Prima di cominciare la recensione ci teniamo a specificare che HyperParasite di Troglobytes Games è ancora in Early Access su Steam.

Quali sono i due generi Indie più in voga del momento a parte quelli pretenziosi programmati da hipster canadesi depressi?
La risposta è semplice: Rogue-like e Metroidvania. Spesso le due cose si uniscono, a volte invece prendono strade particolari cercando in qualche modo di proporre nuovi sistemi di gioco per destare l’interesse dei gamer che come scimmie in cerca di banane si aggirano per gli alberi emettendo bizzarri versi e battendosi il petto. Secondo voi cosa sarà mai Hyper Parasite? Vi diamo un indizio: non è un Metroidvania.

ProContro
+ Diversi personaggi da possedere– Grind come pochi
+ Controlli solidi– Presentazione grafica terrificante
+ Frenetico ma…– …a tratti tedioso

HyperParasite è un Twin Stick Shooter Rogue-Like dove entreremo nei liquamosi gangli di un orrendo parassita alieno capace di impossessarsi degli esseri umani stile ‘La Cosa’ di John Carpenter.
Il presidente degli Stati Uniti del Mondo che somiglia vagamente a Nick Fury (quello del fumetto, non Samuel Jackson) sentendosi minacciato da questo viscido extraterrestre dà il permesso a tutti i cittadini di dargli la caccia. E così ci troveremo a dover combattere contro barboni muniti di carrello della spesa, acciuffa-spettri, sosia di Terrence Gene Bollea, lupi mannari con una certa ‘voglia di vincere’ e tanti altri pupazzoidi usciti fuori dagli anni ’80. Alcuni qui a Denjin Den ci sono cresciuti in quegli anni, compreso il sottoscritto e quindi sì: ennesima operazione nostalgia della quale un po’ ci si è anche rotti i cojones.

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Ecco il parassita… o meglio una schifosissima nuvola di pixel e poligoni blu.

Anima mia, torna a Cosa tua

Togliamo subito ogni dubbio: l’idea di HyperParasite non è proprio originalissima, ci sono diversi giochi dove il personaggio principale può impossessarsi dei nemici per ottenere le loro abilità:  ricordiamo il recentissimo Super Mario Odyssey, l’ormai preistorico Messiah o l’ancora più vetusto e antico giappogioco Avenging Spirit. Ciononostante la premessa è sempre molto accattivante, l’idea di poter ‘possedere’ gli avversari apre tantissime possibilità di gameplay.

Come si adatta questa meccanica ad uno sparatutto con visuale dall’alto? Bene, ma non benissimo. Il nostro caro parassita è una informe massa blu più simile a una nuvola che ad un alieno, con una potenza di fuoco a dir poco ridicola e un solo punto vita. Questo vuol dire che contro la massa di bifolchi scagliataci contro potremmo fare ben poco, quindi, per sopravvivere dovremo impadronirci dei loro corpi!
Ogni NPC avrà un particolare attacco: il barbone potrà pestare tutti con il suo bel carrello della Conad, il piedipiatti sparerà e l’acciuffa-spettri friggerà tutti con il suo laser, mentre il combattente della sera potrà lanciare le molotov e il cestista dei Brooklyn Worldtourers palle da basket. Avrete a disposizione anche un’abilità speciale che vi aiuterà nelle situazioni più critiche, come quando verrete circondati da molti stronzi contemporaneamente.

Impossessarsi dei nemici è fondamentale per sopravvivere, in quanto questi personaggi avranno dei punti vitalità e potranno subire qualche danno prima di schioppare. Come nel film The Hidden, una volta ucciso l’ospite il parassita si rivelerà in tutto il suo orrore. Scoperti e denudati delle sembianze umane, dovremo immediatamente impossessarci subito di un altro nemico per continuare la battaglia ad armi pari! E cosa succede se l’Ospite non ci piace? Semplice, possiamo autodistruggerlo dall’interno, ferendo tutti i nemici vicini e impossessarci di uno più potente!

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Difficile distribuire giornali nel territorio dei Disinformati Estremi

Sembra tutto facile, ma le cose si complicano velocemente, poiché per un qualche strambo motivo mal spiegato, il nostro Parassita non potrà entrare in alcuni corpi, almeno non prima di essersi impossessato del loro cervello! Alcuni nemici non possedibili, una volta uccisi, lasceranno a terra il loro cervello che, dopo essere stato raccolto, ci seguirà amabilmente per tutto il resto del livello. Se riusciamo a sopravvivere e raggiungere una delle Safe Zone sparse nel livello potremmo schiaffarlo in una sorta di Stanza dei Cervelli e sbloccare il personaggio pagando con dei bei soldoni!
Attenzione però, perché potremo portarci dietro solo un cervello alla volta, quindi saremo costretti ogni tanto a scegliere quale nemico vogliamo provare a sbloccare. Ogni tipologia di livello presenta personaggi completamente diversi: nei bassifondi troveremo poliziotti, barboni, giocatori di basket e pompieri, mentre nel quartiere asiatico avremo a che fare con ninja, lottatori di sumo e altri stereotipi.

