Ginga Force, shoot ‘em up a scorrimento verticale della giapponese Qute, è giunto su PC/Steam e Playstation 4 grazie al supporto del publisher Rising Star Games. Originariamente il titolo apparve su Xbox 360 nel 2013 restando confinato, almeno fino a oggi, sulla macchina Microsoft.

Provato su PC

Forze di difesa della Via Lattea

Se nella maggior parte degli shmup troviamo una storia abbozzata che prevede generalmente un’invasione della Terra o qualche altro pianeta sperduto da parte di alieni da cui è necessario difendersi, in Ginga Force di Qute abbiamo accenni di trama per niente malvagi. In un lontano futuro l’umanità si è spinta oltre i limiti della galassia in cui alberga, la Via Lattea. Con la colonizzazione di sei nuovi pianeti l’era d’oro dell’esplorazione dello spazio è iniziata, portando alla scoperta di un nuovo, settimo pianeta dal nome Seventia. Dopo 300 anni di terraformazione, il luogo è divenuto abitabile e una comunità umana vi si è saldamente stabilita. Come spesso accade, la natura umana non ci mette troppo a presentarsi e la MSS, Mitsurugi Security Service, è incaricata dalla Magni Corporation della difesa del territorio, per catturare criminali che possono sconvolgere l’ordine delle cose.

Nei panni di una nuova recluta della MSS, Alex Heatburn, dovrete pilotare il veicolo FV-G27 Enforcer per far trionfare la giustizia, catturando i malfattori dotati di armi e veicoli tecnologici sempre più bizzarri.

La progressione in Ginga Force è diversa rispetto ad altri shoot ‘em up bullet hell che potete trovare in giro, dove la modalità principale è generalmente rappresentata dall’Arcade e pochi altri contenuti bonus, in questo caso infatti avremo una vera e propria Story Mode suddivisa in dieci diverse missioni, sbloccabili e affrontabili singolarmente man mano che si procede. Considerata la differenza sostanziale, è d’obbligo chiarire che queste sono anche leggermente più lunghe della media: nel caso di uno shmup classico infatti una run intera, dall’inizio alla fine, può durare circa 30/40 min, salvo rare eccezioni.

Ginga Force è dunque un gioco sicuramente più longevo, soprattutto se consideriamo la rigiocabilità mirata, con la possibilità di selezionare una singola missione e ripeterla fino a ottenere il Rank desiderato.

Ognuna può essere affrontata in modalità Easy, Normal e Hard, con una crescente difficoltà che, in pieno stile bullet hell, vi farà strappare ogni singolo capello dalla testa. Anche i più scafati con il genere potrebbero dover rivedere le proprie ambizioni dal momento che il titolo offre un sistema di migliorie acquistabili nel negozio in-game, fattore che rende necessaria l’acquisizione di crediti da spendere in: armi principali, armi secondarie, armi speciali, aiuti di varia natura (come vite aggiuntive, riduzione del consumo delle barre delle armi, raccolta automatica di bonus a schermo e così via, equipaggiandone fino a tre contemporaneamente) fino ad arrivare a colori diversi per il proprio veicolo. La possiblità di migliorare o modificare di missione in missione lo stile di gioco, magari installando un’arma laser rispetto a una che spara una rosa di proiettili, amplia le scelte strategiche dando a ogni giocatore piena libertà di affrontare il titolo come meglio gradisce (anche se in alcuni casi è innegabile che la mano sia stata un po’ calcata al fine di far selezionare una specifica tipologia di armamento).

La quantità di migliorie acquistabili è davvero sorprendete, garantendo una profondità che difficilmente gli shmup offrono, e stiamo pur sempre parlando di un gioco del 2013! Sembra che in questi 7 anni gli sviluppatori di shmup non abbiano appreso granchè, per questo motivo Ginga Force è probabilmente uno degli arrivi su PC e Playstation 4 più interessanti per gli amanti del genere che si sono lasciati sfuggire questa perla quando uscì su Xbox 360.

