Fairy Tail è un JRPG a turni sviluppato da Gust e pubblicato da KoeiTecmo per Playstation 4, Nintendo Switch e Steam il 31 luglio 2020.

Provato su Playstation 4

La migliore gilda di sempre

Quando viene annunciato un nuovo titolo su licenza, è quasi sempre motivo di urla ed eccitazione da parte dei fan poco avvezzi coi videogiochi, e un generico, profondo, intimo senso di delusione preventivo da chi in fondo vorrebbe finalmente che la propria serie preferita venisse trasposta in un videogioco di grande qualità.

Ci sono colline e baratri, altini e profondi bassi, ma è difficile parlare di videogiochi su licenza di reale qualità. Primo fra tutti è Dragon Ball FighterZ di mamma ArcSys, seguito da A.O.T.2 Final Battle di Omega Force, ma il resto pullula in maniera quasi opprimente di arena fighter di scarsa qualità e privi di reale profondità. Primo in quel genere è Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm 4 di CyberConnect2, ma altri anime degli ultimi anni tra cui My Hero Academia, One Punch Man e addirittura Kill La Kill hanno subito lo stesso discutibile trattamento.

La prassi è sempre la stessa, si prende un anime piuttosto famoso, si sceglie un cast più e meno variegato, e lo si lancia in combattimenti esplosivi e dal forte impatto visivo, si riempie il tutto di fan service, citazioni e momenti iconici, e il prodotto è lanciato sul mercato.

È quindi più che sorprendente che Fairy Tail invece sia di tutt’altra opinione: sviluppato da Gust, nota principalmente per lo sviluppo della serie Atelier, propone un tie-in all’anime che attraversa diversi archi narrativi del materiale originale, sotto forma di JRPG a turni di stampo tradizionale.

La premessa è simile quella generica dell’anime, ma col pretesto interessante per gettare il giocatore in un punto introduttivo a livello di gameplay ma già avanzato a livello di narrazione: si inizia in medias res, a ridosso dell’arco dei Grand Magic Games (circa a metà dell’anime originale) fino all’arco del Tartaros, con un epilogo speciale creato appositamente per il gioco, il tutto sotto la supervisione di Hiro Mashima.

Scontri a colpi di magia

Il punto iniziale della trama vede la gilda di Fairy Tail bloccata per sette anni, con la conseguente perdita di potenza, fama e prestigio. Questa premessa si presta perfettamente a un JRPG che necessita di un forte senso di progresso. Il fatto che i personaggi si conoscano già e abbiamo tutti un lungo trascorso insieme stranisce i giocatori non familiari col materiale originale, ma la sensazione di confusione viene lentamente sciolta col passare delle ore attraverso numerose gag e piccole interazioni brevi che insaporiscono l’avventura.

Il gameplay è semplice e di ottima fattura; chiunque abbia familiarità con la serie Atelier, soprattutto Atelier Ryza, noterà l’influenza a livello strutturale. Il loop di gioco vede il giocatore interagire coi membri della gilda, sbrigare una alla volta delle quest per riportare in auge la gilda Fairy Tail, esplorare piccole aree ristrette, e interagire con una lunga serie di sotto-meccaniche minuziose che arricchiscono il gameplay in mille piccoli modi.

La tattica a livello di design di Fairy Tail è un po’ un piacevole specchietto per le allodole: i numerosi sistemi che si compenetrano perfettamente, distolgono l’attenzione dal fatto che, da un punto di vista strutturale, il gameplay è assolutamente semplicistico. La cosa geniale di questo però, è che il tutto funziona benissimo, e si possono passare diverse ore a divertirsi, potenziando i personaggi, aumentando il proprio rank, sbloccando abilità passive e costumi, alzare il rango nella classifica delle gilde e così via, in un ciclo interconnesso di operazioni.

A dare quel quid in più a questo loop è un elemento che forse Gust è tra i pochi ad aver perfezionato negli anni: una difficoltà di gioco obiettivamente bassa, che presenta però alcuni picchi interessanti e scontri opzionali davvero ostici. Questo perché, al netto della questione, Fairy Tail è una completa power fantasy.

