Recensione Minds Beneath Us: lotta personale tra individualismo e altruismo

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Minds Beneath Us è il titolo realizzato dalla software house di Taiwan BearBone Studio, in uscita oggi su PC tramite Steam. Ci troviamo di fronte a una visual novel sci-fi finemente curata, ricca di dialoghi e con un certo grado di interattività e scelte che mettono a dura prova la bussola morale del giocatore.

Provato su PC


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Minds Beneath Us si presenta immediatamente come un prodotto in grado di mettere a dura prova i giocatori più impazienti. Inizia infatti in medias res, presentando subito delle scelte morali che possono mandare in crisi. Ben poco viene spiegato nella fase iniziale dove ci si ritrova apparentemente imprigionati all’interno di una camera d’ospedale. L’ambiente funge chiaramente da tutorial per il movimento e l’investigazione, tramite il quale il giocatore prendere familiarità con i comandi, dopodiché si viene lanciati nel corpo e nella mente del protagonista Jason Dai.

Un uomo dall’apparente vita tranquilla in un appartamento situato nella gigantesca metropoli futuristica che è Wanpei. La quiete viene subito disturbata da un vicino che, trasferendosi, fa un po’ troppo rumore. Il giovane Jason però non può lasciarsi distrarre da questo intoppo, ha infatti un importante colloquio presso la stessa compagnia in cui lavora la sua fidanzata Frances Cheng: la multinazionale Vision.

Il fatto è che Jason è sempre stato un forte individualista, qualsiasi decisione abbia mai preso è sempre stata legata al suo personale benessere o quello delle persone a lui immediatamente vicine. Non un egoista, ma non per questo un sognatore altruista. La sua vita viene quindi stravolta quando si ritrova emarginato all’interno del suo corpo. È qualcun’altro a prendere le decisioni, ora, e lui non può far altro che stare a guardare.

La trama di Minds Beneath Us è come una gigantesca matrioska che si apre pian piano con lo svilupparsi degli eventi, come qualsiasi visual novel magistrale dovrebbe fare. Tutto ciò che avviene nel gioco ha delle conseguenze, così come le proprie scelte che possono alterare il destino di Jason. Sebbene la storia abbia dei binari che segue in maniera abbastanza controllata, ci sono delle decisioni importanti in momenti cruciali che alterano il corso degli eventi e, soprattutto quelle finali, possono cambiare l’epilogo dei personaggi.

Minds Beneath Us mette alla prova la propria bussola morale, costringendo, spesso, a digerire delle verità scomode. Riesce a stimolare una risposta emotiva nel giocatore quando serve, spingendolo a trovare una propria strada, che sia idealistica o meno.

Talvolta è molto presente il filtro del “mindset asiatico”, soprattutto quando la storia non affronta macro-eventi legati al mondo di gioco ma quando si concentra sulle situazioni personali dei personaggi che la popolano. A questi sono applicati dei sistemi valoriali non necessariamente vicini a quelli del mondo occidentale e che quindi alcuni potrebbero faticare a comprendere o giustificare. Al di là di questi, però, la storia regge molto bene per tutta la durata dell’avventura, che richiederà circa 12 ore per essere portata a termine e che si snoda lungo cinque capitoli principali.

Gran parte del gioco è ambientato in una delle Flop Farms della Vision, luoghi in cui viene generata energia elettrica. Questa è poi utilizzata dalle intelligenze artificiali che gestiscono ogni aspetto della vita degli abitanti di Wanpei, come per esempio il traffico cittadino. Jason dovrà familiarizzare con il luogo, stringere amicizie e cercare di ottenere il posto di lavoro per non essere un peso per la propria compagnia di vita, già strutturata e in alto alla catena alimentare della Vision.

Pertanto, le prime ore di gioco potrebbero non essere direttamente indicative dell’esperienza globale, cosa che in realtà cambia rapidamente, infittendo il mistero e spingendo a voler sapere di più su ciò che sta accadendo. A tenere insieme il tutto c’è una splendida soundtrack composta da Kevin Colombin, con tanta piacevole synthwave. Una scelta più che centrata per l’esperienza, ma non dimentichiamo anche le animazioni disegnate a mano che restituiscono una visione quasi cinematografica.

Sebbene si tratti principalmente di una visual novel, quindi con poco più che movimento e scelte da compiere in momenti specifici, ci sono anche delle sezioni QTE. Per chi non lo sapesse, si tratta dell’acronimo dei classicissimi quick time event. Queste sono poche e disseminate nel corso dei capitoli, non eccessivamente complicate e nella maggior parte dei casi anche ripetitive e semplici da memorizzare. La loro presenza o assenza, purtroppo, non aggiunge molto all’esperienza e si tratta dell’unico punto che, tutto sommato, poteva essere escluso dal progetto.

Le location da visitare non sono tantissime, sarebbe stato fantastico poter vedere qualche altro scenario di Wanpei. Soprattutto perché quel poco che è possibile vedere della città è davvero ben reso e piacevole. Ad ogni modo, trattandosi del primo gioco di BearBone Studio, non posso far altro che lodare la direzione davvero curata e priva di grosse sbavature. L’ispirazione a grandi capolavori cyberpunk è praticamente ovunque. Possiamo vedere la città ricca di neon e verticalità di Akira così come le grandi corporazioni senza scrupoli di Ghost in the Shell e Blade Runner. Non ne abbiamo mai abbastanza del setting e dopo giochi come Cloudpunk e Nobody Wants to Die, siamo felici di aver trovato un altro prodotto davvero imperdibile per gli appassionati.

Minds Beneath Us: Chi cerca un’avventura dal gusto cyperbunk, con una narrazione intrigante, strutturata e lunga, con dilemmi morali da affrontare, allora può andare sul sicuro con Minds Beneath Us. Vi terrà incollati allo schermo fino alla conclusione. 7gatsu

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von 10
2024-07-30T10:00:00+02:00

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