I polacchi di One More Level prendono tutti i cliché del cyberpunk per un frullatone totale di ninja, innesti cibernetici, corporazioni malvage e musica synthwave, schiaffando tutto in un platform in prima persona dove l’insta-death regna supremo. Sia il giocatore, sia i nemici muoiono con un colpo solo, non esistono mezze misure.

Riesce il nostro futuristico Shinobi a saltellare agilmente da un muro all’altro, o incespica come un Super Mario novantenne con la sciatica? Scopritelo nella nostra recensione di Ghosthunter, disponibile su PC, PS4, Xbox One, in arrivo a novembre su Nintendo Switch e nel 2021 sulle console di prossima generazione.

Who ya gonna call? Ghostrunner!

Prima di cominciare bisogna fare una premessa: Ghostrunner non è un gioco per tutti. Sebbene la possibilità di vestire i panni di un cyberninja (Jack per gli amici) e affettare nemici sia allettante, questo gioco farà di tutto per rendervi la vita impossibile, cercando di mettervi su un ‘binario’ piuttosto che lasciarvi liberi di affrontare i livelli a vostro piacimento.

Ghostrunner vi metterà a dura prova, con sezioni platform molto complesse che prevedono salti a muro, utilizzo del rampino, attivazione di interruttori a tempo e tutte le diavolerie che potete immaginare. La parte di parkour in prima persona fa subito venire in mente titoli come l’ormai ‘anziano’ Mirror’s Edge o l’ottimo Dying Light, richiedendo una grande precisione nel movimento e nelle azioni. Tutto questo si alterna o spesso si mischia con sezioni di combattimento, dove i nemici vi spareranno addosso non appena vi vedranno senza esitare un secondo. Basterà un colpo della vostra fida katana per farli a pezzi, sebbene questo spesso si riveli un compito più arduo del previsto.

Ghostrunner mette subito le carte in tavola: vuole essere difficile a tutti i costi e farvelo notare sin dalle prime battute di gioco. Dopo pochi minuti infatti vi metterà davanti delle situazioni non proprio semplici che richiederanno molta pazienza e tranquillità per poter essere superate. Non fatevi troppe illusioni, a meno che non abbiate delle skill sovraumane nel gaming, vedrete spesso la schermata del game over. Il gioco si basa molto sul ‘trial and error‘, forse un po’ troppo. Fortunatamente, l checkpoint del gioco sono molto generosi e ben studiati, in quanto divisi per singole sezioni e non per intere parti dello scenario. L’assenza di caricamenti dalla morte al successivo tentativo vi consente di tornare subito in gioco per poter riprovare, punto a favore notevole in quanto non spezza assolutamente il ritmo dell’azione.

Il level design a volte funziona, a volte incespica nella sua stessa voluta complessità: gli scenari sono un insieme di piattaforme, ostacoli e punti d’appiglio per il rampino, dove la verticalità fa da padrona assoluta. Ghostrunner passa da momenti dove tutto funziona e si riesce ad attraversare una particolare sezione con grande fluidità, ad altri dove si muore in continuazione perché la struttura di una particolare zona risulta incredibilmente confusionaria. Non è un problema così grave, ma a lungo andare potrebbe stufare in fretta i giocatori meno pazienti.

In generale poi, si ha la sensazione che il nostro caro cyberninja si sia mangiato qualche cyberhamburger di troppo, perché i movimenti e i comandi risultano molto pesanti, stridendo con il concetto di ‘velocità’ nel quale il gioco prova a destreggiarsi. ln particolare il salto del nostro Jack è decisamente poco efficace e copre davvero pochissima distanza, al punto da farvi tirare un sospiro di sollievo a ogni balzo da una piattaforma all’altra.

Ci saranno anche delle particolari sezioni puzzle dove dovrete premere degli interruttori in sequenza per poter aprire delle porte, e altre dove sarà necessario rallentare il tempo usando dei potenziamenti temporali sparsi per lo scenario, per poter passare attraverso delle ventole o altri ostacoli. Queste sezioni risultano un tantino superflue, in quanto rallentano la progressione incalzante dei livelli, soprattutto i puzzle con gli interruttori, completamente fuori luogo in un gioco d’azione con la pretesa di essere ‘adrenalinico’.

Hotline Shinobi

I combattimenti di Ghostrunner sono inseriti molto bene nel platforming, con nemici di diverso tipo ben posizionati nello scenario. Tra questi troverete i classici sfigati con la pistoletta, maniaci con la mitragliatrice, combattenti corpo a corpo e altri armati di scudo.

