We Are OFK è una serie narrativa moderna, sviluppato da Team OFK e distribuito da popagenda, disponibile su tutte le maggiori piattaforme a iniziare dal 18 agosto con i due primi episodi, e i successivi tre episodi disponibili a cadenza settimanale.

Provato su Nintendo Switch

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Tra le vallate di Los Angeles

We Are OFK è la prequel story della formazione di una band virtuale di quattro membri e di come, tra delusioni amorose, insoddisfazioni e fin troppo boba tea, questi creano una band e sfondano nel mondo della musica con il loro originale EP nella calda, caldissima Los Angeles.

Itsumi Saito, dopo una brutta rottura con la sua ultima fidanzata, decide di trasferirsi a LA con la speranza di sfondare nel mondo della musica grazie alla sua preparazione come pianista. Lavora a tempo pieno come social media manager per una compagnia di videogiochi, ma le sue vere aspirazioni sono ben altre.

Luca, uno scrittore per la stessa compagnia di videogiochi per cui lavora Itsumi, incerto sul suo futuro, vorrebbe dedicarsi alla sua vera passione, ovvero la musica, ma la paura del fallimento non gli permette di lanciarsi pienamente. Aperto a diversi tipi di esperienze, la sua generale mancanza di polso e di reale posizione sulle cose lo rende stranamente facile da capire ma non sempre digeribile.

Il suo conquilino, il non-binario Carter, è un genio del computer che delega forse un po’ troppo al virtuale il fulcro delle proprie interazioni. Schivo e chiuso, è una roccia per Luca, ma avrà bisogno di trovare un compromesso per vivere apertamente i rapporti attorno a sé.

L’ultimo elemento è Jey, una produttrice musicale già affermata che crede nel potenziale di Luca, e gli propone di tornare a scrivere e comporre per collaborare. Più grande e sicura degli altri, mostra una grande fragilità nell’affacciarsi a questi rapporti, in bilico con le pressioni della propria famiglia cinese che ha chiare aspettative tradizionalistiche sul suo futuro, e la sua più complessa e moderna situazione lavorativa e sentimentale.

We Are OFK è un’esperienza narrativa, dalla durata di circa 5-6 ore. Ogni episodio dura circa un’ora, con il quinto che sfiora l’ora e mezza. Ogni episodio è poi concluso con un singolo della band in modalità interattiva, una sorta di minigioco di natura puramente formale, che serve solo a rendere più interattiva l’esperienza che è, e rimane, profondamente narrativa e musicale.

Il gameplay infatti è ridotto ai minimi termini, limitandosi esclusivamente ad alcune risposte multiple per alcune sporadiche conversazioni, e per i messaggi tramite smartphone. Queste scelte non apportano alcuna reale modifica di trama, il tutto è su binari, ma danno solo colore e aiutano il giocatore a rimanere immerso nell’esperienza.

Tanto contemporaneo da stare avanti

We Are OFK ha il grande pregio di mostrare la storia reale e romanzata della nascita di una band virtuale, con un focus sulle personali esperienze, emotive e sociale prima che lavorative e musicali, di ognuno dei membri. Questo è poi perfettamente calato in una contemporaneità super woke americana, nella Los Angeles bene, in un clima super queer e a cavallo tra gli ultimi millenial e i gen-z.

Il problema, in questo senso, è anche una certa umiltà di intenti e di scala, dove il target dell’esperienza sembra essere piuttosto ristretto. Questo, per intenderci, non è nulla di male, ma sarebbe difficile negare una certo senso di autocompiacenza borghese nel modo in cui vengono presentati gli eventi. I personaggi, nella loro credibile complessità, mostrano una tridimensionalità moderna che non si vede spesso. Questo tuttavia non si traduce necessariamente in un cast gradevole o affascinante, che anzi manca di quel carisma che permetterebbe al tutto di fare un bel salto di qualità.

Al di là di alcune posizioni di natura più personale, il pacchetto è completo e ben curato. Il prezzo è piuttosto contenuto e l’esperienza risulta toccante ed emozionante quanto basta. La musica è un po’ hit or miss, dove le tracce, spesso orecchiabili e accompagnate da video anche coinvolgenti, mancano di nuovo di carisma, lasciando un retrogusto forse un po’ spento e meccanico.

La presentazione però, con uno stile grafico splendidamente realizzato e pieno di personalità, aiuta a conferire al titolo un’identità chiara e riconoscibile. Le opzioni poi, come quella di togliere il limite di tempo alle scelte dei dialoghi o la velocizzazione dei messaggi di testo, mostrano una certa attenzione alla user experience.

In questi ultimi tempi, proprio grazie a popagenda tra l’altro, alcuni titoli queer-positive si stanno affacciando nel mercato indie con risultati vari, ma sempre più sperimentali e gradevoli. Senz’altro, è un piacere vedere un’altra nuova esperienza come questa. L’anno scorso il divertente Boyfriend Dungeon ci ha fatto compagnia per l’estate, e ha appena ricevuto un grosso aggiornamento di contenuti che vi invitiamo a provare. A breve Ooblets farà capolino finalmente anche su Switch il primo di settembre. Un consiglio che possiamo dare al giocatore è quello di dare spazio tra un episodio e un altro, un po’ come si fa quando viene rilasciato un nuovo episodio online di una serie che seguiamo con ansia.

A chi consigliamo We Are OFK?

We Are OFK è una coinvolgente esperienza narrativa con alti e bassi ma che non mancherà di emozionare. Il cast credibile farà compagnia per alcune ore in una storia contemporanea come poche, in una clima queer e privo di pregiudizi, esplorando diverse aree di quello che significa crescere e farsi strada come professionisti e come individui. Sicuramente non è un titolo per tutti, ma anche visto il prezzo modesto, chiunque abbia anche una lieve curiosità, farebbe bene a provarlo.

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