Il fascino dei giochi surival\crafting sta nel dover esplorare luoghi nefasti e procurarsi i giusti materiali per costruire oggetti sempre più utili e potenti, in modo da poter far fronte a nuovi luoghi nefasti, procurarsi nuovi giusti materiali e costruire nuovi oggetti sempre più nuovi e potenti, in modo da poter far fronte a nuovi luoghi ancora più nefasti, procurarsi nuovi materiali ancora più giusti, e costruire nuovi oggetti sempre più nuovi e ancora più potenti.

Provato su PC

Per la barba di Odino!

Ci siete no? Bè ecco, se non vi piace questo stile di gioco, a questo punto non starete più leggendo e io sto praticamente scrivendo per l’anima della fava. Se invece amate o siete anche solo incuriositi da questo particolare genere, potreste aver già sentito parlare della nuova ‘indie sensation’: Valheim. Il gioco a cura di Iron Gate AB sotto l’ala protettiva dei Coffee Stain Publishing, già conosciuta per la pubblicazione dell’ottimo Deep Rock Galactic, vi mette nei panni di un lurido vichingo, o vichingro o fichinko a seconda di quanto scandinavi volete sembrare. Il vostro barbuto alter-ego dovrà farsi strada attraverso il Valheim, una sorta di purgatorio nel quale dovrà mostrare le sue abilità di guerriero per poter sconfiggere delle gigantesche Divinità e avere finalmente accesso al Valhalla dove ci si potrà ubriacare, combattere e ascoltare dischi degli Amon Amarth per l’eternità.

Sopravvivere nel Valheim non sarà una passeggiata: questo mondo all’apparenza idilliaco in realtà è pieno di mostri vogliosi di scotennare il primo scemo che capita a tiro. Dovrete ricorrere alla vostra arguzia, al crafting selvaggio di oggetti sempre più potenti e a delle sane mazzate vecchia scuola. Il gioco è stato concepito per il multigiocatore fino a dieci persone, ma potrete comunque affrontare il periglioso Valheim anche da soli.
Vi anticipo che il titolo in single player non si esprime al massimo del suo potenziale. Senza però necessariamente creare gruppi da dieci persone, ci si può godere al meglio Valheim anche in due o in tre giocatori.

Prima di cominciare la partita dovrete creare il vostro personaggio tramite un semplice editor, poi verrà creato un seed, ovvero un mondo generato proceduralmente dove potrete invitare gli altri giocatori ,oppure magari entrare con il vostro personaggio in quello dei vostri amici. La mappa del gioco è enorme, divisa in diversi biomi di difficoltà crescente, ma ogni nuovo seed partirà dai Meadows, un luogo pianeggiante pieno di boschi e foreste dove sarà possibile imparare le basi del gioco e affrontare il primo boss.

La presentazione grafica di Valheim è molto piacevole, con uno stile low-poly che ricorda la PSX, ma ovviamente condito con elementi tecnici moderni che lo rendono spettacolare. Per alcuni versi il gioco ricorda vagamente The Legend of Zelda: Breath of the Wild, con quell’atmosfera pacifica e a tratti rilassante.
L’esplorazione del mondo vi riempirà di quella sensazione di avventura, e sebbene la grafica sia molto minimale, avvistare un troll tra gli alberi o magari scorgere una torre in lontananza fa sempre un certo effetto, così come vedere gli occhietti luccicanti dei mostri nel cuore della notte. Attraverso il mondo di gioco troverete anche delle rune che vi forniranno un po’ di lore testuale.

Per lo scroto di Loki!

All’inizio, come ogni gioco crafting\survival, Valheim è abbastanza dispersivo, infatti male non fa seguire qualche tutorial o magari farsi aiutare da qualche giocatore più esperto. Nel mio caso ci ha pensato il buon Littlemad, esilarante streamer italiano trapiantato in Spagna perché amante della paella, del quale vi invitiamo a dare un’occhiata al suo canale Twitch. Le vaste aree di gioco e la quantità di materiali da raccogliere possono mettere in crisi chi non ha proprio dimestichezza con il genere, per questo sebbene il titolo stia riscuotendo un grande (e in parte meritato) successo, se siete dei neofiti mettetevi in testa che non sarà affatto immediato.

