Cuisineer è il primo titolo dallo sviluppatore indie BattleBrew Procutions, distribuito da Marvelous. Approdato recentemente su PC tramite Steam, si propone come un’esperienza fresca nel vasto panorama dei roguelite a tema culinario.
Provato su PC e Steam Deck
![]() ![]() |
Un tocco di semplicità, un pizzico di banalità
Il gameplay di Cuisineer si basa su un gancio di base affascinante: gestire un ristorante, cucinare piatti deliziosi e fare un sacco di soldi soddisfacendo la clientela. La protagonista, Pom, viene incaricata della gestione del ristorante di famiglia improvvisamente abbandonato, e deve avventurarsi nei dungeon non lontani dal suo vilaggio per racimolare le materie prime per farsi strada in questo difficile business. La premessa è facile e avvincente, perfetta per creare un loop di gioco che calza a pennello a quel tipo di esperienza rogue che ti mangia le giornate run dopo run.

Armati inizialmente di una spatola e dei piatti la lanciare, le prime battute di Cuisineer risultano inizialmente coinvolgenti, tuttavia la curva di apprendimento si rivela presto relativamente piatta e mostra una forma di ripetitività che taglia drasticamente il fattore divertimento sul lungo andare.
A causa di ciò troviamo, in particolare, i dungeon. Questi sono sorprendentemente privi di reale ispirazione, non solo per quanto concerne il design ma anche per varietà. Soprattutto durante le prime ore di gioco, lo zaino piccolo e il bisogno di acquistare ogni singolo elemento per potenziare Pom e sbloccare le nuovi componenti del sistema risulta più faticoso di quanto non dovrebbe mai essere. In questo senso, si avverte la mancanza di nuove sfide o elementi, grafici come ludici, che mantengano o ravvivino l’esperienza in maniera fresca e stimolante.
La direzione artistica di Cuisineer è caratterizzata da un approccio vivace, ricco di colore e un’atmosfera leggera e allegra che cerca di catturare l’attenzione attraverso elementi amatissimi oggi, come il bubble tea che fa da pozione per Pom. Tuttavia, la realizzazione si presenta un po’ limitata con ambienti e animazioni che danno tutta la vita e il carattere che le illustrazioni promettono.
Arriva subitooo!
Non è un segreto che il titolo sia ispirato al classico giapponese Recettear, lo strampalato e comico rogue a tema bancarotta e gestione di negozio, che è stato anche ispirazione dello splendido Moonlighter, il cui DLC abbiamo recensito. Prendendo una pagina da qui e una da lì, l’aspetto gestionale di Cuisineer sembra voler virare più dichiaratamente verso un’esperienza ai minimi termini, più simili a un giochino mobile alla Cooking Dash che non un reale gestionale. Le opzioni, come la capacità di personalizzazione, o ancora il grado di crescita e amplificazione del sistema sono davvero molto, molto limitate, e progredire nel gioco comporterà per lo più di avere più clienti con più richieste contemporaneamente.

Ad allievare alcune di queste frustrazioni, viene il villaggio che fa da hub all’avventura, arricchito da alcuni personaggi strampalati e relativamente ben caratterizzati e dalla battuta sempre pronta, e un’atmosfera che non si prende mai troppo sul serio. L’idea di prendere a schiaffi mostri con una spatola e un bubble tea in mano, mentre si raccolgono rocce e uova, con un sistema gestionale alla portata di chiunque, tutto sommato non è nulla di negativo. Il problema nasce nel modo in cui Cuisineer vuole inserirsi nel più ampio panorama videoludico, dove, al netto di ciò che offre, manca di mordente e della proposta unica tale da giustificarne la preferenza per un pubblico un po’ più smaliziato.
A chi consigliamo Cuisineer?
A chi cerca un roguelite a tema culinario: Con Cuisineer abbiamo tra le mani, a conti fatti, un titolo che esplode di colore e vitalità, con una premessa e un loop di gameplay già visti e apprezzati da una buona fetta di pubblico. La proposta è allettante, ma l'esecuzione lascia più di qualcosa a desiderare, risultando come un tentativo di innovare nel genere dei rogue gestionali culinari, con alcune pecche che gli impediscono di emergere come una scelta di spicco nel genere. Coloro che cercano un'esperienza più ricca e variegata e magari estesa nel tempo potrebbero trovarsi a desiderare di più, mentre chi apprezza la semplicità e l'accessibilità senza troppo impegno potrebbe trovare in Cuisineer una distrazione anche più che piacevole. – ilfalasca