Non solo storia

Oltre alla modalità Storia è possibile cimentarsi nello Score Attack, per un approccio all’avventura più classico che può irretire i fan degli high scores e non ultimo anche una serie di challenge/training sbloccabili, dove potrete scegliere una tra tre diverse navicelle con equipaggiamento customizzato per affrontare ondate di nemici, strizzando l’occhio visivamente a un vecchio prodotto di Qute, Judgement Silversword, primo shmup della software house pubblicato nel 2004 sulla console portatile giapponese WonderSwan Color, e giunto su PC/Steam solo nel 2015.

In gameplay il titolo prevede la pressione di una quantità di tasti intermedia, che inizialmente potrebbe far vacillare ma a cui ci si abitua quasi immediatamente. Arma primaria e secondaria possono essere utilizzate contemporaneamente, anche se bisogna tenere d’occhio le rispettive barre di carburante che trovate nell’angolo in basso a destra: rossa per la prima e blu per la seconda. La scelta di inserire questa meccanica lascia un po’ perplessi dal momento che il consumo completo delle barre non previene l’uso delle armi ma riduce semplicemente danno e rateo di fuoco, buona dunque l’intenzione ma in pratica non ha un grosso impatto sullo stile di gioco, soprattutto nei livelli più avanzati dove il numero di nemici è maggiore ed è dunque più semplice riempire nuovamente le barre.
L’arma speciale, di default uno scudo che assorbe determinati proiettili, è attivabile con uno dei trigger destri, e anche in questo caso sarà soggetta a esaurimento chiaramente individuabile grazie alla barra circolare di colore azzurro. Di norma la conta dei pulsanti si concluderebbe qui ma abbiamo una ulteriore meccanica legata alla pressione del secondo trigger, ovvero la scelta della velocità. Questa può variare in base al motore che si sceglie di installare ma inizierete sempre con un engine a tre velocità, tra cui potrete cambiare a piacimento per muovervi più o meno agilmente tra i proiettili nemici.

Per quanto riguarda invece l’intelligibilità visiva, non essendoci power up da acquisire, ma solo monete per il punteggio e cubi energetici, è molto più semplice concentrarsi sui modelli tridimensionali dei nemici e dei raggi mortali che vorranno farvi la festa, una caratteristica che abbiamo decisamente apprezzato. Il tutto è accompagnato da una fantastica soundtrack composta da Yosuke Yasui, già apprezzato in capolavori come Under Defeat. Pezzi techno rock si alternano a incalzanti motivetti dalle sonorità sintetiche, fondendosi perfettamente con l’ambientazione del gioco e sottolineando con enfasi le battaglie contro gli enormi boss. Se proprio dovessimo evidenziare un difetto in Ginga Force, sarebbe sicuramente il character design dei personaggi, poco curato ed eccessivamente spigoloso pur nella sua volontà di riprendere lo stile anime anni ’90, dettaglio che potrebbe spingere molti a considerarlo erroneamente un prodotto mediocre.

A chi consigliamo Ginga Force?

Data la scalabilità della difficoltà, la possibilità di affrontare i livelli singolarmente e mescolare una gran quantità di armi per scoprire quali siano le più efficaci secondo il proprio stile di gioco, Ginga Force è estremamente raccomandato anche agli utenti che non hanno mai provato uno shoot ‘em up ma sono incuriositi dal genere (a patto che seguano i nostri consigli e affrontino l’avventura iniziando dalla difficoltà Easy). Per i fanatici invece, ça va sans dire, è un titolo da non perdere e che si rivelerà una preziosa aggiunta alla propria collezione.

+ Scelta di armi notevole e variegata– Character design un po’ troppo datato
+ Diversi livelli di sfida– Le meccaniche di gameplay non sempre hanno un vero impatto significativo
+ Soundtrack piacevole e azzeccata

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