Se però i vostri amici deridono il vostro amore per il crafting e preferiscono sforacchiarsi il sedere a Call of Duty: Warzone, la vostra unica possibilità sarà seguire il tutorial in-game, fornitovi da un corvaccio che apparirà nelle sezioni iniziali del gioco, dandovi delle dritte testuali su come cominciare a costruire la prima base.
La costruzione della base in Valheim è fondamentale, in quanto vi permette di cucinare e craftare tutto l’equipaggiamento necessario per affrontare il vostro viaggio, così come creare un letto che fungerà anche da punto di rinascita nel caso schiattate.

Chiaro che per poter raccogliere i materiali dovrete affrontare i classici ‘chores’, croce e delizia di ogni gioco del genere. Preparatevi quindi a spaccare un sacco di legname dagli alberi (stando molto attenti a quando cadono), raccogliere pietre ed estrarre minerali.

Dovrete anche cacciare la selvaggina per la pelle di animale e in alcuni casi uccidere determinati mostri che vi permetteranno di creare armature più resistenti. Nulla in Valheim vi sarà regalato, dovrete pianificare le vostre mosse e avere un’accurata gestione sia dell’inventario sia delle varie casse dove potrete tenere gli oggetti che non usate.

Allo stesso modo è imperativo costruire attentamente la vostra base, specialmente dopo aver superato il primo bioma, in quanto i nemici diventeranno più agguerriti e potranno attaccare la vostra casa vichinga spaccando tutti vostri utensili e tavoli da lavoro.

E qui arriviamo alla domanda: ma Valheim è un gioco valido anche in singolo?
Si e no, dipende molto da quanto amate il grinding e dalla vostra volontà di affrontare i nuovi boss o scoprire i biomi. Il gioco mostra la sua vera natura multigiocatore quando dovrete craftare oggetti più potenti o creare basi più complesse.
Fino al primo boss Valheim scorre come un fiume, ma una volta sconfitto e sbloccata la possibilità di creare oggetti di bronzo vi toccherà darvi al grinding molesto.

Per ottenere le placche di bronzo dovrete affrontare un processo di creazione diviso in diversi step, un ‘lavoro’ che può risultare davvero troppo lento da fare in singolo, a meno che non vogliate perdere veramente ore solo per craftare una spada. La gestione dell’inventario è un incubo: ci sono così tanti oggetti da raccogliere e che vanno a riempire le vostre tasche che spesso si fa fatica a tenere tutto in ordine. Non c’è neanche un tasto per sistemarli automaticamente, quindi ogni volta che arrivate a pieno carico dovrete fare un meticoloso lavoro di selezione.

Questo perché una volta raggiunto il limite di peso il vostro personaggio smetterà di muoversi, obbligandovi a scaricare un po’ di roba pesante… e la roba più pesante sono solitamente i materiali più importanti per il crafting come legna, pietre e minerali.

Molto importante anche la gestione la mappa, nella quale dovrete segnare i luoghi d’interesse manualmente, soluzione sicuramente affascinante e in linea con la filosofia del gioco, ma che ai più distratti come il sottoscritto potrebbe dare qualche problemino di orientamento.

Per il moncherino di Tyr!


Sebbene in molti lo definiscano un RPG, la componente ruolistica di Valheim si limita alla progressione del personaggio e alla gestione dell’equipaggiamento. Le abilità del vostro pixelloso vikingo aumenteranno semplicemente eseguendo a ripetizione determinate azioni. Piccolo esempio: volete diventare dei nuotatori provetti? Bene, dovrete passare molto tempo in acqua. Volete fare più danni con le asce? Armatevi e andate a sfondare crani! Ogni azione ripetuta aumentera il suo rispettivo livello, così diventerete più veloci ed efficienti nel tagliare la legna e nell’estrarre i minerali, così come nell’usare determinate armi, ognuna delle quali si rivelerà efficace contro determinati mostri. Il personaggio riterrà le sue skill e l’equipaggiamento anche quando entrate nei seed degli altri giocatori o se ne create uno completamente nuovo.

Il sistema di combattimento di Valheim è basilare, ma funzionale. Potrete colpire, parare e schivare, consumando la barra della stamina. C’è anche un ‘parry’ di stampo soulslike che vi permette di sbilanciare i mostri e di assestare colpi più potenti. Le zone della mappa sono diverse anche per la loro pericolosità: nella zona iniziale avrete vita facile, ma basterà entrare in una delle Foreste Nere per farvi assalire da orde di Greydwarf e venire inseguiti da giganteschi Troll. L’arco è fondamentale, in quanto vi consente di abbattere la selvaggina e tenere a distanza i nemici più pericolosi.

