Una piccola e breve premessa: per questa recensione non ci è stato fornito un codice dal publisher, ma noi da bravi appassionati l’abbiamo scritta lo stesso. Perché? Perché sono le tartarughe ninja e noi siamo vecchi nostalgici! Quando eravamo ancora dei piccoli stronzetti, l’appuntamento con i cartoni era un must. Tra i violenti e maturi cartoni giapponesi, c’erano anche quelli produzione statunitensi come He-Man, i Ghostbusters (quelli con Grunt il gorillone) e ovviamente le tartarughe ninja.

L’idea delle tartarughe ninja, negli anni ’90 era praticamente una vittoria assicurata. Insomma… grosse tartarughe mutanti che vivono nelle fogne, sono affamate di pizza e sono allieve di un ratto ninja antropomorfo.

Originate da un fumetto dai toni ben più maturi del cartoon, le tartarughe ninja conquistarono i cuori di tantissimi fanciulli e vuotarono le tasche di molti genitori dell’epoca. Perché sì, come molti cartoni animati americani, anche le tartarughe ninja erano una sorta di pubblicità per montagne di giocattoli. A parte quelli, all’epoca Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello regnavano supremi anche nel mondo dei videogame. Penso che tutti si ricordino del mitico cabinato TMNT dove era possibile giocare in 4 contemporaneamente, un beat’em up con una grafica incredibile (e che ancora regge!) che permetteva ai fan delle tartarughe di vestire i gusci dei loro beniamini e pestare il clan del piede, Rocksteady, Bebop e tutti gli altri scagnozzi di Krang e Shredder.

Dopo una serie di meno performanti giochi per NES, arriva un altro cabinato, ovvero quello di Turtles in Time, vero e proprio seguito del primo TMNT per sala giochi. Il gioco viene portato su Super Nintendo, spremendo al massimo tutti i 16 bit della console e diventando rapidamente uno dei titoli più amati del genere beat’em up. I possessori di Mega Drive si beccarono un gioco inedito, dalle tinte più scure tipiche della console SEGA, ma che col senno di poi sembra quasi una sorta di mod dell’originale.

Fast forward fino al 16 giugno 2022, data di uscita di TMNT: Shredder’s Revenge per console e PC, pubblicato da DOTEMU e sviluppato da Tribute Games. L’attesa per questo titolo era tanta, sono bastati due o tre trailer di gameplay con quella pixel grafica esplosiva per far battere i cuori degli appassionati. Finalmente le tartarughe sono tornate alle loro origini, in quella New York colorata degli anni ’90 e al loro look originale.

Vi anticipo subito che si tratta di un buon beat’em up, ma per certi versi lo stile è decisamente superiore alla sostanza, perché effettivamente dopo un lauto banchetto pixelloso, TMNT: Shredder’s Revenge non lascia molto al giocatore. Scoprite di più nella nostra recensione! Radical dude!

Provato su PC

switchPS4
single playercoop multiplayeronline play

Tartarughe ninja alla ricotta

Togliamoci subito il dente e il dolore: Shredder’s Revenge è un beat’em up divertente e spettacolare, ma con una profondità decisamente limitata. Per certi versi, si avvicina più a un party game che a un vero beat’em up, quelli dove occorre un minimo di strategia per poter superare gli scenari. Il titolo preme l’acceleratore sulla velocità dei movimenti e sul pestare quanti più nemici possibile, piuttosto che sulla tecnica metodica di titoli come il recente Streets of Rage 4.

So che è un po’ ingiusto paragonare questo titolo con SOTR 4, perché sebbene siano dello stesso genere, appartengono a due scuole diverse: Shredder’s Revenge viene dagli Arcade, dove la grafica spettacolare e il gioco frenetico erano l’attrattiva principale che invitava noi poveri scemi a ficcarci dentro quante più monetine possibili. Streets of Rage invece è nato su console, quindi doveva proporre qualcosa di più in termini di gameplay per tenere i giocatori incollati allo schermo e per convincerlo ad acquistare la cartuccia.