Se da un lato vien da sé che una gilda di potenti stregoni, ammazzadraghi, spiriti e quant’altro non può avere grossi problemi a prendere a schiaffi un furfante di strada, dall’altro trasporre questo in gameplay non è sempre semplice, e il rischio di trasformare la facilità in noia è molto alto.

Parte della ricetta vincente è portato dal sistema base del combattimento: i turni, uno alla volta dettato dal parametro di velocità di ogni personaggio, permettono di scegliere una tra le classiche numerose azioni del caso. Tuttavia Fairy Tail, fedele al materiale originale, nonostante dia l’opzione di attaccare fisicamente, dà al giocatore una grossa quantità di magie spettacolari e distruttive per decimare i nemici. Ogni volta che un nemico viene sconfitto, rilascia delle sfere luminose che ricaricano gli MP dell’intera squadra, favorendo alcuni personaggi e alcuni elementi in base al tipo di nemico.

Il loop che si crea, soprattutto mano a mano che il gioco sblocca le continue meccaniche tra cui awakening, i chain attack, gli unison attack e quant’altro, e i combattimenti risultano veloci, emozionanti, e profondamente esilaranti. Sono pochi i prodotti che, nella forma di JRPG, riescono a dare quel grosso senso di potenza schiacciante senza annoiare il giocatore, e Fairy Tail ci riesce in pieno.

Qualche nota da aggiustare

Non si può dire però che le ottime intenzioni di Gust si siano tradotte in un successo sotto ogni fronte. Il gioco in sé ha una durata media, aggirandosi tra le 20 e le 30 ore, ma il ritmo è a tratti confuso.

L’avventura fa veloci salti e brusche frenate per accomodare dei momenti di trama che un non-fan difficilmente potrebbe apprezzare. Alcuni imprecisioni tecniche (la versione su PS4 modello base ancora non mostra correttamente le immagini dei personaggi durante gli attacchi speciali in combattimento al momento della pubblicazione, ndr), qualche piccolo singhiozzo di frame, e alcune scelte di design, tra cui la possibilità di accettare una sola quest a volta, danno un retrogusto di vecchia generazione e mezzuccio per estendere la durata totale del gioco in un modo leggermente frustrante.

Le aree esplorabili sono poche e piuttosto ristrette, in maniera non dissimile rispetto ad alcuni vecchi titoli Atelier, ma piacevolmente interattivi e i menù potrebbero essere più piacevoli e intuitivi da usare. A voler essere pedanti, la grande ricchezza di sistemi e sottosistemi risulta quasi superflua per un gioco il cui grado di difficoltà non è particolarmente alto. Lo scopo principale è chiaramente nutrire la power fantasy al centro del gameplay, ma si ha spesso la sensazione di essere un po’ troppo forti, o che diverse meccaniche in realtà non servano proprio.

Al di fuori invece del gameplay ci sono questioni ormai trite e note, e cioè la pratica non esattamente corretta dei DLC, il season pass e il generale prezzo del tutto. Il gioco esce a prezzo pieno, con diversi DLC piuttosto costosi che superano di molto il prezzo intero originale, e un season pass relativamente conveniente. Considerata la notorietà dell’anime sia qui che nel resto del mondo, è facile vedere come l’idea, da un punto di vista di marketing, sia di mungere il mungibile a un prezzo poco consono. Nulla di nuovo all’orizzonte, ma questo non può che far storcere il naso, nel 2020.

A chi consigliamo Fairy Tail?

Fairy Tail è un JRPG sorprendente, che supera di gran lunga le iniziali aspettative, tenendo che a mente però che le aspettative iniziale erano piuttosto basse. Una power fantasy ottima, un gameplay accattivante e molto soddisfacente e un loop ricchissimo di elementi di progresso costanti rendono l’esperienza di gioco un piacere per gli appassionati di JRPG e un must assoluto per gli appassionati del materiale originale. Il prezzo e i DLC lasciano un certo amaro in bocca, ma se trovate un’offerta, non avete motivo di lasciarvelo scappare.

Combattimenti coinvolgentiA tratti semplicistico
Fedelissimo al materiale originale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.