principale potrete selezionare questa voce che vi permetterà di selezionare una tra cinque ricette, indovinate un po’, su come cucinare zucche! La passione di Edgar probabilmente ha fatto breccia anche tra gli sviluppatori di La Poule Noire che hanno voluto offrire ai giocatori la possibilità di farsi un “Flan di zucca” o una “Zuppa di zucca” seguendo i consigli dell’agricoltore sovrappeso. Questi vi indicherà sia gli ingredienti con relative quantità, sia la procedura passo passo. Perché aggiungere questa funzione? La domanda da porsi in realtà penso sia: “perché no?“.

A chi consigliamo Edgar: Bokbok in Boulzac?

Gli appassionati di avventure grafiche che sono alla ricerca di un gioco semplice, lineare, ricco di dialoghi e situazioni surreali, potrebbero aggiungere il titolo alla propria libreria, consapevoli però dell’esigua durata e della bassissima rigiocabilità.

Tutti gli altri, che preferiscono un gameplay solido e richiedono una sfida cerebrale anche da un’avventura grafica, potrebbero trovare deludente il prodotto di Le Poule Noire. Intenzioni promosse, dunque, ma con risultati che restano appena sufficienti.

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