Non è raro sentir parlare di videogiochi sviluppati da una sola persona, gli strumenti artistici e di programmazione si sono evoluti così tanto che ormai anche un ragazzino senza conoscenze profonde nel campo può creare il suo videogioco. World of Horror però, rappresenta un’eccezione persino nella sua nicchia, essendo stato sviluppato sì da una singola persona, ma con tool decisamente insoliti.

Quest’avventura roguelite ispirata all’orrore cosmico di Lovecraft e ai manga di Junji Ito è in uscita su Steam il 20 febbraio 2020 in Early Access con pubblicazione gestita da Ysbryd Games, se siete coraggiosi e non avete particolarmente a cuore la vostra sanità mentale, continuate a leggere la recensione.

ProContro
+ Esteticamente fenomenale– Early Access, quindi ancora qualche bug e testo da sistemare
+ Atmosfera horror curatissima– Salvataggi gestiti in maniera poco convincente
+ Meccaniche roguelite e combattimento a turni ben bilanciati– Cursore del mouse da mal di testa
+ Estremamente rigiocabile con più difficoltà disponibili 

 

La fine è vicina

World of Horror non nasconde la conclusione che spetta al suo universo, anzi, lo pone subito davanti agli occhi del giocatore: il mondo sta finendo per mano di potentissime e antichissime entità sovrannaturali che si stanno risvegliando, piegando la realtà al loro volere in maniere incomprensibili agli esseri umani.

L’unica speranza per l’umanità è affrontarle, e qui entra in gioco il giocatore. Il personaggio che si controlla in World of Horror è un teenager giapponese che decide di investigare su cinque misteri irrisolti del suo piccolo paese, intuendo tra loro una terrificante connessione.

Un’impostazione di questo tipo farebbe pensare a un’esperienza lineare ma World of Horror è tutt’altro, prendendo in prestito diverse caratteristiche tipiche dei roguelite come la durata relativamente breve di ogni partita e la randomizzazione di moltissimi elementi del gameplay, tra cui persino il personaggio giocante e i colori dell’interfaccia del gioco.

Appuntamento col destino

L’esperienza è divisa in due tempi, giustamente non si può sperare di contrastare Ath-Yolazsth senza una preparazione adeguata. Prima di ogni mistero si ha libertà di esplorare la propria casa, il giocatore ha la possibilità di farsi una bella doccia, cambiarsi e guardare un po’ di TV prima di uscire. Alcune di queste azioni non hanno una vera utilità di gameplay, come il cambiarsi che modifica solo i vestiti indossati dall’avatar in basso a destra, mentre altre sono strumenti importanti. La casa ad esempio funge da magazzino per gli oggetti, gestiti come fossero carte, di cui potrete portarne con voi al massimo quattro. La doccia, invece, permette di ricevere diversi bonus alle caratteristiche del personaggio in base alla temperatura impostata.

Nel secondo tempo World of Horror si trasforma in un gioco di ruolo esplorativo con tanto di combattimento a turni. Dopo aver scelto il mistero da indagare si aprirà infatti la possibilità di cercare indizi per la città, selezionando un luogo, come ad esempio la Scuola o la Spiaggia, e poi delle azioni da compiervi.

Tale numero di azioni è limitato poiché tutte occupano un certo quantitativo di tempo, e il tempo è l’unica cosa che separa gli esseri umani dalla loro fine. Per fortuna il gioco evidenzia i luoghi che, esplorati, porteranno avanti l’investigazione. La meccanica del tempo è gestita da una barra chiamata DOOM, che causerà il game over al raggiungimento del 100%. Detto ciò, potrete comunque esplorare luoghi diversi da quelli indicati ma bisogna farlo con attenzione.

Selezionando l’esplorazione di un luogo partirà un evento che metterà il giocatore davanti a delle scelte, come ad esempio decidere quale porta aprire o se utilizzare strumenti trovati altrove. La maggior parte degli eventi si conclude con uno skillcheck o con l’incontro di un nemico, e si viene premiati o puniti in base al risultato.

Incontri fatali

Gli amanti della ruolistica saranno contenti di sapere che gli skillcheck funzionano tramite lancio di due dadi a sei facce, se il risultato è minore o uguale al valore che si possiede nella relativa skill, l’azione è ritenuta superata con successo e si ottiene il premio in esperienza e carte, altrimenti si rischia di perdere punti di qualche tipo, generalmente STAMINA o REASON che sono i due valori indicanti rispettivamente la salute del personaggio e la sua sanità mentale.