Le quattro tartarughe, affiancate da Splinter, April O’Neal e Casey Jones (sbloccabile una volta terminata la modalità Storia) differiscono davvero poco tra di loro, se non per potenza e velocità. I colpi e le tecniche speciali cambiano solo nelle animazioni ma per il resto non vi sono grandi differenze. La scelta del personaggio è una pura questione di preferenze estetiche o di simpatia, piuttosto che di gameplay. Bello avere 7 personaggi a disposizione, ma se poi nella sostanza sono tutti uguali, allora forse era meglio inserire solo le 4 tartarughe e differenziarle un minimo, giusto per garantire ai giocatori più esperti un minimo di profondità in più.

Fondamentalmente, tutti i personaggi avranno a disposizione un attacco combo normale, tre prese, diversi attacchi aerei, una schivata e due colpi in scivolata. Le tecniche speciali sono tre: quella da fermi, quella in salto e quella dopo la schivata. Per poterle usare è necessario caricare la barra speciale, picchiando i nemici oppure usando il taunt assegnato a un tasto. Il tutto è eseguibile facilmente, cosa che apre il gioco anche a chi non ha mai preso un joypad in mano, ma vuole comunque divertirsi in compagnia dei suoi beniamini.

Detto questo, il gameplay resta comunque estremamente piacevole: scazzottare i ninja del clan del piede e gli altri nemici, facendoli letteralmente volare dallo scenario è sempre esilarante. I comandi sono responsivi e l’azione è frenetica, cosa che rende davvero difficile mollare il pad una volta cominciato a giocare.

Uno dei punti di forza del titolo è la facilità con la quale è possibile trovare partite online e partecipare a sessioni da 2 giocatori fino a 6 contemporaneamente sullo schermo. Queste ultime, sono partite deliranti dove non si capirà assolutamente nulla, specialmente nella modalità Storia, in quanto si finirà sempre a usare il taunt per caricare al massimo la barra e spammare mosse speciali a volontà.

Immaginate questo, ma fatto da sei persone e capirete che queste partite sono praticamente inaffrontabili. Apprezzo vedere tutte le tartarughe sullo schermo, accompagnate da Splinter, April o Casey Jones, ma si tratta solo di un banale orpello stilistico che però in termini di gameplay non funziona.

Giovani Mutanti Ninja Tartarughe

Per quanto riguarda le modalità, TMNT: Shredder’s Revenge si divide in Storia e Arcade. Qui i programmatori hanno optato per delle scelte decisamente strane. Nella modalità storia sarà possibile passare da una missione all’altra, salvare o partecipare partite online, grazie a una mappa di New York con i livelli divisi in tappe.

Ogni personaggio in questa modalità, partirà dal livello 0 e si potrà potenziare combattendo e superando delle sfide differenti per ogni livello. Questo vuol dire che per sbloccare le tecniche speciali in volo o dopo la schivata, dovrete praticamente giocare solo con un personaggio per almeno una dozzina di livelli completi (dei 15 totali della campagna). Nell’economia di un beat’em up frenetico come questo, una scelta del genere non è proprio il massimo, perché obbliga il giocatore a ripetere la campagna o un singolo livello più volte per poter potenziare al massimo tutto il roster.

Nella modalità storia inoltre potrete trovare altri personaggi della serie che vi incaricheranno di trovare degli oggetti sparsi nei livelli. Il premio? Punti esperienza per il vostro personaggio. Forse sarebbe stato più carino dare come ricompensa qualche contenuto extra? Il tutto sembra un po’ buttato lì a caso, giusto per far vedere qualche bel personaggino in pixel grafica e fare contenti i fan.

Le cose risultano ancora più confuse, perché nella modalità Arcade i personaggi avranno già tutte le tecniche sbloccate. A differenza della modalità Storia però, in Arcade la vita sarà decisamente più dura perché ci saranno vite e continue limitate, inoltre la barra dell’energia dei personaggi e quella delle tecniche speciali non aumenterà di livello. Sulla carta, la modalità Arcade sembra quella più divertente, l’unico problema è che non si può salvare e riprendere a piacimento.

