Gli strategici a turni hanno un loro fascino particolare: li si può giocare in tranquillità mentre si sorseggia un po’ di ottimo tè, fare una pausa tra una mossa e l’altra per mettere su l’acqua della pasta, oppure capire di essere delle capre totali e disinstallarli nel giro di un paio di partite.
Come gamer ammetto la mia totale inettitudine in questo genere, sebbene ritengo sia uno dei più appaganti nel mercato dei videogame. Per questo ho provato con grande piacere Fort Triumph di Cookiebyte Entertainment, uno strategico con esplorazione alla Heroes of Might and Magic (HOMM) e King’s Bounty mista a combattimenti in stile X-Com.

Eccitati? Stimolati? State già grufolando come facoceri in calore? Allora vai con la recensione!

Provato su PC

ProContro
+ Diverse soluzioni tattiche– Visuale poco precisa
+ Interessante utilizzo della fisica degli oggetti– Grind
+ Esplorazione della mappa in stile HOMM– Tutorial minimale

 

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Il rimedio per l’aracnofobia? Martellate di potenza!

X-Might

In Fort Triumph ci troveremo a controllare un gruppo di eroi insoddisfatti della loro vita lavorativa e che hanno deciso di aprirsi la partita IVA per diventare liberi professionisti, senza però reclutare un commercialista nel party. Poveri stolti!
In questo folle mondo fantasy composto da grafica caramellosa e puccettosa, ci troveremo a fare i conti con tutti i mostri tipici del genere, partendo dai Goblin e dai puzzolenti contadini rivoltosi, passando per i ragni giganti e non-morti per finire ai soliti dragazzi e demonazzi.  Gli eroi invece si comporranno della marmaglia base che include un baffuto paladino, una saccente maga e un arciere ubriacone, ai quali potremo aggiungere barbari con alitosi per poter malmenare i malcapitati mostri.

Il gioco si divide fondamentalmente in due sezioni: la prima è quella esplorativa presentata con grafica 2D in puro stile Heroes of Might and Magic, basata sul movimento, raccolta risorse, combattimenti e quest; la seconda parte invece, ovvero quella del combattimento vero e proprio si presenta con una visuale isometrica in stile X-Com.

La prima parte è molto intuitiva, basta cliccare con il mouse sul punto dove si vuole spostare il party (rappresentato da un tipo incappucciato) scoprendo man mano la mappa dove ci si muove. Posizionando il cursore del mouse sui mostri si potrà vedere il livello di difficoltà del combattimento rappresentato da dei teschi, così da poter valutare se è il caso o meno di affrontarlo con il party corrente. Sparse per la mappa ci saranno anche risorse fondamentali per la propria quest che vi serviranno per comprare gli eroi e potenziare il vostro Forte.

Il Forte vi permette di comprare nuovi eroi e potenziare diversi potenziamenti che vi serviranno per l’esplorazione e il combattimento costruendo strutture. Questo bel castello però non dovrà essere lasciato sguarnito, in quanto i nemici potranno conquistarlo.
Oltre ai mostri fermi sulla mappa infatti, dovrete fare i conti anche con i party della CPU che si muoveranno rubando risorse, uccidendo mostri e salendo di livello proprio come voi. Appena vedranno il vostro Forte, ci si avventeranno sopra come se fosse una deliziosa fetta di pane e nutella in puro stile Salvini. Importante quindi avere più di un party (potrete crearne 3 in totale) lasciandone almeno uno a difesa della base.

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Maledetto effetto nostalgia…

Alberate in faccia

Una volta avviato un combattimento passerete dalla mappa 2D ad uno scenario in 3D dove potrete trovare schierati gli eroi del vostro party e i mostri che state affrontando. Da qui partirà la fase a turni in stile X-Com, dove per poter avere la meglio sarà necessario sfruttare le singole abilità degli eroi, la copertura degli oggetti e la fisica del gioco. Le classi degli eroi sono abbastanza chiare: il paladino è esperto nel combattimento in mischia e può applicare dei buff per potenziare gli eroi alleati, l’arciere si occupa del combattimento a distanza, il mago ha a disposizione potenti magie mentre il barbaro permette di eseguire efficaci azioni offensive.

Ogni eroe avrà a disposizione un tot di punti azione che dovrete gestire bene in modo da poter muovere\attaccare (o viceversa). usare le abilità e trovare sempre una copertura per evitare che le unità a distanza nemiche vi riducano ad un colabrodo. I vostri eroi saliranno di livello man mano che accoppano unità nemiche, diventando sempre più potenti. Per aiutarvi potrete anche usare i diversi oggetti trovati durante l’esplorazione come pozioni curative o pozioni in grado di aumentare i Punti Azione per un turno.

Fin qui è tutto molto simile allo schiaccia alieni di casa Firaxis, tranne la particolare meccanica che permette di sfruttare le coperture per arrecare danno ai nemici.
Le diverse unità avranno a disposizione delle abilità particolari per interagire con lo scenario, per esempio con paladini e barbari potrete dare un calcio ad un albero per farlo cadere in faccia ad un putrido goblin che lo stava usando per coprirsi. Il risultato è sempre soddisfacente, inoltre applicherà un debuff  di stordimento sul nemico.

