Road 96, di Digixart, è un’esperienza dalla forte impronta narrativa, disponibile su PC tramite la piattaforma Steam e su Nintendo Switch.

Provato su PC


Un viaggio e la sua meta

Dei ragazzi in viaggio verso una sofferta libertà, oltre il confine, lontano da tutto ciò che conoscono, fuggire da un governo autocratico sperando in un futuro migliore. Saremo noi i fautori del destino di questi adolescenti dal volto anonimo. La premessa di Road 96 è semplice. Un itinerario sempre differente, proceduralmente generato, che permetterà al giocatore di fare esperienze sempre differenti, in nuovi contesti e incontrando nuovi personaggi.

Il 1996 è un anno importante per la fittizia nazione di Petria, è anno di elezioni, che potrebbero dare un importante svolta a un paese chiuso e protezionista come quello immaginato da Digixart (già autori di Valiant Hearts) e da anni governato da un singolo uomo forte. È anche il decimo anniversario della più grande strage mai avvenuta entro i confini di Petria, quando un gruppo di terroristi della “Brigate Nere” ha fatto detonare una massiccia quantità di esplosivi, livellando una montagna e portando con se centinaia di vittime. Ma non tutto appare come sembra

Road 96 è un’esperienza che va goduta appieno, ogni dialogo va letto, ogni personaggio capito. Il gameplay è ridotto all’osso, ci si muove con WASD e si interagisce con oggetti e persone, ma non per questo il titolo Digixart non fa il suo lavoro, perché ogni azione ha una sua conseguenza tangibile sul mondo di gioco, e a ogni nuovo viaggio, qualcosa sarà differente, mutato dall’impatto che le scorse interazioni hanno avuto. Road 96 non termina con il raggiungimento del termine della strada: altri ragazzi, tutti provenienti dal fittizio paese di Petria, si mettono in viaggio ogni giorno e starà al giocatore scrivere la loro storia, rigiocarlo è un must.

road 96

È un titolo choice-driven, guidato dalle azioni che il giocatore intraprenderà e dalle scelte che effettuerà. Anche qualcosa di innocente come imbrattare un manifesto elettorale potrà avere conseguenze inaspettate per il giocatore. I personaggi che incontreremo durante il nostro lungo viaggio verso il confine sono differenti e ben caratterizzati. Ognuno ha i suoi obiettivi e le sue visioni, che potranno essere influenzate dialogando con loro. Ogni incontro sarà differente dal primo: non si ripeteranno due eventi così come non lo faranno i dialoghi, pur essendo il cast composto da non più di un manipolo di personaggi. È la voglia di scoprire cosa riserva la prossima curva uno dei punti forti del titolo Digixart, la volontà di veder terminare il viaggio, di provare a cambiare qualcosa in un sistema corrotto, di aiutare il prossimo.

Road 96 ha brevi sezioni di gameplay nelle quali non saremo chiamati solo a spingerci in avanti, ma a partecipare in maniera più attiva a quanto accade attorno ai protagonisti. Sono eventi speciali che, congiuntamente al tipo di narrazione utilizzato, danno un taglio netto e movimentano l’azione, e servono a enfatizzare momenti clou nella storia del protagonista e dei personaggi intorno a lui.  

Libro interattivo

L’opera Digixart è impostata come una serie tv o un gigantesco libro interattivo: ogni ragazzo ha un passato diverso, avrà a che fare con personaggi differenti ed esperienze variabili, alcune più intense, altre meno, ma che daranno la possibilità al giocatore di effettuare scelte differenti per tutti i sette adolescenti protagonisti. A metà tra il romanzo di formazione e il thriller, Road 96 impone il suo ritmo. Certo è possibile scegliere la strada più breve verso il picco, tirare dritto per dritto e giungere a destinazione, ma sarebbe come leggere un libro saltando due righe per ogni letta, verrebbero saltati momenti clou della narrazione che renderebbero l’esperienza confusionaria e tutt’altro che divertente. Un titolo leggero e divertente, che non teme di giocare con la tensione e con temi delicati come la separazione, la perdita e l’elaborazione del lutto, la vendetta e l’amore. E la capacità di mescolare egregiamente situazioni in superficie spensierate con momenti più seri è uno dei punti di forza di questo titolo.

Ad accompagnare il nostro peregrinare è una colonna sonora che ben si sposa con i temi presentati e con lo scopo del titolo. Elettronica e chill, con artisti come Volkor X e The Toxic Avenger, preminenti nel panorama synthwave, con note nostalgiche che richiamano la fine degli anni ’80 e inizio ’90, come un martellante ricordo di cose ormai scomparse, incessante nel suo legarsi al tema del viaggio e del raggiungimento dell’agognata meta. E la colonna sonora è poi presente come collectible all’interno del gioco, fattore che ne aumenta la rigiocabilità: nel primo playthrough, infatti, sarà impossibile trovare tutte le cassette, scelte e percorsi diversi saranno necessari per ottenerle tutte, per la gioia di tutti i perfezionisti là fuori.

Road 96 è un racconto nostalgico ambientato in un immaginario paese corrotto fino al midollo. È la storia di sette ragazzi in cerca di un futuro migliore, che compiono un viaggio verso l’ignoto con solo la speranza di una vita più libera e spensierata al di fuori da Petria. Un romanzo di formazione sotto forma videoludica, un viaggio indietro nel tempo ad un’età più spensierata come quella adolescenziale che però non ha timore a porre il giocatore davanti a scelte significative e tematiche mature.

A chi consigliamo Road 96?

Road 96 è un’esperienza lenta che va vissuta e rigiocata per poter apprezzare ogni sua singola sfaccettatura, consigliamo di goderlo a piccole sessioni di 40 minuti, massimo un’ora; il tempo necessario per portare a termine il viaggio di un singolo personaggio. Se cercate un titolo dove le scelte impongono cambiamenti tangibili sul mondo di gioco, se cercate un racconto che in qualche modo vi riporterà indietro alla vostra adolescenza, Road 96 fa sicuramente per voi.

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