Recensione di Keylocker Turn Based Cyberpunk Action

Keylocker-copertina

Keylocker Turn Based Cyberpunk Action è un intrigante mix di RPG tattico e gioco musicale, che mescola con abilità strategia a turni con elementi musicali, dalle mani del team di sviluppo Moonana, autori di Virgo Versus The Zodiac, disponibile su PC tramite Steam, PlayStation, Switch e Xbox.

Provato su PC e Steam Deck


single player

In un mondo futuristico e distopico, ambientato su un Saturno governato da un regime autoritario che ha bandito ogni forma di musica, Keylocker ci mette nei panni di Bobo, una cantante ribelle pronta a sfidare il sistema. Il setting di Keylocker è decisamente uno dei suoi punti forti. Saturno è un pianeta dove la musica è vista come una minaccia al controllo governativo, e chi osa suonare viene perseguitato e imprigionato. In questo contesto, la scoppiettante protagonista, insieme ai suoi compagni di band, cerca di riportare la libertà musicale alla popolazione.

Il fiore all’occhiello di Keylocker è il suo sistema di combattimento, che mescola meccaniche di tattica a turni su una griglia, reminiscente dei classici JRPG, con una componente ritmica che richiede tempismo perfetto. Come visto in titoli della serie Mario & Luigi o Paper Mario e il Portale Millenario, tra i vari, per attaccare efficacemente, il giocatore dovrà premere i tasti al momento giusto quando il personaggio o l’avversario lampeggiano. Una corretta pressione a ritmo, permette di infliggere più danni o bloccare completamente l’offesa nemica.

Il gioco offre diverse classi per Bobo e i suoi compagni, ognuna con un approccio originale al combattimento. Classi come il Samurai o il Juggernaut si concentrano su difese e contrattacchi, mentre altre, come il Metalhead o l’Hacker, sono più aggressive o specializzate in attacchi tecnici. Questa varietà offre un discreto livello di personalizzazione, ma può risultare un po’ ottuso, perché non fornisce al giocatore una adeguata quantità di informazioni per scegliere, cosa che risulta nel dover provare da sé per capire, cosa che può dividere il pubblico.

Il sistema di progressione è basato sull’acquisizione di chiavi durante i combattimenti, che vengono poi usate per sbloccare nuove abilità all’interno di skill tree specifici per ogni classe. Tuttavia, accumulare queste chiavi richiede molto tempo, spingendo il giocatore a una certa dose di grinding. Come molti titoli indie recenti, la scelta di optare per un sistema basato sulle chiavi piuttosto che sui tradizionali punti esperienza a livelli rende il gioco più dinamico, con risultati che possono variare.

Keylocker non è un gioco che si prende piuttosto seriamente. Sin dalle prime battute, la difficoltà è considerevole, e le battaglie richiedono da subito strategia e una buona dose di riflessi. Le boss fight, in particolare, sono progettate per essere impegnative, grazie alla meccanica della Satellite Resonance, che costringe il giocatore a muovere i personaggi su determinate piastrelle per infliggere danno, mentre subiscono danni costanti non bloccabili​, in qualche modo forzando la mani su un più specifico livello di strategia, al contempo correndo il rischio di risultare eccessivamente punitiva, soprattutto in assenza di una modalità facile che possa rendere il gioco accessibile a un pubblico più ampio. Detto questo, riuscire a battere un boss dopo vari tentativi può essere estremamente gratificante, ma preparatevi a sudare, soprattutto nelle fasi avanzate del gioco. Non diremo che Keylocker è il Dark Souls degli RPG indie cyberbunk… ma per chi ama la sfida, sarà pane per i vostri denti.

La direzione artistica è, senza dubbio, uno degli aspetti più accattivanti di Keylocker. Il gioco vanta una pixel art dettagliata e colorata che cattura perfettamente l’estetica cyberpunk futuristica. In una veste tutta retro, i personaggi sono ben caratterizzati, con design distintivi che li rendono facilmente riconoscibili. Ogni ambiente è curato con attenzione ai dettagli, creando un mondo immersivo e visivamente affascinante, che spazia da paesaggi urbani neonati a deserti desolati​. La colonna sonora, composta da tracce elettroniche, è il perfetto accompagnamento per l’azione frenetica e gioca un ruolo cruciale nell’atmosfera del gioco. Le musiche non sono solo un sottofondo, ma diventano parte integrante del gameplay, influenzando le dinamiche di combattimento e approfondendo l’immersione da parte del giocatore.

Keylocker: Keylocker è un titolo che brilla per originalità e presentazione, ma non è per tutti. La sua difficoltà impegnativa, unita a una progressione lenta e a volte potenzialmente tediosa, potrebbe scoraggiare i giocatori meno esperti o chi cerca un'esperienza più rapida e accessibile. Tuttavia, per chi ama le sfide e apprezza un mix innovativo di tattica e ritmo, il gioco offre un’esperienza unica e gratificante. Con la sua pixel art suggestiva, una colonna sonora coinvolgente e un gameplay che premia precisione e strategia, Keylocker merita l'attenzione di chi bazzica nel genere, soprattutto visto il suo prezzo budget. ilfalasca

8
von 10
2024-10-18T13:08:09+02:00

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