Solo sei anni sono passati dall’uscita di questo titolo in esclusiva su Playstation 3 in Europa, e la magia è pronta a ripetersi. Come, dite? Lo vedrete in questa recensione di Ni no Kuni: La Minacca della Strega Cinerea. Questo gioiello è stato sviluppato da Level-5, i maestri dietro Dragon Quest VIII, Rogue Galaxy, Professor Layton, Inazuma Eleven e Yo-kai Watch tra i tanti, in stretta collaborazione con lo Studio Ghibli, padri di splendidi lungometraggi animati come Il Castello Errante di Howl, La Città Incantata e tantissimi altri. La distribuzione fu affidata a Bandai Namco.

QLOC invece è la compagnia che si è occupata del porting su piattaforme di nona generazione. Forse non vi dice nulla, ma Hellblade: Senua’s Sacrifice, RiME e Mortal Kombat X (PC) ci sono stati portati proprio da loro.

Provato su Playstation 4.

ProContro
+Presentazione di rara eccellenza-Ritmo di gioco un po’ lento
+Un’esperienza ricca come poche altre sul mercato-Sottotitoli spesso troppo veloci

Gajardo, Piagnucoliver!

Se per qualche motivo siete stati in uno scantinato fino a ieri, Ni no Kuni è un JRPG tradizionale con una componente cattura-mostri gotta-catch-em-all.

La narrazione ci mette nei panni del giovanissimo Oliver, che in pieno stile Ghibli vive nella cittadina calma e serena di Motorville, una piccola comunità dove la vita va avanti senza complicazioni. Una notte il nostro protagonista viene coinvolto in un incidente che lo mette in pericolo di vita. La madre, avvertendo inspiegabilmente che il piccolo fosse in pericolo, gli corre in soccorso e riesce a salvarlo; purtroppo questo le causa un malanno al cuore. Tornati a casa, la mamma ha solo il tempo di rassicurare il piccolo, “andrà tutto bene, tesoro”, prima di lasciare Oliver per sempre.

Ormai rimasto solo nella sua stanza, il piccolo si abbandona a un pianto disperato che, sfiorando il viso del pupazzo di pezza che la mamma gli aveva regalato, lo libera da una maledizione. Con grande euforia il pupazzo gli rivela di essere in realtà una potente fata – tutto sembra tranne che una fata – di un regno parallelo, Ni no Kuni.

Lucciconio, questo il nome della fata chiacchierona dal (bizzarramente arcaico) accento romano nella nostra localizzazione, spiega come i due mondi paralleli siano collegati tra loro, e gli eventi di uno influenzino gli eventi dell’altro. Si scopre così che il Grande Saggio Alicia non è che l’identità parallela di sua madre, catturata da tempo dal perfido Shadar con un incantesimo. A causa di ciò il collegamento con l’anima della madre di Oliver dev’essere interrotto, e Lucciconio spiega che salvando Alicia dalle grinfie del malvagio stregone e riaprendo il collegamento con sua madre, forse c’è una possibilità di salvarla.

Con questa premessa, Oliver si arma di bacchetta magica e si addentra nel mondo di Ni no Kuni, per diventare un grande mago e salvare sua madre.

Ovviamente questo è solo l’incipit, e come ogni JRPG che si rispetti la scala e l’entità del viaggio di Oliver crescono esponenzialmente durante le circa 40 ore che servono per completare almeno la parte principale del gioco.

Tappo, scelgo te!

Durante le prime ore di gioco verremmo finalmente introdotti alla meccanica principale del gioco, i famigli. Una volta fatta amicizia col tenerissimo e diciamolo, un po’ più pacioccoso ma potente Tappo, possiamo cominciare la nostra avventura. Più avanti, grazie all’aiuto di Ester, potremo finalmente “catturare” nuovi famigli… e lì inizierà il divertimento!

I nostri famigli possono crescere di livello, imparare abilità, e noi possiamo anche dare loro dolcetti per potenziare i loro parametri e farli evolvere. Tutti i famigli hanno un’evoluzione diretta e una terza evoluzione che può prendere due direzioni diverse. Per una buona parte di gioco poi, la percentuale di cattura è generalmente molto bassa, e se (come me–coff-coff) siete un po’ compulsivi nella vostra voglia di catturarli tutti, potreste passare ore e ore a girare a zonzo per la mappa in cerca del vostro nuovo famiglio preferito.

La musica è un piacere per le orecchie. La colonna sonora è di Joe Hisaishi, già compositore per molti film dello Studio Ghibli e poi di Ni no Kuni: Il Destino di un Regno, mette insieme musiche fiabesche e dolci e ritmi forti, gloriose orchestre e motivi accattivanti. La cura e la dedizione sono altissime.

Il mondo esplode di carattere, ogni città ha un tema distinto, una musica che accompagna i numerosi NPC che sembrano ognuno avere una propria storia e una vita. Ni no Kuni, come pochi altri, riesce a dare l’illusione che il mondo sia vivo e noi siamo ospiti di qualcosa di più grande, invece di essere l’unico grande inarrivabile eroe… anche se poi, in un certo senso, lo siamo.

I ricchi contenuti extra poi arricchiscono il già corposo nucleo del gioco, con numerosissime sidequest e attività secondarie; sono per la maggioranza quest da fattorino e quest di caccia, ma le conversazioni che le precedono e le chiudono danno sempre spessore all’esperienza.

Pecche? Cosa? Ci sono pecche?

Eh già, anche questo titolo presenta delle pecche, ma nessuna è davvero tale da diventare un problema. Quasi sempre, nelle cutscene, l’occhio deve rincorrere i sottotitoli che cambiano decisamente troppo in fretta. Qualcuno può dirvi che se capite l’audio inglese o giapponese il problema viene meno, ma se tenete conto che la localizzazione ha anche cambiato nomi di personaggi e luoghi, la cosa risulta a volte difficile da seguire.

Un’altra pecca che però risulta più soggettiva è la gestione delle sidequest: spesso si tratta di fare più o meno le stesse cose, “uccidi questo mostro”, “consegna questo oggetto”, “aiuta questa persona con questo sentimento” e poco altro. Dopo un po’ si ha la sensazione che, se non fosse per il copione così ben scritto, si verrebbe assaliti da una noia mortale e si finirebbe per non volerle fare.

A chi consigliamo Ni no Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea?

Ni no Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea è tra i titoli più brillanti della scorsa generazione, e questo porting non fa che riportare alla memoria la grandezza del titolo originale, anche in 4K. La narrazione, la presentazione, la colonna sonora, ogni elemento chiave di questo titolo è un lavoro di eccellenza. Gusti personali possono far variare l’interesse, ma è indubbio che Ni no Kuni sia tra i più grandi del suo genere e molti hanno solo da imparare dagli sforzi di Level-5.

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