Yurukill: The Calumniation Games, è un nuovo titolo di Izanagi Games e G.Rev, pubblicato da Nippon Ichi su PC, PlayStation e Nintendo Switch. Il gioco mescola due tipologie di giochi ben diverse: da un lato le visual novel, prodotti un po’ più statici e con puzzle da risolvere, dall’altro invece un genere completamente opposto, quello degli shoot ‘em up. Questa combinazione, apparentemente bislacca, è dunque riuscita? Scoprite tutto nella nostra recensione.

Provato su Nintendo Switch e PC

switchPS4
single player

Shmup, VN o entrambe?

Come accennato in apertura, Yurukill: The Calumniation Games, fonde due elementi molto diversi tra loro, che potremmo definire per quanto riguarda la metodologia di gioco quasi agli antipodi. Con ciò non si vuole insinuare che chi gioca visual novel non può apprezzare anche un genere come gli shoot ‘em up o viceversa, ma che entrambe le forme di gameplay siano presenti in un solo pacchetto è senz’altro una novità.

Questo è tanto più vero se si prende in considerazione la profondità di entrambi i sistemi, più che sufficiente in questo caso a incasellare il prodotto sia in un filone sia nell’altro, ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire qualcosa in più su Yurukill.

Inizialmente, il giocatore viene subito accolto con un tutorial dell’aspetto shoot ‘em up a scorrimento verticale, con una navicella in ambiente tridimensionale che deve farsi strada tra i nemici che appaiono a schermo. Tra attacchi suddivisi in due tasti, bombe e speciali raggi energetici derivanti dall’accumulo di oggetti che caricano la barra Outburst, visibile sul lato sinistro dello schermo, la componente di gioco che potremmo definire più arcade è bella che pronta, con tanto di punteggi. Onestamente, non mi sarei aspettato di meno dalla software house giapponese G.Rev, per chi non lo sapesse i creatori di capolavori come Border Down e Under Defeat.

L’introduzione fa quasi presagire, pertanto, un vero e proprio shoot ‘em up inframezzato da dialoghi più o meno lunghi, durante i quali si dipana la vicenda narrata dalla visual novel. In realtà è praticamente vero l’opposto: il titolo è prima di tutto una visual novel e, tra una sessione e l’altra, si affronta uno stage di stampo shmup suddiviso in tre mini-livelli con relativo boss finale.

È solo dopo questo tutorial che inizia il lungo preambolo visual novel dove si scopre che cinque coppie di sconosciuti sono state trasportate su un’isola per partecipare a un survival game: vincendo e salvando la pellaccia si può esaudire un proprio desiderio. Le cose però non sono così semplici come possono sembrare e la misteriosa organizzazione Yurukill, che gestisce il gioco omonimo, ha messo in ogni coppia un vero criminale (o presunto tale) accusato di uno o più crimini e un esecutore. Collaborando i due membri dello stesso gruppo devono affrontare dei puzzle sotto forma di escape room, al termine delle quali inizia poi la fase shoot ‘em up.

La fusione dei due elementi

A questo punto, il lato shoot ‘em up, chiamato Yurukill Judgement, e quello visual novel si fondono ancor di più, richiedendo al giocatore di compiere delle scelte durante gli stage: a ogni scelta errata è possibile perdere ben 3 vite. Possono sembrare tante, soprattutto per chi è abituato a dilettarsi con gli shmup, ma il gioco è tarato in modo tale da garantire un pool di tentativi decisamente più elevato della media. All’inizio di questi livelli infatti il giocatore deve rispondere a cinque domande sul crimine del prigioniero, (dettagli rivelati durante la fase visual novel che quindi si sconsiglia di saltare a pié pari, per quanto possa rivelarsi blanda o poco interessante) e a ogni risposta corretta si ottengono più vite per affrontare la sezione shmup.

Se anche così il gioco dovesse rivelarsi troppo difficile nelle sue sezioni bullet hell, per chi vuole godersi solo la storia come una classica visual novel, è possibile selezionare la difficoltà più bassa a inizio gioco. Ciò va però a detrimento però dell’esperienza globale che funziona al meglio quando si rischia effettivamente qualcosa.

L’esperimento è senz’altro interessante e aggiunge qualcosa di nuovo al panorama videoludico, aprendo le porte ad altri tentativi bizzarri che arrichiscono l’offerta disponibile. Correre rischi è sempre un approccio encomiabile nell’ambito di sviluppo e noi di Denjin Den incoraggeremo sempre questo tipo di produzioni ma va anche detto che il mix non può non lasciare interdetti in alcuni frangenti, soprattutto quando ci si chiede il perché questa fusione si sia rivelata necessaria per raccontare la storia.

La risposta, purtroppo, non arriva e non c’è un solo motivo valido per cui Yurukill non avrebbe potuto funzionare come semplicissima visual novel. La parte shmup, per quanto ben fatta e rifinita, sebbene talvolta ripetitiva, è un elemento che sembra inserito per giustificare una rigiocabilità del prodotto. Al termine delle sessioni, infatti, gli stage vengono sbloccati nella modalità Score Attack, dove si possono rigiocare i livelli con le navicelle sbloccate proseguendo nella storia, ognuna con caratteristiche diverse come ci si aspetterebbe da un classicissimo shmup.

Versioni e problematiche

Avendo avuto modo di provare sia la versione per Nintendo Switch, sia quella per PC, è d’obbligo sottolineare che sull’ibrida della grande N il gioco ha più di qualche incertezza, con cali di frame rate importanti durante le sessioni più impegnative e concitate delle fasi shmup anche in modalità docked. L’ottimizzazione non è propriamente un punto forte del prodotto e, se disponete di un PC (non possiamo consigliare la versione PlayStation non avendola provata), potrebbe essere opportuno spendere i propri risparmi nell’acquisto della versione Steam, esente da tali problemi.

A chi consigliamo Yurukill: The Calumniation Games?

Il gioco, non essendo né chiaramente carne né specificamente pesce, può essere difficile da consigliare ai fan dell’uno o dell’altro genere, tuttavia gli amanti delle visual novel potrebbero trovare sicuramente più motivi per acquistare il titolo rispetto agli appassionati di shoot ‘em up. Da giocatore navigato di questi ultimi ho trovato il tutto un po’ semplicistico e, purtroppo, un tantino ripetitivo, facendo propendere le mie preferenze per le sezioni visual novel dove la scrittura è comunque interessante e spicca maggiormente l’art style delicato di ogni personaggio.

Insomma, se mangiate pane e visual novel a colazione, Yurukill è un titolo che riuscirà a intrigarvi con le sue indubbie qualità, mentre se siete qui solo per le sezioni shoot ‘em up, vi avverto che potreste restare un po’ delusi dalla resa di queste ultime (vi invitiamo quindi a dare anche un’occhiata alle tantissime recensioni di shmup presenti sul nostro portale, per scegliere quello più adatto alle vostre esigenze!)

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