Perché? Insomma, se voglio una sfida seria senza passare dal tedioso potenziamento dei personaggi, devo davvero avere il tempo di giocare alla modalità Arcade tutta di fila, senza poter salvare i progressi? Un’idea alquanto bizzarra e sinceramente poco azzeccata.

Per quanto riguarda la difficoltà: sia la modalità storia, sia quella Arcade si possono affrontare su tre livelli diversi, con Gnarly a fare le veci di quello più tosto. Con Gnarly, specialmente in Arcade troverete veramente pane per i vostri denti, con nemici più aggressivi e boss fight più lunghe che spesso metteranno KO anche intere squadre da 6 giocatori. A proposito di nemici e boss fight, troviamo un cast particolarmente nutrito di soldati del clan del piede, robot e altri mutanti. Le boss fight sono ben disegnate e ognuna propone una sfida diversa: nella modalità Arcade sarà davvero necessario studiare bene i pattern, per poter avere la meglio, specialmente quando si affrontano partite da uno a tre giocatori.

Ti faccio un guscio così!

Su grafica e sonoro, TMNT: Shredder’s Revenge si è già aggiudicato una medaglia, sin dai primi trailer. I personaggi sono magnifici, con uno stile da cartoon davvero eccezionale. L’impatto dei colpi arriva e si sente, merito anche delle animazioni che, seppur di pochi frame, riescono a centrare l’obiettivo!

È un piacere vedere Raph prediligere il German Suplex alla proiezione classica, così come Michelangelo userà uno stile più folle rispetto agli altri fratelli. Splinter combina arti marziali, ninjutsu e morsi da ratto, mentre Casey Jones userà tutto l’arsenale di equipaggiamento sportivo. Una nota di demerito per come è stato trattato Donatello: ok per l’uso del bastone, ma dove sono tutti i suoi gadget?

Per quanto riguarda il level design, a livello grafico bisogna tirarsi giù il cappello, però in alcuni casi i livelli sono davvero troppo lineari. Ci sono delle belle sorprese e delle trovate interessanti, ma si sente la mancanza dei viaggi nel tempo di Turtles in Time… forse li vedremo in un DLC?

Un plauso alla musica del gioco, davvero spettacolare, sin dall’intro cantata dal mitico Mike Patton (se vi state chiedendo chi è, ascoltate i Faith No More, i Fantomas o i Mondo Cane) per finire con alcuni brani che sembrano davvero usciti da un cartone animato degli anni ’80, ’90.

A chi consigliamo TMNT: Shredder’s Revenge?

In conclusione, dopo questa lunga attesa, forse era lecito aspettarsi un tantino di più da Shredder’s Revenge. Sebbene sia un titolo divertente da giocare con gli amici e anche in solitaria, il tutto è pregno di operazione nostalgia, forse anche troppo. Modalità di gioco confuse, poca profondità nel gameplay, level design troppo lineare e personaggi simili tra di loro, sono tutte pugnalate al cuore di un gioco che invece poteva dare molto di più.

Nonostante questo, rimane un grande ritorno delle tartarughe nel mondo del gaming. Bisogna solo sperare che non sia un’operazione isolata, ma che si possa vedere un seguito, magari un filo più articolato a livello di gameplay.

Onestamente, penso che i fan di giochi come Streets of Rage 4 e l’ottimo, ma sottovalutato, Fight ‘n’ Rage rimarranno un po’ delusi da questo titolo. TMNT: Shredder’s Revenge pecca in profondità, mostrando i muscoli con la pixel art, ma afflosciandosi come un palestrato al termine della cura a base di steroidi. Ciò che rimane è un po’ un guscio vuoto, un bel guscio sicuramente, ma che dopo un po’ ci si stanca di guardare. Chiaramente, se cercate un party game per spaccarvi la sera con gli amici, allora TMNT: Shredder’s Revenge vi garantirà ore di divertimento. Buono anche il prezzo, così come il fatto che sia disponibile sul Game Pass.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.