Granblue Fantasy Versus è l’ultimo picchiaduro sviluppato da Cygames in associazione con Arc System Works, sigillo di garanzia per una produzione che tenta di sfondare anche in occidente con una serie che solo ora muove i primi passi nel nostro territorio. Il titolo è attualmente disponibile per PC/Steam e arriverà su Playstation 4 il 27 marzo.

Provato su PC/Steam e Playstation 4

ProContro
+ Character design notevole– Livello di complessità un po’ basso
+ Gameplay immediato anche a neofiti del genere– Netcode “delay based”
+ RPG Mode interessante
+ Animazioni e character design dei personaggi semplicemente deliziosi

Il lignaggio mobile

Granblue Fantasy, per chi ragionevolmente non avesse mai sentito parlare di questo franchise, è esploso in Giappone nel 2014 con la pubblicazione del relativo gioco mobile, mai arrivato ufficialmente da noi ma comunque disponibile in una traduzione inglese su Android e iOS per chi avesse accesso agli store made in Japan.

Dunque, di cosa si tratta? Fondamentalmente è un classico RPG gacha, con personaggi acquisiti mettendo mano a un portafogli virtuale. La grande quantità di titoli del genere per piattaforme mobile rende la competizione davvero feroce, tuttavia Granblue Fantasy è riuscito a distinguersi per una storia più o meno interessante e un cast di personaggi in continua crescita.

La scelta di Cygames di realizzare un picchiaduro ha dunque un senso nell’ottica di promuovere la crescita di Granblue, tuttavia la decisione di portarlo anche in occidente è stata sicuramente bizzarra, soprattutto perché qui da noi potrebbe essere scambiato per qualcos’altro. Sento già echi di “Come dici, Granblue? Ma si mangia?”.

Granblue Fantasy Versus, al netto delle battute, è un picchiaduro che si può fregiare dell’intervento di Arc System Works, parliamo quindi di veri e propri maestri del genere. La compagnia giapponese è sinonimo di qualità quando si parla di titoli del genere, tuttavia è chiaro che Cygames abbia voluto puntare molto su fasce di nuovi appassionati, strizzando solo un po’ l’occhio ai pro-gamer che troveranno comunque meccaniche con cui divertirsi. Passiamo quindi all’analisi dura e cruda del gioco, iniziando dalle modalità che circa l’80% dei giocatori cerca: quelle single-player.

Per staccare un po’ dai classici action, metroidvania e compagnia cantante, a volte fa bene buttare su un classico picchiaduro, per pestare il proprio avversario digitale in scontri 1 vs 1. Il successo di un beat ‘em up si vede spesso dalla presenza di un solido impianto da esplorare, volendo da soli. Ne sa qualcosa Capcom che si è vista spalare addosso chili di guano per aver fatto uscire sul mercato un capitolo numerato di Street Fighter senza alcuna modalità seria per i giocatori che non amano le battaglie online. Granblue Fantasy Versus, da questo punto di vista, garantisce quantomeno una modalità Arcade classica, dove affrontare una serie di personaggi come se foste in sala giochi, e una interessante RPG Mode che cercheremo di sviscerare un po’ meglio.

Picchiaduro RPG

Si tratta di una modalità volta in parte a spiegare alcune meccaniche di gioco, fornendo una sorta di longevità, per quanto fittizia. È comunque apprezzabile lo sforzo di realizzare una serie di missioni di stampo beat ‘em up a scorrimento, con il vostro personaggio principale che si muoverà a schermo prendendo a schiaffi i vari nemici che gli si pareranno davanti. Ogni quest o subquest che incontrerete è inframezzata da dialoghi tra i protagonisti, già visti nel titolo mobile, che cercheranno di scoprire cosa è accaduto a uno dei loro amici, la guerriera Katalina.

