A quarto millennio inoltrato, gli esseri umani sono stati ormai da secoli costretti ad abbandonare la superficie del pianeta Terra e andare a vivere su navi volanti, le Ark, a causa di un’invasione aliena. Dopo un improvviso attacco ad una delle Ark, che ne ha causato la distruzione, gli alieni sembrano tornati, forse per spazzare via l’Uomo in maniera definitiva.

Sembra l’introduzione del gioco horror sci-fi più cruento del decennio, e invece è solo il più fuorviante. Come suggerito dal sottotitolo di Ciel Fledge, A Daugher Raising Simulator è infatti un simulatore di allevamento di una bambina. Continuate a leggere la recensione se volete sapere come la fine del mondo e un’orfana in adozione siano collegate.

Sviluppato dalla software house indonesiana Studio Namaapa e pubblicato da PQube, Ciel Fledge è disponibile dal 21 febbraio 2020 per PC Windows, Linux e per Nintendo Switch.

ProContro
+ Ampia rigiocabilità e libertà d’azione– Interfaccia scomoda
+ Pensato fin nei dettagli, con un’anima– Un unico e mediocre minigioco usato per qualsiasi test
+ Esteticamente piacevole– Esperienza lenta e a tratti pericolosamente noiosa

 

Visual novel o presentazione Power Point?

Tutti gli abitanti dell’Ark distrutta sono morti, tranne un’unica bambina che verrà salvata e trasferita in quella dove attualmente vive il giocatore. Con questa informazione termina l’introduzione di Ciel Fledge e parte finalmente il vero gioco. Scrivo finalmente perché l’introduzione è presentata in maniera molto deludente, con una cutscene che sembra non finire mai e che ricorda una presentazione in Power Point più che una narrazione in stile visual novel.

Come la gran parte dei dialoghi che riempiono il gioco, la presentazione è saltabile ma lo skip porta subito alla fine del dialogo o della cutscene, senza permettere di avanzare per singoli balloon o scene, rendendo quasi ogni interazione lenta e noiosa. Per fortuna, per il resto l’esperienza è più fluida.

Genitori a sorpresa

Senza preavviso, una donna e una bambina si presentano alla vostra porta con una notizia: per i successivi 10 anni dovrete occuparvi della vita di Ciel, il nome di default della ragazza, preparandola al mondo degli adulti. Non sono date molte spiegazioni e l’adozione è immediata, strano se si considerano i tempi biblici necessari per queste cose nel 2020 e il fatto che il protagonista non sia stato avvisato prima, ma nel 3716 ha senso -forse- immaginare che tutto funzioni diversamente.

Messa in atto la sospensione dell’incredulità iniziale si passa al menu di creazione del personaggio, che introduce meccaniche di gameplay apparentemente inusuali per un gioco di questo genere e che ricordano i GDR. Sono presenti caratteristiche come Stamina, Strength e Intelligence, lasciando intuire che Ciel Fledge prova a essere più di un gestionale alla The Sims.
Il paragone con il videogioco di Electronic Arts è naturale dato che si tratta di cura e crescita di personaggi, ma mentre lì si controlla la loro vita dall’alto, in maniera distante ma mirata, Ciel Fledge mette il giocatore accanto alla persona da accudire.

Si vive come un vero personaggio del mondo, una guida proprio come lo è davvero un genitore, e gli sviluppatori sono riusciti a trasmettere benissimo questa idea. Chi siamo, d’altronde, influenza pesantemente le scelte che faremmo per i nostri figli. Per questo, creare una backstory -per esempio da ex soldatessa- può offrire bonus quando nel calendario delle attività di Ciel si inseriscono lezioni di ginnastica e nuoto.

Giorno per giorno è proprio questo di cui deve occuparsi il giocatore, affinché alla fine del percorso, Ciel possa prendere la miglior scelta possibile su cosa fare della propria vita.

Momenti di vita

L’interfaccia del gioco è sempre abbastanza lenta, ma bastano pochi minuti per entrare in sintonia con le semplici meccaniche di gameplay e iniziare a usarla agilmente. Il ciclo di gioco è diviso in due momenti, quello di preparazione della prossima settimana, che avviene in casa del protagonista, e quello di vita della settimana appena programmata.

