Untitled Goose Game è l’ultimo titolo della casa di produzione House House, disponibile dallo scorso 20 settembre per Nintendo Switch e PC in esclusiva su Epic Games Store.

Provato su Nintendo Switch

ProContro
+ Scenette divertenti– Molto (troppo) breve
+ Puzzle ben pensati 

Starnazzando allegramente

Chi non ha mai sognato di essere un’oca rompicoglioni che starnazza fastidiosamente mentre lancia qualsiasi oggetto a portata di becco nel fiumiciattolo sotto casa? Se la risposta è nessuno, allora potete chiudere la pagina della recensione di Untitled Goose Game perché ciò che farete in questo gioco è esattamente ciò che ho precedentemente descritto.

Il titolo prende il via nel nido dell’oca in questione, con un piccolo tutorial che vi spiegherà le movenze principali. Nulla di troppo complesso, potrete infatti starnazzare, spiegare le ali, correre in modo goffo e, punto chiave del gameplay, raccogliere oggetti con il becco. Chi si stesse chiedendo che diavolo di gioco è uno in cui si impersona un’oca, la risposta è tanto immediata quanto scontata: puzzle game. Anche se è un’etichetta che, dal mio punto di vista, gli sta molto stretta. Se da un lato è vero che il titolo sfrutta un sistema di azione/reazione, tipico dei puzzle, dall’altro implementa anche delle componenti stealth con coperture dove è necessario nascondere l’oca per non essere visti mentre si tramano i propri loschi scopi.

Ma quali sono questi scopi? Beh, semplicemente distruggere, infastidire, ammorbare l’esistenza delle persone della lieta cittadina in cui vi troverete a gironzolare con le vostre zampe palmate partorite dal demonio in persona.

Untitled Goose Game si dipana attraverso quattro aree principali, più una (piccola) finale. In ognuna di essere dovrete portare a termine dei compiti descritti nel menù, al termine della maggior parte dei quali (circa il 90% di ogni area) si sbloccherà un obiettivo aggiuntivo contrassegnato da un asterisco (*). Completato questo, avrete accesso all’area successiva.

Il divertimento sta tutto nello scoprire come raggiungere ogni singolo obiettivo. Per fare un esempio banale, nella prima area avrete a che fare con uno scorbutico giardiniere e tra gli scopi vi è quello di “farlo bagnare“. Poco distante dal giardino vi è un laghetto e ogni qual volta prenderete un oggetto appartenente al giardiniere questo vi inseguirà per riappropriarsene. Capito dove voglio andare a parare? Di volta in volta dovrete ingegnarvi ed esplorare bene l’ambiente per capire con cosa interagire e soprattutto come.

Bisogna ammetterlo, il gioco vi strapperà più di un sorriso, sia per le animazioni realizzate nel 90% dei casi in modo simpatico e divertente, sia per le interazioni tra i personaggi che si troveranno loro malgrado in situazioni esasperanti per colpa dell’oca e potrete osservarli mentre inciampano, si disperano o discutono con i vicini dando loro la colpa delle vostre malefatte. Non tutte le animazioni però sono realizzate in modo impeccabile. Nella quarta area, infatti, eseguendo determinate azioni e costringendo alcuni dei personaggi a recarsi in una zona ben specifica, è possibile notare come questi non camminino ma si muovano come dei fantasmi fino a raggiungere l’area in cui compiono la loro azione prestabilita. Potrebbe trattarsi di un bug come di una dimenticanza, non ci è dato saperlo. Nulla che comprometta la giocabilità, ma comunque un elemento che mi ha fatto storcere il naso.

Molto rilassante e godibile è invece la soundtrack, composta da melodie al pianoforte che ben si addicono all’atmosfera e che contribuiscono a rendere l’esperienza piacevole, sottolineando i momenti più esilaranti.

Giunti a questo punto non ci resta che tagliare la testa al toro, o meglio, all’oca. Il gioco dura poco più di un’ora, stiracchiando lo spazio-tempo si potrebbe arrivare a due ma l’esperienza base si conclude comunque molto velocemente. Tutto ciò che resta da fare è completare la lista degli obiettivi che può essere suddivisa in “cose da fare“, “cose aggiuntive da fare” e “cose da fare velocemente“. La prima lista è quella che vi troverete davanti fin dall’inizio, la seconda è inizialmente nascosta e i singoli obiettivi possono essere sbloccati in modo più o meno casuale, cercando di interagire in modi diversi con i personaggi e con l’ambiente, questa diverrà visibile una volta completato il gioco. Infine, l’ultima lista è quella che potrebbe portarvi via un bel po’ di ore poiché rivolta a chi ha maturato un grado di esperienza elevato con il gioco, consiste infatti negli stessi obiettivi di “cose da fare” ma eseguiti velocemente, in un tempo limite di 6 minuti per ognuna delle quattro aree principali.

A chi consigliamo Untitled Goose Game?

Il gioco senza nome dell’oca è un titolo particolare, che si discosta dai canoni classici dei puzzle game cercando di innovare e promuovere qualcosa di nuovo. Lo sforzo è apprezzato, soprattutto se consideriamo che parte dei fondi utilizzati per lo sviluppo provengono da fondi statali australiani, ma tocca comunque sottolineare che trova solo una parziale realizzazione. Se da un lato è divertente far cadere vegliardi, tirandogli via lo sgabello all’ultimo come nel più classico dei trope slapstick o starnazzare per spaventare i bambini, dall’altro si ha come la sensazione che il gioco avrebbe potuto dare di più, soprattutto se consideriamo il costo di vendita non propriamente basso. Untitled Goose Game, quindi, è consigliato strettamente agli amanti dei puzzle game, forse gli unici che dopo aver completato tutto ciò che il gioco ha da offrire, potranno decidere di calarsi ancora nei panni del malefico pennuto.

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