Tutto questo da una parte aumenta la sfida e la voglia di scoprire nuovi personaggi, ma dall’altra trasforma HyperParasite in un vero e proprio Festival del Grind. Alcuni ‘ospiti’ base fanno un danno ridicolo e hanno un rateo di fuoco pessimo, cosa che trasforma le prime fasi di gioco in una lenta e dolorosa agonia di ripetizione infinita senza alcuna gioia se non quella di… no, nessuna gioia. Come dite voi giovini d’oggi?
Mai una gioia!

A questo si aggiunge il fatto che arrivati in nuovo scenario con personaggi completamente diversi, non avrete nessuna possibilità di impossessarvi dei nemici a meno che il gioco non vi conceda il ‘drop’ di un cervello. Tutto questo si traduce in una facile morte con conseguente ritorno al livello iniziale. I programmatori dovrebbero concedere almeno un paio di personaggi ‘gratis’ per ogni livello, in modo da equilibrare un minimo la difficoltà, altrimenti così il gioco rischia di finire disinstallato nel giro di un paio d’ore. Certo, potrete trovare potenziamenti in giro per lo scenario e alcuni invece si potranno acquistare, ma a essere onesti al momento non sembrano dare particolari vantaggi quindi meglio tenersi i risparmi per accattare nuovi personaggi!

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La classe povera si oppone alla legge a suon di carrellate!

Toro Posseduto

I controlli del gioco sono solidi e responsivi, cosa molto importante in questo genere dove ogni errore può essere fatale. Dovremo schivare, attaccare, scappare e passare da un corpo all’altro per poterne uscire vivi. Purtroppo, sebbene alcune fasi di gioco siano molto divertenti, capita spesso di incappare in dei momenti di tedio totale, specialmente quando si possiede un personaggio con una potenza di fuoco bassa.
Gli ‘ospiti’ infatti sono abbastanza sbilanciati tra di loro, ci sono quelli completamente inutili e quelli che invece spaccano tutto. Inoltre il fuoco automatico con alcuni di questi è davvero lento, cosa che costringe a premere ripetutamente il grilletto destro del joypad per poter sparare più velocemente. Durante gli scontri con Boss e nemici Elite, se siete stati così sfortunati da non aver trovato dei cervelli per sbloccare i personaggi, potrà capitare che il gioco ‘spammi’ solo nemici non possedibili e allora auguri a ucciderli usando il loffissimo Parassita! Su questo punto infatti i programmatori dovrebbero lavorare un po’ per rendere il ‘drop’ dei cervelli meno casuale, giusto per snellire il gameplay.

Ci si trova quindi in fasi di gioco frenetiche e divertenti che in un secondo possono trasformarsi in parti noiose e trascinate. Si sente la mancanza di un equilibrio che, per inciso, HyperParasite ha tutte le carte in regola per poter raggiungere, ma per il quale deve masticare ancora un po’ di chewing-gum e prendere a calci qualche culo… Sempre che non finisca prima il chewing-gum!

Per quanto riguarda la grafica del gioco non siamo su buoni livelli: HyperParasite sembra voler in qualche modo ‘mischiare’ alcune vibrazioni 8-bit con l’epoca PSX. Il risultato è poco soddisfacente e soprattutto confuso. Le animazioni sono quanto di più minimale possiate trovare in un gioco e i vari nemici\ospiti si distinguono solo da alcuni dettagli piuttosto scarni. Gli effetti grafici delle armi e le esplosioni non colpiscono particolarmente, sarebbe stato gradevole invece vedere qualche sforzo in più per rendere il tutto più cazzuto. Inutile dire che la colonna sonora prevede la classica tracklist di brani synthwave, piacevole ma facilmente dimenticabile.

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Potrà il famoso palloncestista uccidere lo Zio del Tuono?

 

Cosa si può migliorare

Il gameplay ha bisogno di essere un minimo equilibrato per ridurre un po’ la sensazione di grinding al momento eccessiva. Aiuterebbe abbassare la vitalità di alcuni nemici e di alcuni boss, migliorando il fuoco automatico per evitare che i giocatori debbano schiacciare il trigger a ripetizione, cosa che proprio bene non fa!
I ‘cervelli’ per sbloccare i nuovi personaggi droppano in modo troppo casuale, inoltre occorre fornire ai giocatori almeno uno o due personaggi già sbloccati all’inizio di ogni scenario. Infine non sarebbe male vedere qualche miglioria grafica, specialmente in alcuni effetti!

A chi consigliamo HyperParasite?

Allo stato attuale HyperParasite a volte premia, altre volte invece si dimentica completamente del giocatore, lasciandolo in balia delle sue meccaniche poco oliate. Gli amanti dei Twin Stick Shooter troveranno in HyperParasite diverse ore di frenetica sfida, sebbene sul mercato ci siano titoli molto più avvincenti. Per quanto riguarda le meccaniche Rogue-like, quelle o si amano o si odiano. Tenete sempre conto del rischio di lasciare il gamepad dopo un paio di partite, annoiati dal fatto di dover ricominciare tutto dall’inizio. Sempre meglio comunque aspettare che esca fuori dall’Early Access, a meno che non sentite l’irrefrenabile voglia di aiutare i Troglobyte Games con inutili consigli come quelli trovati in questa recensione.

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