I nemici di Ghostrunner sono estremamente precisi, quindi rimanere sulla loro linea di tiro equivale a morte certa. Per sopraffarli dovrete usare al meglio le abilità di Jack, a cominciare dalla schiavata di base che se eseguita in aria vi permette di rallentare il tempo per pochi secondi in modo da evitare i proiettili. Risulta abbastanza inutile la scivolata, in quanto dovrebbe permettere di passare sotto i colpi dei nemici che invece magicamente centreranno comunque il nostro bel cybergrugno.

Per facilitare un minimo le cose, sarà possibile ottenere vari potenziamenti collegandosi a dei terminali. Visto che gli sviluppatori sono chiaramente dei sadici, le nuove abilità non vi saranno garantite immediatamente, ma dovrete affrontare tediose sezioni platform ambientate nel cyberspazio, il classico mondo di cubi blu circondato dal nero infinito dell’etere. Le nuove abilità sembrano uscite direttamente da Dishonored, tra queste troviamo il ‘Blink’ che permette di teletrasportarsi e uccidere una fila di nemici all’istante e una sorta di onda di forza in puro stile Jedi per spazzare via gruppi di sgherri. Grazie ad un particolare sistema in stile Tetris, sarà possibile anche configurare le varie abilità per potenziarle, ad esempio torna molto utile quella che ci permette di deviare i colpi d’arma da fuoco e rispedirli al mittente.

Ora, veniamo al flow degli scontri. Ghostrunner nel suo voler essere difficile a tutti i costi tende a trascinarsi in una ripetizione perenne, spesso però senza dare grande soddisfazione al giocatore per aver completato una determinata sezione. Le meccaniche si incastrano perché si devono incastrare, come se tutto fosse stato studiato a pennello, ma in certi punti del gioco sembrano davvero forzate. Manca quella dose di violenza del primo Hotline Miami, dove ogni tentativo era intriso di adrenalina e dove una certa improvvisazione veniva premiata.

In Ghostrunner non ci sono mezze misure, le cose vanno affrontate in un modo preciso e coordinato, come se si stesse volgendo un ‘compitino’ assegnatoci dagli sviluppatori.
A mettere i bastoni tra le ruote ci pensano anche scelte azzardate di design, con sezioni di combattimento piene zeppe di precipizi dove è facile cadere, altre dove invece per poter uccidere i nemici è necessario distruggere dei generatori di scudi che ovviamente sono sistemati in parti sopraelevate dello scenario. E così via a correre come dei fessi da una parte e dall’altra per trovare il prima possibile questi generatori, mentre ci sparano da tutte le direzioni. Questo dovrebbe rendere il tutto avvincente, quando invece spesso si mette davvero in mezzo tra gioco e il giocatore, creando dei vuoti cosmici in un’esperienza di gioco la quale premessa sembrava tutto fuorché così pedante.

Saiberpanc

Per quanto riguarda il tema Cyberpunk, non aspettatevi niente di particolarmente efficace. In Ghostrunner manca l’atmosfera di altri titoli come Ruiner o Cloudpunk, l’ambientazione non si fonde affatto con il level design e sembra quasi come se fosse stata scelta a casaccio tra una lista di varie possibilità.

Anche la trama lascia davvero a desiderare, scontata sin dalle prime battute e davvero poco coinvolgente, al punto che le sezioni prettamente narrative risultano assolutamente superflue. Il design generale dei personaggi e dei nemici è a dir poco scontato, persino il nostro Ghostrunner non ha un briciolo di personalità, in quanto sembra uno dei cugini di Cayde-6. Apprezzabile la colonna sonora synthwave, sebbene non possa competere con quella dei titoli sopraccitati.

A chi consigliamo Ghostrunner?

Ghostrunner fondamentalmente non propone niente di nuovo, si tratta di una combinazione di idee prese da altri giochi, messe in un calderone e ben mescolate. Il risultato è un titolo alquanto derivativo che spesso si ingarbuglia da solo nel suo voler essere a tutti i costi difficile. Il giocatore è spesso limitato nelle scelte, così come nei movimenti, costretto a seguire sezioni platform lineari e combattimenti fin troppo schematici.

Ora, se amate le sfide e non vedete l’ora di mettervi alla prova allora Ghostrunner potrà darvi veramente tanto pane da masticare. Allo stesso modo, potreste volere un titolo in prima persona in tema cyberpunk, per ingannare l’attesa fino all’uscita (o al prossimo rinvio) di Cyberpunk 2077.

Se invece pensate di trovare un’esperienza alla Superhot o Hotline Miami, allora potreste rimanere molto delusi. Ghostrunner è un titolo che mira alla precisione in ogni suo piccolo movimento o scelta, proprio come un vero Shinobi.

Sezioni platform ben studiateFin troppo schematico e derivativo
Ottimo sistema di checkpointLevel design non sempre all’altezza
Azione a volte fluida……a volte decisamente pesante

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