Front Mission 2 Remake: RNG che ti tedia

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Se siete tra i nostri pochi e cenciosi seguaci, probabilmente avrete capito che ci piacciono i robottoni. Siamo tra quegli adulti cresciuti con un sogno del futuro, con gli hoverboard di Marty McFly, i replicanti e le invasioni aliene, prontamente combattute da gigantesche macchine umanoidi. Per questo riteniamo che Armored Core 6 sia miglior gioco di FromSoftware e abbiamo già venduto l’anima al Demonio come Indika, affinché From Software faccia anche il 7, l’8 il 9, il 10 e così via. Ma le nostre anime valgono poco, quindi l’attesa probabilmente non verrà mai ripagata.

Pertanto dobbiamo cercare altri titoli robottosi capaci di saziare la nostra fame di combattimenti tra giganti meccanici. Qui entra in gioco questo remake di Front Mission 2 pubblicato da Forever Entertainment. A differenza del primo episodio, l’originale Front Mission 2 sviluppato da G-Craft uscì solo in Giappone per la cara vecchia PSX durante l’era mesozoica, quindi intorno al 1997.

Di conseguenza, per l’epoca il titolo fu graficamente un salto dai sempre graditi pixel 16-bit del Super Nintendo, alla grafica 3D poligonale. Ecco quindi che Storm Trident, la software house dietro il remake, si trova a portare Front Mission 2 agli occidentali, disponibile su già ora su PC e Nintendo Switch. Gli Storm Trident si sono riusciti a redimere dopo il deludente remake del primo? Scopritelo nella nostra sferragliante recensione, oppure scrollate fino in fondo per vedere subito il voto e placare l’ansia.

Provato su Nintendo Switch

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Front Mission 2 Remake si ambienta ad Alordesh, un membro della OCU, 12 anni dopo il primo Front Mission. La storia vede un gruppo di piloti dell’OCU, Ash Faruk, Thomas Nordland e Lisa Stanley dover fuggire dalle forze ribelli dell’Alordesh che stanno lottando per la propria indipendenza.

Come nel primo titolo, anche in Front Mission 2 Remake i robottoni sono solo degli strumenti di guerra, mentre tra il bene e il male esiste una sottile linea facile da oltrepassare. E sebbene i personaggi siano stereotipati, nelle cutscene il gioco spiega molto bene qual è la situazione geopolitca e riesce a narrare una storia avvincente, ambientata in un futuro prossimo interessante che strizza l’occhio alle opere di George Alec Effinger.

A livello di gameplay, ci troviamo di fronte a uno strategico a turni che appartiene alla vecchia scuola giapponese. Ergo, il gioco è diviso in scenari dove sarà necessario portare a termine un obiettivo specifico, come distruggere tutte le truppe nemiche oppure difendere una particolare unità. Tra uno scenario e l’altro sarà possibile personalizzare i propri robottoni, comprare oggetti o potenziare i piloti attraverso un sistema di abilità chiamato Links, una novità rispetto al primo episodio della saga.

Non manca la possibilità di partecipare ai combattimenti dell’arena, in modo da ottenere punti esperienza e fondi aggiuntivi che potranno servire per affrontare le missioni più ostiche. Senza girarci troppo intorno, il remake di Front Mission 2 si rivela pigro come quello del primo capitolo della saga. Ci troviamo di fronte a un gioco con una presentazione grafica deludente, caratterizzata da animazioni spiacevoli da vedere e un design poco ispirato che nel tentativo di rimanere fedele all’originale, risulta poco incisivo.

Anche la parte sonora è rimasta quasi invariata, non so se per mancanza di tempo o per creare un effetto nostalgia nei fan dell’originale. I dialoghi non sono stati doppiati e sono rimasti solo testuali, quando invece sarebbe stata una gradita aggiunta. Ma va bene, la parte tecnica di un titolo è solo uno degli ingredienti e forse neanche il più importante, specialmente se il gameplay funziona bene.

Il problema è che anche sul fronte della giocabilità, Storm Trident non ha fatto assolutamente niente per svecchiare il gioco originale di G-Craft che ormai ha quasi due decadi sul groppone. Front Mission 2 è uno strategico a turni della vecchia scuola giapponese, dove sarà necessario muovere le proprie unità e attaccare i nemici, portando a termine gli obiettivi degli scenari.

Tra uno scenario e l’altro, sarà possibile personalizzare i mech del proprio party con nuove armi e componenti. Tuttavia, il remake di Front Mission 2 resta ancorato al sistema RNG dell’originale, con le armi che fanno un danno minimo e con la totale casualità che regna sovrana.

In combattimento i mech avranno una barra della vitalità per ciascuno dei loro arti, quindi per il torso, le braccia e le gambe. Distruggendo le braccia si impedirà ai mech di attaccare, mentre togliendo di mezzo le gambe li si renderà immobili.

Il primo problema è che non è possibile mirare i propri colpi, che verranno quindi decisi a caso, il secondo problema è che per eliminare un mech avversario è necessario portare a 0 la barra della vitalità del torso. Quindi, dovete pregare tutti gli Dei che i vostri missili, attacchi ravvicinati e colpi di mitragliatrice impattino sul corpo dei mech nemici e non sugli arti.

Questo si traduce in battaglie infinite e pedanti, dove anche per eliminare i primo mech nemico del tutorial ci vorranno almeno 8 turni. Anche utilizzando la meccanica del flanking, ovvero circondando il nemico da più lati con le vostre unità, ci vorrà comunque un’eternità per distruggerlo. Più avanti nel gioco, i suddetti Links rendono il tutto un minimo più fluido, ma vengono comunque ostacolate dal sistema RNG lasciato completamente al caso. A tutto questo si aggiunge un’interfaccia veramente minimale e dei controlli che con il pad, almeno su Switch, non risultano proprio fluidissimi.

Front Mission 2 Remake: Consigliato ai soli nostalgici del franchise. Il risultato è che veramente poche persone potranno riuscire a tollerare e completare questo remake di Front Mission 2. La sensazione è quella di un remake affrettato, poco curato e lasciato un po’ al caso, in un goffo tentativo di attirare i fan della serie, gli unici che probabilmente potranno godere del titolo. Tuttavia, dato che sono un pedante bastardo, riscrivo quanto affermato nella recensione del primo episodio: un remake dovrebbe rendere il prodotto originale più fruibile per il gaming moderno, in modo da poter attirare nuovi fan e riportare la serie alla superficie. Spero di sbagliarmi, ma questo Front Mission 2 Remake è probabilmente il chiodo sulla bara della serie che ahimè, rimarrà relegata alla nicchia. Alla luce di tutto questo, posso consigliare Front Mission 2 Remake solo agli appassionati della serie e degli JRPG che non hanno paura di affrontare la frustrazione e la lentezza estenuante di un gameplay rimasto ancorato a quasi vent’anni fa. Il prezzo di vendita assurdo di 34,99€ agisce da repellente anche per i semplici curiosi della domenica. heavysam

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von 10
2024-05-14T07:56:37+02:00

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