Reynatis è l’ultima attesissima fatica di FuRyu, il piccolo sviluppatore giapponese che, un po’ come Icaro, insiste nel suo tentativo di avvicinarsi al sole, titolo dopo titolo. C’è finalmente riuscito, o anche stavolta l’ambizione è stata così forte da crollare miseramente a terra? Reynatis è ora disponibile per PlayStation 4 e 5, Nintendo Switch e Windows PC tramite Steam.
Provato su PlayStation 5
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Shibuya, ma nel futuro
In un incredibile colpo di genio per un JRPG ambientato nel mondo moderno, Reynatis si svolte in una versione futuristica di Shibuya, Si tratta di un action-RPG che ci porta in un mondo in cui la magia è temuta e regolamentata da un governo che potremmo definire, come dire…fascista? Il gioco sviluppato da FuRyu e Natsume Atari segue le vicende di due protagonisti, Marin Kirizumi, un mago ribelle, e Sari Nishijima, un ex agente della polizia che ora lavora per l’Agenzia di Controllo della Magia (M.E.A.), ponendo i giocatori di fronte a un conflitto tra libertà e controllo.

Il fulcro dell’intera vicenda ruota attorno al noto quartiere di Tokyo, nel quale la tecnologia e la magia coesistono in un fragile equilibrio. La trama si dipana attraverso due personaggi principali: Marin, che cerca di liberare i maghi dalle catene imposte dalla società, e Sari, che invece crede fermamente nel mantenimento dell’ordine. Questo scontro di ideali è alla base di un plot che, pur partendo da ottime premesse, non riesce sempre a mantenere alta la tensione emotiva o a gestire al meglio il suo potenziale narrativo. La mano di Kazushige Nojima, sceneggiatore di un gran numero di titoli Square Soft e Enix è palpabile lunga tutta l’esperienza, ma il gusto è talvolta esacerbato da scambi tra o sviluppi di personaggi che tendono a poggiarsi troppo su trope triti della cultura pop giapponese, risultando più bidimensionali di quanto farebbero altrimenti.
Dinamismo e strategia
Il sistema di combattimento di Reynatis è uno degli aspetti più interessanti e accattivanti del gioco. Il giocatore deve costantemente passare tra due modalità: Modalità Suppression, che permette di accumulare energia magica evitando attacchi e mantenendo un profilo basso, e Modalità Liberation, dove i poteri magici di Marin vengono scatenati per passare all’offensiva, con attacchi devastanti, ma al prezzo di diventare più vulnerabili. In modalità suppression si è incapaci di attaccare, ma il gioco ferma automaticamente il tempo per istanti prima dell’impatto con un attacco nemico, dando al giocatore la possibilità di schivare. Se si elude l’attacco con successo, si ricarica una sostanziale quantità di MP che permette di passare nuovamente all’attacco. Se la barra MP è totalmente carica, questo può causare un breve stun al gruppo nemico. Questa dualità tra furtività e potenza esplosiva rende il combattimento dinamico e strategico, soprattutto nei combattimenti contro i boss, che richiedono una gestione attenta delle risorse e dei tempi. Tuttavia, nonostante questo sistema interessante, il gioco tende a diventare ripetitivo a lungo andare.
Un altro elemento chiave è l’app IWD (Illegal Wizardry Dispatch), attraverso la quale i giocatori possono accettare missioni secondarie per contrastare l’uso illecito della magia in città. Questo sistema offre qualche variazione al gameplay, ma le missioni stesse non risultano particolarmente memorabili o incisive, pur dando un certo sapore extra all’universo di gioco. Il comparto sonoro supporta adeguatamente l’azione, con una colonna sonora che si adatta sia alle fasi di esplorazione che a quelle più concitate del combattimento. Tuttavia, la musica tende a diventare ripetitiva, soprattutto durante le sezioni più lunghe, e il doppiaggio, pur buono, non sempre riesce a trasmettere l’intensità delle scene più drammatiche, nonostante l’ottimo lavoro dalle mani di Yoko Shimomura.

A onor del vero, Reynatis ha il coraggio di prendersi anche un filo troppo sul serio, mescolando alcuni elementi narrativi con il gameplay. In questa Shibuya, vestirsi come un extra di The World Ends with You è certamente parte dello stile giovanile, ma inciampa nella questione che, coprirsi il capo in qualsiasi modo, non permette agli altri di rilevare i propri poteri magici. Attivare i poteri magici, non solo permette, ovviamente, di lottare, ma anche di vedere e percepire cose nell’area di gioco, come oggetti segreti. Tuttavia, per buona parte del gioco, al giocatore non è permesso usare i poteri magici in pubblico, pena essere scoperti dai passanti che, postando immediatamente l’evento sui social, causano l’arrivo delle guardie e un combattimento pressoché impossibile contro di loro. Certo, basta uscire dall’area per azzerare questo contatore, ma viene da chiedersi se non ci fosse un modo più fluido di implementare questa idea.
A chi lo consigliamo?
Reynatis: Reynatis ha tutte le carte in regola per essere un titolo di punta nel genere degli action-RPG: un’ambientazione affascinante, un sistema di combattimento originale e una trama ricca di spunti interessanti. Tuttavia, la ripetitività del gameplay e una narrazione che non riesce a sfruttare appieno il suo potenziale impediscono al gioco di brillare come potrebbe. Chi è alla ricerca di un RPG d'azione con un forte stile visivo e un sistema di combattimento non banale troverà comunque soddisfazione in Reynatis, ma è difficile ignorare le sue mancanze. – ilfalasca