Proprio come in un RPG i vostri personaggi saliranno di livello a ogni quest completata e otterrete anche loot per modificare l’equipaggiamento, caratterizzato però perlopiù da armi con potenza di attacco ed elementi differenti. Se inizialmente il tutorial potrebbe sembrare complesso e ricco di informazioni da memorizzare, in realtà questa RPG Mode si rivela molto semplice e lineare, con una facciata di complessità che decade non appena proseguite nell’avventura.

Nelle fasi finali riesce a garantire un certo interesse, soprattutto perché potrete sbloccare poi una difficoltà più elevata dove testare quanto appreso ma, parlando francamente, chi acquista Granblue Fantasy Versus per la componente online e per il multiplayer, troverà queste aggiunte poco interessanti quando non superflue. Tuttavia, è sicuramente un bene siano presenti per divertire anche chi vuole semplicemente un’esperienza single-player, per quanto non rivoluzionaria né particolarmente appagante.

Darsele di santa ragione 101

GBVS, così è abbreviato, non è un picchiaduro complesso, non ha un ritmo incalzante come Dragon Ball Fighter Z né la moltitudine di setup che il nuovo Street Fighter V Champion Edition offre, tuttavia, proprio per questo è un’aggiunta essenziale al panorama del suo genere, poiché offre una quantità di strumenti tale da poter essere digerita in poco tempo anche da giocatori inesperti.

I tutorial sono ben realizzati, spiegano perfettamente ogni singolo aspetto del gioco, con sfide e sottosfide che solo chi davvero comprende il sistema riesce a completare. Inoltre, tutta una prima parte della modalità RPG è volta ad acclimatare i giocatori alle meccaniche di gioco. Partendo da indicazioni generali si diramano via via offrendo anche delle situazioni specifiche che vi ritroverete ad affrontare combattendo contro alcuni personaggi, dandovi la possibilità di allenarvi e imparare come fronteggiarli.

L’accessibilità si accompagna a buone meccaniche di base, poiché in GBVS più che mai, sono importanti i fondamentali, ovvero anti-air, footsies, punish e tutta quella caterva di termini e meccaniche che chi vuole primeggiare nelle classifiche online, oppure semplicemente contro i propri amici, deve assolutamente imparare.

Detto ciò, cos’è che rende GBVS diverso dalle altre offerte sul mercato? Se avete provato altri picchiaduro saprete che spesso esistono dei movimenti che per le vostre mani inesperte potrebbero sembrare astrusi, come quelli necessari per ottenere uno shoryuken (chiamato in gergo anche DP, abbreviazione che sta per dragon punch). Ecco, Granblue Fantasy Versus applica una nuova filosofia, offrendo oltre agli input classici anche la possibilità di eseguire tutte le tecniche dei personaggi con la semplice pressione di tre tasti: “direzione + R1 + quadrato, triangolo o cerchio“.

A tre direzioni -più una neutra- corrispondono le quattro tecniche principali, mentre i tasti quadrato, triangolo e cerchio ne decretano la potenza, da più debole a più forte. Chi ha esperienza potrà continuare a usare i classici input mentre tutti gli altri si metteranno in pari con le shortcut, dando una possibilità a tutti di divertirsi.

A bilanciare il sistema, per evitare lo spam di queste tecniche, entra in vigore il cooldown, ovvero un ragionevole lasso di tempo durante il quale la skill usata non potrà essere nuovamente ripetuta. Le varianti deboli delle skill avranno un cooldown breve, mentre per quelle forti sarà maggiore, il giocatore esperto saprà dunque quando passare all’offensiva anche tenendo a mente queste informazioni o, in alternativa, dando una rapida occhiata nei pressi della barra della vita dell’avversario, dove è possibile vedere immediatamente quali skill sono in cooldown.