Il giocatore ha la possibilità di programmare cosa Ciel debba fare ogni giorno, tenendo in considerazione il fatto che ogni azione consuma l’energia di Ciel e i soldi della famiglia. Più passive sono invece le impostazioni come il regime alimentare della ragazza, i vestiti che indosserà in settimana o il trattamento riservatole nel caso decida di saltare scuola per vedersi con qualche amico (cosa che fa ovviamente di sua iniziativa se la si tratta male).

È una danza continua tra il provare a tenere alto il morale di Ciel e basso il suo stress, senza far ristagnare la routine lasciandola sempre uguale, pena dei malus come il perdere punti intelligenza. Il sistema è promosso ma va sottolineato che diverse meccaniche possono renderlo tedioso, come la difficoltà di evitare malus che spuntano ogni mese, nonostante i continui tentativi nel tenere la routine varia ma focalizzata su una materia.

Importante è dunque fare delle scelte come se si stesse ottimizzando una build di un gioco di ruolo, che probabilmente è la parte migliore del gioco e rende unica ogni nuova partita, ma non si deve più sacrificare troppo. L’esperienza del giocatore è comunque il vero ingrediente fondamentale per una perfetta pianificazione, come in ogni buon gestionale.

Ciel Crush

Mentre Ciel segue le lezioni, esce con gli amici o va a divertirsi in giro per l’Ark 3, diventano utilizzabili i tasti per velocizzare lo scorrere del tempo, il cui uso è consigliato appena sono disponibili; le interfacce delle attività che si svolgono insieme alla ragazza, come quelle dei negozi, e l’interfaccia delle battaglie, usata anche per quiz scolastici e prove di ogni tipo.

Il gameplay di queste sezioni è praticamente un Match-3 ma con la differenza che non è necessario che le tre caselle dello stesso colore siano adiacenti. Il nemico peggiore del giocatore è dunque il tempo, che limita il numero di combo e l’uso di alcuni poteri. Poco reattiva è anche l’interfaccia, che non risponde prontamente ai clic del giocatore e lo rallenta con animazioni inutili.

Il minigioco è abbastanza banale, ed è un problema, dovrebbe essere la parte più attiva del gameplay ma essendo ripetitivo viene facilmente a noia. Nemmeno le nuove possibilità di esplorazione terrestre introdotte con l’ottavo mese nel gioco riescono a rendere più varia l’esperienza.

A chi consigliamo Ciel Fledge?

Ciel Fledge offre il suo lato migliore quando ha la possibilità di mostrare la sua atmosfera calma e ammaliante, con il suo sistema di build e organizzazione delle settimane. È un peccato che l’esperienza non risulti mai perfettamente fluida, tra un’interfaccia un po’ scomoda e qualche problema di performance -almeno su PC- se non si possiede un buon processore, assurdo per un gioco completamente bidimensionale di questo tipo e senza complesse animazioni.

I disegni comunque hanno un loro charme e il gioco mantiene un tema coerente e piacevole, con in sottofondo una colonna sonora di qualità, finanziata grazie a una campagna Kickstarter e che ricorda molto Animal Crossing grazie a temi orecchiabili e canticchiabili.
Ciel Fledge risulta alla fine un buon simulatore di vita ed è consigliato a chi cerca un’esperienza tranquilla e non troppo pesante. Gli altri dovrebbero aspettare l’introduzione di un tasto skip migliore e qualche ottimizzazione dell’interfaccia in più.

Aggiornamento in seguito al lancio: Gli sviluppatori hanno preso a cuore le richieste della community e si stanno impegnando per rendere Ciel Fledge il più accessibile possibile, aggiornandolo in continuazione. Tra i vari miglioramenti già usciti citiamo una riduzione dei costi del cibo, un bilanciamento migliore delle battaglie e una gestione diversa dei malus mensili, ma sono stati anche risolti molti bug e l’interfaccia è più fluida da navigare, rendendo obsolete alcune note negative evidenziate nella recensione. Bel lavoro!

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