Dopo il successo di Hogwarts Legacy, l’universo del maghetto più amato del mondo continua a fare capolino nei nostri amati e ultimamente un po’ fetenti videogiochi. Stavolta con Harry Potter: Quidditch Champions di Unbroken Studios, disponibile su Steam, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S e Nintendo Switch. Un gioco interamente dedicato allo sport più cruento mai creato, dove dei minorenni si pestano con mazze ferrate, volano rischiando di spezzarsi tutte le ossa, mettendo in campo la tipica competitività e brutalità anglosassone.
Ovviamente tutta quest’aura di veemenza viene coperta da una grafica ultra caramellosa e da un gameplay che potrebbe funzionare, ma che non fa proprio tutto come dovrebbe. Premessa: non sono un fan della serie di Harry Potter, ma ne ho apprezzato i film. Lanciatemi tutti gli Ababla Bababra che volete con le vostre bacchette finte comprate su Amazon, oppure leggetevi la recensione.
Provato su PC
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We are the Quidditch Champions, my friend
Harry Potter: Quidditch Champions segue la strada di Rocket League, provando a creare un gioco basato su uno sport fittizio e dandolo in pasto al multiplayer. Il gioco si presenta con una grafica 3D leggera e cartoonesca, ben lontana dalle atmosfere comunque scure dei film. Tuttavia, il design si rivela funzionale al gioco e presenta dei buoni rendimenti pacioccosi e caramellosi dei personaggi della serie.
Gli stadi e le ambientazioni sono un po’ basiche, mentre le animazioni lasciano molto a desiderare, con movimenti legnosi che risultano poco piacevoli da vedere. Buoni gli effetti sonori, così come il doppiaggio, un po’ meno il fatto che le partite abbiano una sorta di telecronaca risicata, fatta da parte di qualche personaggio della saga come i gemelli Weasley. Gli effetti visivi come la scia delle palle e degli impatti, combaciano bene con la grafica del titolo, senza però dare particolari gioie.
Se siete dei fan di Harry Potter, allora conoscerete sicuramente come funziona questo sport. Se però non siete fan dell’occhialuto incantatore allora forse dovreste gestire meglio il vostro tempo nella vita. Non temete però, perché a differenza di voi Babbani, conosco (a grandi linee) le regole del Quidditch. Fondamentalmente ci sono due squadre composte da 5 giocatori: due cacciatori, un portiere, un battitore e un cercatore. Tutti volano su delle stupide scope volanti in un campo ovale. Nell’area di ogni squadra ci sono tre cerchi.

I cacciatori devono prendere la pluffa, ovvero la palla e poi tirarla in uno dei tre cerchi degli avversari, cercando di beffare il portiere. Fin qui tutto molto semplice. In gioco però entrano il battitore e il cercatore. Il battitore, armato di una sorta di manganello, può attaccare gli altri giocatori colpendoli, oppure lanciandogli un bolide, una pesante palla di ferro.
Ora, ditemi come diamine è possibile che la preoccupazione principale a Hogwarts sia Voldemort, quando si lascia che dei minorenni volino su delle scope lanciandosi palle di ferro e colpendosi con dei bastoni. Ma passiamo al cercatore. Il compito di questo giocatore è inseguire il boccino d’oro, una palla piccola di colore dorato, dotata di ali che a un certo punto della partita appare, svolazzando ovunque.
Il cercatore dovrà inseguirla e prenderla, competendo col cercatore avversario e cercando di evitare di prendere mazzate dal battitore. Il boccino d’oro permette alla squadra di totalizzare 30 punti, mentre i tiri nei cerchi valgono 10 punti. Vince la squadra che ha fatto più punti allo scadere del tempo.
Ogni ruolo dispone di una sorta di abilità speciale, in grado di buffare gli altri giocatori, ma se alcune risultano intuitive da utilizzare, altre non sembrano avere effetto… o forse sono solo io che sono più scemo di un troll delle cozze.