Allo stesso modo con l’arciere potrete usare la freccia ad uncino per far scontrare due nemici e stordirli entrambi. Con questa meccanica potrete sperimentare e inventarvi delle combo pazzesche, concatenando le abilità dei personaggi in modo davvero inventivo. Posizionate un arciere in overwatch (un’abilità permette alle unità a distanza di provare a colpire i nemici in movimento), date un calcio ad una pietra con il paladino, colpite un goblin che si sposterà attivando così l’overwatch dell’arciere che lo colpirà con una bella frecciata nelle chiappe. Un sistema davvero interessante tutto da sperimentare che aggiunge un bel po’ di pepe ai combattimenti, va lodato lo sforzo dei programmatori nel voler creare qualcosa di diverso.

Attenzione però, perché sebbene i mostri base siano limitati alle loro abilità singole, i party della CPU saranno composti da eroi divisi per classe, proprio come il vostro! Quando li affrontate quindi dovrete stare molto attenti al posizionamento, in quanto gli eroi nemici potranno sfruttare la fisica delle cover tanto quanto voi.

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Ecco cosa succede quando tutto il villaggio lascia gli armadi aperti…

Come X-Com anche Fort Triumph ha qualche leggero problemino di bilanciamento. Gli avversari controllati dalla CPU avranno una precisione molto più alta dei vostri eroi, quindi aspettatevi di venire colpiti a distanze chilometriche dalle unità a distanza anche se siete sotto buona copertura, mentre magari il vostro arciere fallirà il più stupido dei tiri.
Il difetto più evidente della fase dei combattimento risiede nella grafica a volte un po’ confusa a causa della quantità abnorme di oggetti in ogni scenario. Alberi, rocce, pentoloni e quant’altro sfruttabili per le coperture e per usare la fisica spesso rendono difficile capire dove è posizionato un nemico e dove muovere i vostri eroi.

Forse sono solo un vecchio rincitrullito incapace di trovare il giusto input per poter ruotare la visuale, ma mi sembra che la telecamera sia fissa. Questo non aiuta di certo in quanto impedisce di vedere chiaramente le unità dietro una copertura alta, riconoscibili solo da una sagoma grigia. Un difetto che inficia lievemente sulla gestione tattica e può far sbagliare la mossa desiderata che una volta confermata un’azione non sarà resettabile in alcun modo. Segnalo anche qualche bug grafico sui colori, specialmente quelli degli eroi che a volte non caricano, presentando il modello in bianco e nero.

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Sono confuso: splattare Goblin con un masso mi emoziona, ma mi fa sentire anche uno stronzo.

Grind Finale

E ora veniamo alla caratteristica che ultimamente affligge una quantità innumerevole di titoli indie: il grind.
Fort Triumph non ne avrebbe bisogno, in quanto ha tutte le carte necessarie per essere un titolo piacevole e longevo al punto giusto, ma gli sviluppatori hanno deciso di aggiungere quel giusto pizzico, giusto per rendere il tutto un minimo tedioso. Il tutorial poco esaustivo spiega davvero poco del gioco, omettendo il fatto che una volta che vi schiatta un’eroe in combattimento non potrete resuscitarlo.

Morto vuol dire morto, proprio come in X-Com! Il problema è il seguente: per comprare nuovi eroi vi servono delle orrende monete viola che troverete per lo scenario e che il vostro Forte genererà con il passare dei turni sulla mappa dell’esplorazione.
Per creare due party composti da 4 eroi nel giro di poco tempo dovrete davvero stare attenti a ogni singolo dettaglio durante i combattimenti, anche in quelli più facili dell’inizio del primo capitolo del gioco. Considerato poi che i nemici sono molto più precisi e hanno valori più alti in copertura, preparatevi a digrignare i denti ed entrare in stati di rabbia pura più e più volte.

A tutto questo si aggiunge il fatto che la CPU può generare party a ripetizione, quindi anche se gliene ammazzate uno o due, ecco che arriva il terzo a rompervi i coglioni, magari conquistandovi il Forte sguarnito che dovrete per forza andare a riprendere perché altrimenti non potrete reclutare nuovi eroi. Ovviamente le nuove leve partiranno dal livello base, quindi dovrete farli combattere il più possibile. Inoltre dovrete anche tenere un party bello cazzuto a difesa del Forte, per evitare di dover tornare indietro per riprenderlo mentre state esplorando la mappa. E così questo ciclo ripetitivo va avanti all’infinito per tutti i capitoli del gioco.

Ad alleviare la pena ci pensano i salvataggi, vi consiglio di farne tanti specialmente se avete degli eroi di alto livello nel party che non volete perdere. Se poi siete dei masochisti, potete provare la modalità Hardcore senza salvataggi manuali, ma visto il tutorial poco esaustivo vi suggerisco vivamente di completare almeno il primo capitolo in modalità normale per comprendere a pieno tutte le funzioni del gioco.

A chi consigliamo Fort Triumph?

Gli strategici a turni non sono giochi per tutti, in particolare Fort Triumph strizza l’occhio ai veri fanatici del genere, in quanto ci sono davvero tante cose da tenere a mente durante i combattimenti e per la gestione dei party durante l’esplorazione.
Se avete consumato i titoli di casa Firaxis con le relative espansioni e cercate un titolo del genere valido, allora Fort Triumph potrà darvi tantissime soddisfazioni, specialmente per il suo sistema di sfruttamento delle cover per arrecare danno ai nemici.
Cookiebyte Entertainment comunque convince con questa prima prova, a mio modesto parere deve solo smussare un po’ gli angoli per rendere alcune parti del gioco più fluide.

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