Oggi si è tenuto, come preannunciato da Google, lo Stadia Connect, evento che ci ha permesso di scoprire maggiori informazioni sulla piattaforma per il gaming in streaming che il colosso si appresta a lanciare.

Di Stadia avevamo già parlato in occasione del suo reveal, tuttavia le informazioni erano frammentarie e poco chiare, con questo Stadia Connect molti videogiocatori hanno chiarito i propri dubbi. Senza ulteriore indugio quindi vediamo i punti salienti della conferenza.

Innanzitutto di cosa si tratta? Google Stadia non è una console classica, è una piattaforma, e Phil Harrison lo sottolinea in modo entusiasta affermando che potrete giocare i vostri titoli su TV, computer desktop, notebook, tablet e smartphone. Riguardo questi ultimi il supporto sembra però sia limitato al momento per i telefonini di Google, la serie Pixel 3 e 3A.

L’assenza di una console rappresenta un netto cambiamento per l’industria, e Google lo sa bene, mettendosi così in una posizione di vantaggio nei confronti dei classici concorrenti come Sony, Nintendo e Microsoft che saranno costretti a inseguirla qualora la visione di Google abbia il successo sperato.

Stadia è stata creata per fornire una velocità di risposta quanto più priva di lag possibile, sia in 4K con video HDR, sia in 1080 pixel a 60 FPS. Tuttavia è bene tenere a mente i requisiti minimi affinché ciò avvenga. Per la risoluzione 4K sarà richiesta una connessione internet fibra da minimo 35 Mbps, da 20 per una qualità 1080p e con 10 Mbps sarà sempre possibile utilizzare Stadia ma la qualità video scenderà a 1280 x 720 pixel.

Per giocare saranno necessari alcuni accessori tra cui lo Stadia Controller, già presentato precedentemente, e creato per fornire un’esperienza streaming di qualità elevata grazie alla sua connessione diretta con i server e i database Google, un Chromecast qualora vogliate giocare sul televisore e naturalmente uno schermo su cui visualizzare il gioco in esecuzione.

I videogiocatori si staranno chiedendo: si ma i giochi? La conferenza non lesina su questo aspetto e troviamo titoli come Baldur’s Gate 3 di Larian Studios, Tom Clancy’s Ghost Recon Breakpoint, The Division 2, Dragon Ball Xenoverse 2, Doom Eternal, Wolfenstein Youngblood, The Elder Scrolls Online e molti altri.

Passiamo quindi a uno dei punti cardine della piattaforma: il prezzo. Google ha diviso l’offerta in due blocchi, uno chiamato Stadia Base, completamente gratuito, tramite il quale i giocatori potranno acquistare i propri titoli preferiti e visualizzarli in streaming su schermi compatibili a una risoluzione massima di 1080p a 60 FPS. L’offerta principale però è Stadia Pro, dal costo di 9,99 euro al mese con supporto a risoluzione fino a 4K, 60 FPS, Audio 5.1 surround e una libreria di giochi gratuiti, primo tra questi la collezione di Destiny 2.

Chi decide di lanciarsi sul pacchetto Pro potrà quindi godere di svariati benefici tra cui anche sconti esclusivi su una selezione di giochi variabile.

Durante la conferenza è stato annunciata anche la Founder’s Edition, ovvero un pacchetto in tiratura limitata dal costo di 130 euro in cui sono inclusi il controller Stadia Night Blue in edizione limitata, un Chromecast Ultra, tre mesi di abbonamento al servizio Google Stadia Pro e tre mesi aggiuntivi da poter regalare a un amico.

La Founder’s Edition arriverà nel 2019 (nel 2020 l’offerta dovrebbe essere estesa ulteriormente) in 14 paesi selzionati: Belgio, Italia, Finlandia, Paesi Bassi, Canada, Norvegia, Danimarca, Spagna, Francia, Svezia, Germania, Regno Unito, Irlanda e USA.

Cosa ne pensate di Google Stadia? Ha attirato la vostra attenzione? Indubbiamente giocare con i propri titoli su qualsiasi piattaforma senza aver bisogno di una potenza computazionale elevata è un vantaggio per chi non vuole investire acquistando un PC da gaming o una console, tuttavia bisognerà vedere se la mole di titoli sarà sufficiente a convincere l’utenza.

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