In tempi remoti, tra le console 8 bit Nintendo e Sega Master System, si celava tra le ombre un guerriero misterioso chiamato Amiga. Armato di floppy disk, questo PC in miniatura ha fatto la felicità di tantissimi ragazzi ancora prima dell’invenzione dei sitacci di donnine nude. Su Amiga si poteva giocare d una marea di titoli, chi lo possedeva si ricorderà sicuramente dei 15 dischetti da inserire per giocare a Monkey Island 2, dei giochi della Bitmap Brothers, del Team 17, di Sensible Soccer e di… TURRICAN!

Qualcuno probabilmente i teutonici ragazzi di NG:DEV:TEAM ne hanno sentito così tanta nostalgia da creare una sorta di ‘clone’ o un omaggio con Gunlord, titolo uscito per il glorioso Neo Geo (quello delle cassette grosse quanto una vacca) e successivamente portato su Dreamcast. Ora lo stesso team lo ripropone per Nintendo Switch e Playstation 4 con il nome di Gunlord X.
Non è difficile immaginare dei tizi capelloni chiusi in uno scantinato con una scorta di birra e di sostanze illegali mettersi al lavoro per sviluppare questa sorta di trip grafico\musicale travestito da sparatutto che andiamo a recensire, ma non prima di esserci calati qualche fungo olandese.

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Non so cosa sono quei cosi, ma giuro che con Amsterdam ho chiuso!

FUCILONI GROSSI E DURI

GUNLORD!

Nome altisonante per questo clone di Turrican che a sua volta era una sorta di Metroid pompato a steroidi e imbottito di qualsiasi droga possibile e immaginabile.

Ora… è facile adesso atteggiarsi e fare i fighi dicendo che Metroid è un capolavoro. Fanculo Metroid! All’epoca era lento e non si capiva un cazzo con quella grafica pixellosa da due soldi. Dal braccio bionico di Samus usciva fuori una sorta di fagiolino innocuo incapace di arrecare alcun danno ai pochi blocchi di pixel ignobili che si aggiravano nei corridoi delle tenebre degli 8-bit. Viva Turrican! Un’ode alla velocità sfrenata, ai proiettili laser giganteschi capaci di coprire mezzo schermo e alla grafica psichedelica, il tutto accompagnato da una musica da viaggio spazio-temporale nel cervello di una suprema mente aliena completamente strafatta.

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Quando ne avete piene le palle, potete sempre scaricare una bella bomba al plasma.

In Gunlord X controlliamo un tizio che indossa un’armatura biomeccanica e imbraccia un pistolone di prima categoria. Le sue abilità sono in realtà molto ridotte: a parte sparare e saltare potrà usare un raggio per gli attacchi ravvicinati, sganciare bombe al plasma capaci di devastare tutto ciò che si trova sullo schermo, una sorta di raggio laser adatto a scoprire piattaforme nascoste, trasformarsi in una sfera per viaggiare a velocità supersonica mentre caga delle saporite mine.

Buttate pure strategia e riflessi nel cesso e tirate lo scarico due volte. Non vi servono. In Gunlord X siamo noi i più cazzuti di tutti e i nemici tremano al nostro arrivo, impotenti di fronte alle vagonate di proiettili giganti che inevitabilmente segneranno la loro fine.  E mentre ci lasciamo dietro un mare di cadaveri fumanti, proseguiamo verso il gigantesco boss che poco potrà di fronte al grande Signore delle Pistole.

TRIP NEUROGALATTICO

I livelli sono abbastanza intricati e lunghi, senza però risultare troppo difficili o noiosi. Si sviluppano in orizzontale e verticale con zone segrete e sezioni platform. Non dovremo fare altro che trovare l’uscita, sparando a qualsiasi cosa, raccogliendo i devastanti power up per il fucilazzo che ci permettono di sparare proiettili giganteschi, palle di acido che si trasformano in aculei, grosse palle di fuoco fiammanti e tante altre amenità.

In quelli più avanzati capiterà di morire, spesso per qualche salto impreciso che il nostro Gunlord, con il suo sprite creato con sostanze stupefacenti, non riuscirà a eseguire correttamente, cadendo in pozze d’acido o baratri senza fondo. Ogni tanto verremo colpiti dai nemici, solo ed esclusivamente perché lo schermo viene praticamente invaso dalle nostre gargantuesche cannonate. Avremo a disposizione tre vite per completare il livello, finite le quali sarà possibile ricorrere alla classica ‘continua’ che si potrà ottenere collezionando dei bei grossi diamantoni viola sparsi per lo scenario.

 

E finite le continue? Game over man! Game over! (cit.). Niente di cui disperarsi, potrete ricominciare comunque il livello dall’inizio tutte le volte che vorrete. Dopo uno o massimo due tentativi dovreste riuscire a farla franca, a meno che i vostri pollici non siano opponibili.

A spezzare il ritmo del platform e del run’n’gun ci pensano alcune sezioni Shoot’em Up dove controlleremo la navicella del Gunlord e avremo a che fare con un po’ di Bullet Hell che il nostro buon 7gatsu ama sgargarozzare di tanto in tanto. Il fuoco primario della navicella però è un devastante raggio tridirezionale che trasforma lo scontro di Gunlord con la resistenza nemica in una sorta gara di schiaffi tra Mike Tyson e Mike Bongiorno.

Facile immaginare il vincitore.

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I proiettili della Lordnavicella sono ecosostenibili e uccidono nel totale rispetto dell’ambiente.

Per rendere l’esperienza un minimo più ‘moderna’ possiamo selezionare la configurazione secondaria del controller grazie alla quale potremmo avvalerci della combinazione delle levette analogiche per muoverci e sparare contemporaneamente.
Ma tanto, visto che un semplice proiettile del Gunlord è grosso quanto un carro armato ed è capace di ammazzare 6 nemici contemporaneamente, serve davvero a poco potersi muovere agilmente mentre si spara con precisione.

A chi consigliamo Gunlord X?

Complessivamente Gunlord X non offre una grande sfida, ma se siete dei vecchi fan del buon Turrican e dei titoli psichedelici per Amiga allora non potete proprio lasciarvelo scappare. Se invece i run’n’gun vi affascinano ma li avete sempre ritenuti troppo difficili, Gunlord X è un buon punto di partenza per poi passare a qualcosa di più impegnativo. L’esperienza sarà comunque gradevolissima grazie ai colori acidi degli scenari, i boss e i nemici bizzarri e le cutscene incomprensibili che si uniscono a una colonna sonora da veri nostaglici di quei tempi andati dove il Floppy Disk regnava supremo. Certo, le animazioni sono davvero qualcosa di primordiale e gli sprite sembrano veramente fuoriusciti da una brutta serata alcolica di un leprecauno, ma in qualche modo tutto si mantiene unito… forse con un rancido grumo di sputo mutante, forse con qualche droga sintetica ancora sconosciuta al grande pubblico.

 

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