And we’ll keep on flying till the end
Ora, come si traduce tutto questo nel gameplay del gioco? Prima di tutto, va apprezzato lo sforzo dei programmatori di trasporre i ruoli e le dinamiche di una partita all’interno del contesto videoludico, tuttavia le cose non funzionano proprio benissimo.
In generale, il gameplay di Harry Potter: Quidditch Champions non è tutto da buttare via, specialmente nelle meccaniche di volo, con la possibilità di schivare ed effettuare delle virate improvvise per disorientare gli avversari. Inseguire un altro giocatore con il battitore e assestargli una sonora mazzata in testa può dare delle buone soddisfazioni, così come schivare le bordate e andare in porta.
Tuttavia, a causa di una fisica delle varie palle in gioco troppo legata, il titolo non riesce a dare gran soddisfazione quando si tira tra gli anelli o quando si lancia una bella bordata verso un altro giocatore. La lentezza delle palle stride con la velocità del gioco, mandando un po0 a farfalle l’adrenalina. A questo si aggiunge una confusione generale nel controllo della visuale e del campo, specialmente nelle partite più concitate.
Il ruolo del portiere, per quanto affascinante, risulta sempre difficile da adattare in un gioco “sportivo” e Hogwarts: Quidditch Champions non fa eccezione. Con sole due mosse a disposizione, il portiere è forse il ruolo più noioso. Chi gioca nei panni del Cercatore potrà sicuramente divertirsi di più, in quanto il ruolo sfrutta al massimo i movimenti in volo. In generale, Hogwarts: Quidditch Champions può divertire, ma è molto lontano dal risultare così entusiasmante da convincere i giocatori navigati a fare più di una decina di partite.
No time for muggles, ‘cause we are the Quidditch Champions
La modalità Single Player consiste in un semplice tutorial e in altri 4 brevi tornei, utili solo per capire le meccaniche del gioco. Potrete creare i 5 giocatori che andranno a comporre la vostra squadra, con un semplice editor dei personaggi, per poi sbloccare oggetti estetici e altre corbellerie. In generale, dato che si giocherà con dei bot e sarà necessario passare da una posizione all’altra, con un comando però non proprio intuitivo.

Il Single Player risulta la modalità più debole del titolo. Il gioco avrebbe potuto regalare una bella campagna, in compagnia di tutti i personaggi più amati (o odiati) della saga potteriana, tuttavia questi fanno solo rapido capolino, in quanto il gioco è stato dato in pasto (come si suol fare ultimamente) al multiplayer.
Effettivamente, il titolo dà il massimo proprio in questa modalità, tuttavia al momento sono disponibili solo le partite 3vs3. I giocatori in campo però saranno sempre 5 per squadra, per questo i giocatori devono scegliere una coppia di ruoli (ad esempio Battitore – Portiere), con la possibilità di passare da uno all’altro.
Questo rende le partite incredibilmente confusionarie e non dà ai giocatori la possibilità di studiare bene un ruolo e capire come effettivamente va utilizzato. Inoltre, i giocatori non controllati dagli esseri umani, verranno gestiti dai bot, cosa che ovviamente rende le partite molto meno interessanti e in alcuni casi squilibrate.
A chi consigliamo lo consigliamo?
Harry Potter Quidditch Champions: Sicuramente ai fan di Harry Potter che vogliono cimentarsi in un titolo multiplayer. Al netto dei suoi difetti, Harry Potter: Quidditch Champions può risultare piacevole per qualche partita, ma onestamente fatico a vederci un potenziale nel lungo termine. È un buon esperimento e sicuramente qualcosa di originale, ma purtroppo non riesce a replicare la frenesia e la follia del Quidditch cinematografico, ne tantomeno offrire un gameplay abbastanza profondo da risultare interessante. A chi non è proprio un fan sfegatato di Harry Potter suggerisco di stare alla larga. Forse un’esperienza più incentrata sul giocatore singolo avrebbe potuto risultare più allettante per molti, specialmente dopo il successo di Hogwarts Legacy. – heavysam