Tutto punta dunque a una chiara e immediata leggibilità del gioco, per appianare le differenze tra chi ha passato l’infanzia a buttare monetine in arcade e chi invece ha iniziato solo l’altroieri. Inoltre questo aumenta il valore strategico del combattimento, poiché sapere che il nemico non ha accesso a un’abilità permette di agire di conseguenza, magari avanzando nel momento in cui l’avversario non può lanciare proiettili o pressare in mancanza di anti-air invincibili. Il cooldown poi è ponderato alla difficoltà dell’input, quindi un personaggio a caricamento come Charlotta avrà cooldown generalmente più lunghi di Gran e più brevi del 360 di Ladiva. A questo si aggiunge la possibilità di avere accesso alle mosse speciali senza nessun reale input, creando situazioni più pericolose e tese di quanto non sarebbe altrimenti. Wake-up command grab? Ora è possibile.

Un’altra novità non del tutto inedita nel genere è l’accesso universale a una schivata sul posto e una schivata in avanti, meccaniche utili quanto pericolose, che danno una nuova opzione al lato difensivo del combattimento.C’è una particolare soddisfazione nello spingere un avversario a usare una reversal invincibile, schivarla causandogli l’attivazione del cooldown e punirlo con una bella combo.

Presentazione globale

Il character design è di ottima qualità, non è un caso che Granblue Fantasy sia ancora così popolare in Giappone. Questo fa ben sperare anche per il futuro, con DLC che aggiungeranno sempre nuovi personaggi per ampliare il già nutrito roster. A colpire sono le spettacolari animazioni, curate in ogni minimo dettaglio. Prendendo in prestito lo stile popolare di Dragon Ball Fighter Z e gli ultimi capitoli di Guilty Gear, il combattimento a schermo si trasforma in un vero e proprio spettacolo.

Parlando in dettaglio della versione PC, scopriamo però alcune piccole magagne che generalmente affliggono i giochi giapponesi, come l’assenza di una impostazione dal menù di gioco che permetta di abilitare il V-Sync. Ciò si traduce spesso in tearing e l’unico modo per evitarne la comparsa è intervenire manualmente sui file di gioco o aggiungere l’impostazione forzandola da pannello Nvidia. Stesso problema si presenta anche con l’anti-aliasing e, sebbene i PC gamer siano abituati a questo livello di personalizzazioni e smanettamenti, sarebbe bello ogni tanto vedere un po’ di attenzione in più.

L’importanza di un picchiaduro di media accessibilità

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla pubblicazione di giochi più e meno complessi con l’intenzione di accorciare le distanze tra i maestri del genere (Street Fighter per primo) e le esperienze casual addirittura parodistiche come Dive Kick. L’uscita dell’ottimo Fantasy Strike o dell’ormai cancellato Raging Thunder hanno dato spazio a un genere nel genere prima d’allora inesistente. Si sa purtroppo che il gap tra un giocatore casuale e uno competente, neanche professionista, è comunque infinitamente maggiore che nella maggioranza degli altri generi e questo è un argomento che viene affrontato e riaffrontato un po‘ senza soluzione: come creare un gioco appetibile ai più ma che soddisfi anche chi se ne intende? GBVS si inserisce un po‘ in quella fascia poco meno che professionista: propone tutte le meccaniche di base di un picchiaduro tradizionale della grande scuola, ma riduce sensibilmente la quantità di opzioni a cui pensare in un dato momento del round, dando inoltre la possibilità a chi non riesce ancora a imparare tutti i movimenti del caso, di appoggiarsi a un sistema di sostegno per l’uso delle mosse speciali.

A chi consigliamo Granblue Fantasy Versus?

Se non avete mai giocato un picchiaduro in vita vostra e volete provare l’ebbrezza senza essere calpestati -almeno non troppo brutalmente-, beh Granblue Fantasy Versus potrebbe essere proprio l’esperienza che stavate cercando, con contenuti single-player a tenervi compagnia quando vi sarete stufati delle modalità multiplayer.

Gli esperti di piacchiaduro potrebbero trovarlo un po’ troppo semplice a prima vista, ma non fermatevi alle apparenze: appena sotto l’aspetto che strizza l’occhio ai neofiti sarà possibile trovare un prodotto valido anche per chi mangia pane e hadouken da tutta la vita.

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