A prima vista l’esito di ogni scelta sembra casuale, ma bisogna giocare di ruolo e d’astuzia capendo le peculiarità del personaggio che si impersona. Ad un personaggio con un’elevata Forza conviene dunque essere più aggressivo, un personaggio con molto Carisma invece può cercare strade alternative alla violenza. Trattandosi di dadi è sempre tutta fortuna, ma con un po’ di attenzione ci si può semplificare la vita.

I combattimenti sono gestiti in maniera simile, ogni loro aspetto è gestito dai valori di skill e dalle carte equipaggiate, che possono portare anche malus. Ogni azione ha una certa possibilità di riuscita gestita da una percentuale e in un singolo turno si possono compiere più azioni fino a riempire una barra del tempo, una fortuna perché gli strumenti del giocatore sono tantissimi, tra potenziamenti difensivi e offensivi, attacchi fisici e magici.

Al turno del giocatore si alterna un turno del nemico, che però compie sempre la stessa azione indicata in alto a sinistra, dando al giocatore la possibilità di architettare una strategia che possa assicurare la vittoria.

In generale sia gli eventi esplorativi che quelli di combattimento sono ben bilanciati e, a parte la possibile sfortuna di incontrare a inizio gioco un nemico con moltissimi punti vita, tutto è gestibile e mai frustrante. Sarà pure un horror, ma non è spaventosamente difficile.

I giocatori in cerca di sfide possono comunque selezionare il livello di difficoltà più alto, che permette di personalizzare qualche parametro dell’avventura più del normale. Per gli altri è consigliato prima fare una partita alla difficoltà più bassa e poi divertirsi con le altre due disponibili tra quelle fisse. Le difficoltà iniziali offrono un’esperienza standard con missioni più semplici, Quick Play invece comprende eventi speciali come la partecipazione a rituali, funerali e gite fuori città, che si risolvono in maniera diversa dagli eventi standard. C’è varietà tra i vari tipi di misteri e la maggior parte di essi ha anche più finali, per cui rigiocare World of Horror per esplorare ogni possibilità è divertente e altamente consigliato.

Risolto un mistero il giocatore viene colpito da un evento cosmico casuale che renderà più complicato il resto della partita, risolti tutti e cinque i misteri invece avrà finalmente accesso all’area conclusiva, dove poter affrontare faccia a faccia le entità lovecraftiane che hanno dato inizio agli eventi del gioco.

Tecnicamente “terrificante”

Come accennato a inizio recensione, World of Horror non è stato creato solo con strumenti moderni. Lo sviluppatore panstasz infatti ha utilizzato Microsoft Paint per disegnare ogni parte del gioco, dai personaggi all’interfaccia. Dal punto di vista dei colori, il titolo è venduto come con grafica a 1 BIT, cioè solo bianco o nero, ma in realtà diverse scene utilizzano più colori per evidenziare dettagli, soprattutto simboli rituali come dei pentacoli, inoltre dalle impostazioni è selezionabile una modalità a 2 BIT che aggiunge un colore, utilizzato generalmente per sfondi, ombreggiature e segni particolari in primo piano come macchie di sangue.

Questo particolarissimo stile è stato scelto per avvicinarsi digitalmente a quello del mangaka Junji Ito, che è stata la principale ispirazione per il gioco insieme a H.P. Lovecraft e ai suoi racconti dell’orrore. L’esperimento è perfettamente riuscito anche grazie a delle musiche che accompagnano perfettamente lo stile visivo.

Gli unici dubbi giacciono nel sistema di salvataggio che soffre di troppe restrizioni, come il poter essere usato solo tra la soluzione di un mistero e l’inizio dell’altro e il non salvare magie e maledizioni. Trattandosi di un Early Access sono ancora possibili bug e crash, ma per fortuna nella versione di anteprima sono stati rarissimi e il problema più grande in cui i giocatori incapperanno sarà probabilmente la descrizione mancante di una carta o due.

A chi consigliamo World of Horror?

World of Horror è consigliato, a prescindere. A trovarlo affine saranno però gli amanti dei roguelike leggeri o dell’horror lovecraftiano. Qualora siate fan di entrambe le cose, beh, è candidato a diventare il vostro gioco preferito del mese.

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