Summer in Mara è un progetto ambizioso ideato e portato avanti dal piccolo Team Chibig, sviluppato per Switch, PC, PS4 e Xbox One.

Provato su PC

+ Atmosfera allegra e spensierata– Modelli 3D al limite dell’accettabile
+ Colonna sonora ottima e in linea con il mondo di gioco– Animazioni macchinose e imprecise
+ Character design originale

Avventura ai tropici

Finanziato in crowd funding con un budget relativamente basso, il titolo racconta le avventure della piccola Koa, una ragazzina di undici anni, nelle isole che si stagliano nell’oceano di Mara. Unica umana in un mondo abitato dai qüido, creature umanoidi simili a molluschi, Koa è naufragata tempo prima su di un isolotto in cui è cresciuta con Yaya Haku, la sua nonna adottiva. Yaya è l’unica a conoscere il segreto dei guardiani di Mara e della grande porta che si trova sulla loro isola, e si prende cura della nipotina insegnandole a coltivare, cucinare, costruire oggetti e tante altre cose.

Sebbene le fosse vietato di imbarcarsi in mare aperto, la ragazzina si ritrova presto a viaggiare in lungo e largo per l’arcipelago di Mara quando incontra Napopo, una qüido con la testa a forma di conchiglia. Aiutare gli abitanti delle isole diverrà la nostra attività principale; il gioco è permeato dall’atmosfera magica di un mondo in cui l’aiuto, l’amicizia e il rispetto della natura sono valori imprescindibili.

Risulta quasi inutile parlare del sistema di gioco in un’opera simile, poiché l’infinita quantità di fetch quest alternate da sessioni di crafting: lo scopo principale del gioco sarà quello di esaudire le richieste degli abitanti dell’arcipelago, grazie alle nostre abilità culinarie o alle nostre doti artigianali; il tutto utilizzando i materiali da noi raccolti o usando i prodotti del nostro orto. Quando non saremo occupati a prenderci cura della nostra isola natale (se così vogliamo chiamarla) salperemo in mare aperto alla scoperta di nuove isole.

Sin dai primi momenti di gioco si viene colpiti dagli incredibili colori, dalle illustrazioni dei personaggi e in generale dal comparto artistico; Chibig riesce a restituire in pieno l’atmosfera sognante e avventurosa di un’estate vista attraverso gli occhi innocenti e curiosi di una bambina. Nonostante i modelli siano di bassa qualità e le animazioni macchinose, l’impatto visivo è nel complesso molto più che gradevole, aiutato dalle bellissime illustrazioni e dalle tinte accese che donano all’opera un mood spensierato, oltre che dalle bellissime sequenze animate.

L’ispirazione al mondo dell’animazione giapponese, e in particolare dello Studio Ghibli, è evidente. Ciononostante Summer in Mara riesce a fare proprio lo stile e a regalare al giocatore un’ambientazione e dei personaggi unici e ben caratterizzati. La soundtrack purtroppo include solo una manciata di brani, ma la loro composizione è, oltre che tecnicamente eccellente, particolarmente azzeccata; la scelta degli strumenti curata nel dettaglio e le melodie nostalgiche ed emozionanti rendono la musica un pilastro portante per il titolo.

L’estate è bella perché finisce

Se da un lato ci troviamo davanti quindi un prodotto ben confezionato, dall’altro non è esente da problemi, primo fra tutti la ripetitività, nemica in grado di insidiare anche i più grandi titoli e che rischia di portare il giocatore alla noia; inoltre fanno capolino anche alcuni piccoli glitch che risultano fastidiosi non tanto per la loro presenza ma quanto per la semplicità con cui si sarebbero potuti evitare. Va anche detto però che il team è costantemente al lavoro per aggiornare il gioco e perfezionare il prodotto, appianando i piccoli difetti che spuntano qui e lì grazie anche ai feedback costanti dei giocatori, atteggiamento sicuramente lodevole e responsabile verso il loro pubblico.

Persino le lamentele sulla difficoltà del gioco e l’impossibilità di perdere, per quanto comprensibili, perdono di significato in un’opera simile: in Summer in Mara non si tratta di vincere, ma di dare un messaggio; in questo caso un’esperienza, una sensazione: risvegliare il ricordo di fantasie preadolescenziali, restituire il senso di meraviglia e di avventura che nasce dal conoscere ed esperire qualcosa che prima ci era ignoto.

We are not developing games, We are creating a universe”

Questo è il motto di Chibig, e non potrebbe essere più vero di così.
Summer in Mara è un gioco con un’anima, la cui profondità risiede nel messaggio implicito di comunione col prossimo e col mondo che ci circonda, di cui ci viene data la possibilità di fare esperienza. Nonostante le varie critiche che gli sono state mosse, questo gioco ha probabilmente molto da insegnare a tanti grandi titoli che, nel cercare di essere immensi e immensamente complessi, spesso perdono per strada quello spirito e quel cuore di cui invece quest’opera riesce in qualche modo a farsi forte.

A chi consigliamo Summer in Mara?

Summer in Mara non è certamente un gioco per tutti. L’impossibilità di perdere e l’assenza totale di sfida lo rendono un prodotto poco fruibile da chi è abituato a mettersi costantemente alla prova; tuttavia, se state cercando un prodotto dall’atmosfera magica e sognante con cui rilassarvi, il consiglio è quello di dare a questa piccola gemma la possibilità che merita, per trasportarvi per qualche ora in un mondo che saprà conquistare il vostro cuore.

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