Troverete anche dei claustrofobici Dungeon popolati da scheletri, nei quali dovrete necessariamente entrare per raccogliere preziose risorse. La notte i mostri si faranno più numerosi e pericolosi, quindi per la raccolta dei materiali è sempre consigliabile girare con la luce del sole. A rendere il tutto gradevole ci pensa l’ottimo sistema di controllo (potrete usare mouse+tastiera o joypad) e una buona fluidità generale. Chiaro che il combat system non è il fiore all’occhiello del titolo, ma non risulta neanche così spiacevole e nelle situazioni più concitate può dare buone soddisfazioni, specialmente contro i boss. Come per le altre caratteristiche del gioco, anche i combattimenti diventano più emozionanti e coinvolgenti nel multiplayer, d’altronde fa sempre effetto vedere altri vichinghi attaccare in massa un gigantesco troll o lanciarsi contro un gruppo di mostri nelle foreste.

I boss di Valheim sono parecchio tosti, quindi dovrete sempre avere l’equipaggiamento migliore possibile per poterli sconfiggere. Una volta distrutto un boss otterrete un trofeo e dei materiali speciali. Il trofeo andrà posto sull’apposita pietra in un circolo magico che troverete subito all’inizio della partita. In questo modo non solo avanzerete nel gioco con sbloccando nuove opzioni di crafting, ma otterrete anche il potere speciale del boss in questione.

L’inclusione dei boss nel gioco è una bella trovata che dà al giocatore (o ai giocatori) una motivazione per continuare a esplorare, raccogliere materiali e craftare. Probabilmente è il punto di forza principale di Valheim che lo rende unico nel suo genere. Prepararsi con i propri alleati prima dello scontro con un boss, così come dividersi i vari compiti durante il combattimento è entusiasmante, così come trionfare e tornare tutti insieme nella Sala dell’Idromele al fine di sfasciarvi di birra virtuale per celebrare la vittoria.

L’unico neo è che per poter affrontare un boss sarà necessario sacrificare un oggetto particolare al suo altare, cosa che vi obbliga a fare altro grinding, cercando il giusto mostro o creatura da uccidere e sperando che droppi l’oggetto giusto. Insomma, una meccanica che può essere decisamente alleggerita e che ritengo sia piuttosto superflua ai fini della fluidità del gioco.

Attenzione però a non fare troppo gli smargiassi, perché se morirete lascerete una tomba con tutti i vostri oggetti e verrete riportati al letto che avete impostato come punto di rinascita. Potrete riprendere tutto solo tornando alla tomba, quindi è consigliabile tenere armature e armi di riserva, depositate in qualche cassa (che ovviamente dovrete craftare).

Il sistema di respawn vi costringe a costruire più di una base, specialmente se quella principale si trova molto lontano dalla zona dove desiderate andare. Conviene avere una base principale e costruirne varie secondarie in punti strategici della mappa, in modo da avere sempre un workshop e un spawn point a portata di mano.

A chi consigliamo Valheim in Early Access?

In conclusione, devo dire di aver trovato Valheim molto affascinante, un gioco con un gran potenziale, ma che non mi sento di consigliarvi a meno che non abbiate un buon gruppo di persone con le quali giocare. Diciamo che per godersi l’esperienza sarebbe meglio essere almeno in quattro giocatori, cosicché ognuno potrà occuparsi della raccolta di un materiale e velocizzare il processo di crafting.

In multiplayer il gioco splende e può regalarvi ore e ore di divertimento, specialmente se amate il base building e l’organizzazione delle risorse. Con una buona squadra potrete erigere enormi castelli, villaggi vichinghi e tanto altro. Personalmente sono riuscito a costruire solo un’orrida catapecchia, ma le mie abilità organizzative sono pari a quelle di un capibara, quindi non prendetemi in considerazione.

Se siete incuriositi e non temete i tempi dilatati tipici dei giochi crafting\survival dovete solo radunare un po’ di amici sul vostro seed, mettere di sottofondo i Wardruna e poi avrete tutto ciò che vi serve per una grande avventura vikinga.

Se invece cercate una buona esperienza in single player in stile Subnautica o The Long Dark, direi che è preferibile aspettare qualche aggiornamento che renda il tutto un filo più fluido anche per voi vikinghi solitari… sempre che questo sia nelle intenzioni dei programmatori.

Esplorazione avvincenteA tratti tedioso
Grafica low-poly piacevoleAncora non adatto al single player
Ampie possibilità di crafting
I boss danno uno scopo al gioco

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