Concrete Genie – Recensione

Concrete Genie è un gioco di difficile definizione di genere, realizzato da Pixelopus, un piccolo sviluppatore californiano noto per Entwined appartenente a Sony, e distribuito da Sony stessa.

Provato su Playstation 4 + PS VR.

ProContro
+Splendida direzione artistica+Grande potenziale sfruttato solo in parte
+Trama coinvolgente+Uso limitato del visore VR

Concrete Genie vi immerge nella città di Denska, una cittadina portuale abbandonata a causa del degrado e dell’inquinamento. Il faro ormai spento, il mercato del pesce abbandonato e la centrale idroelettrica in disuso sono le aree principali di quella che ormai è una città fantasma. A tornarci sono solo bulletti e vandali che continuano a deturparla.

Il giovane Ash, però, ricorda la bellezza che quella città aveva un tempo, e la riporta nei suoi disegni, tornandoci spesso da solo per disegnare un po’ in solitudine. Il nostro protagonista non ha amici, e il disegno è il suo principale mezzo di espressione.

Un giorno Ash, seduto davanti al mare, viene fermato da un gruppo di bulli che gli rubano il quaderno e strappano via le pagine. I ragazzi poi spingono il protagonista nella teleferica che lo porta al faro. Qui ritrova il disegno del suo mostriciattolo preferito, Luna, che magicamente prende vita sulla parete, e trova il pennello magico. Qui comincia l’avventura.

Progettato ad arte

Il gameplay è piuttosto intuitivo: un tasto per saltare, un tasto generico per interagire, un tasto per attivare la modalità disegno e diciamo poco altro. Senza entrare in spoiler, nell’ultimo terzo di gioco, Ash ha a sua disposizione delle nuove meccaniche che smuovono un po’ il gameplay dandogli un tocco più action.

Luna ci spiega che la città ormai è buia, avvolta nell’oscurità, ma grazie ai nostri disegni forse possiamo riportarla a splendere. Quando disegniamo sulle pareti di Denska, le lucine appese attorno agli edifici si accendono. Una volta accese a sufficienza e risolti alcuni semplici enigmi, magari grazie all’aiuto dei Geni che possiamo disegnare in alcune aree specifiche, possiamo passare alla zona successiva.

Il disegno è la meccanica principale, la cosa con cui passerete più tempo in assoluto. Una volta iniziata la modalità disegno, grazie al sensore di movimento del Dual Shock 4 sarà possibile puntare sullo schermo dove disegnare, e col pad direzionale scegliere che pattern usare. Il sistema è veloce, estremamente intuitivo, e in qualsiasi momento premendo triangolo si può resettare il mirino su schermo, per allinearsi con le nostre preferenze. È molto fastidioso infatti quando un sistema ti richiede di stare in una specifica posa o seduto in un certo modo per poter giocare.

Concrete Genie è estremamente flessibile per quanto concerte i requisiti per superare una zona, anzi, direi forse che è a prova di incapace. Questo da un lato dà enorme libertà espressiva, lascia interamente al giocatore la responsabilità di scegliere cosa disegnare e come, dall’altro non dà barriere di entrata, e i giocatori meno creativi o ispirati potrebbero saltare l’intera questione con mezzo schizzo ogni volta. Non nascondo che in alcuni momenti mi sono trovato a disegnare un cielo stellato solo per riempire in fretta una parete. Non c’è nulla di male in entrambi i casi, ma credo che si sarebbe potuto dare un qualche incentivo in più per premiare creazioni più elaborate.

Calza a pennello… quasi del tutto

L’intera avventura è completabile entro circa cinque ore. In base poi al tempo che passerete persi nei disegni, potrebbe aumentare esponenzialmente. A rendere più longevo il tutto c’è anche una modalità disegno libero che viene sbloccata progredendo nel gioco, e un buon mucchio di collezionabili, alcuni a mo’ di mini-puzzle che richiedono la presenza dei geni a darvi indizi su cosa serve disegnare per risolverli, e che vi premiano con delle bellissime illustrazioni.

Tornare a Denska una seconda volta per completare i nuovi puzzle che troverete solo al secondo giro e cercare i collezionabili nascosti è stata una sorpresa piacevole che ha all’incirca raddoppiato il tempo per completare la storia. Senza dubbio non lascerete giù il controller dopo i titoli di coda.

Una cosa che ci ha lasciati un po’ delusi è lo scarso uso del PS VR: nello specifico, il gioco non permette un reale uso del visore a 360 gradi, ma lascia piuttosto giocare in modalità cinema. Il risultato è piacevole, ma la bellissima direzione artistica rende di più su uno schermo di qualità che non dentro al visore del VR, e questo è un davvero un peccato.

Infine bisogna soffermarsi necessariamente sulla direzione artistica. Concrete Genie si presenta con una veste grafica che ricorda molto i film Pixar, e utilizza una sorta di effetto stop-motion per le espressioni dei personaggi. Inoltre il modo in cui le tinte di grigio, petrolio e marrone si scontrato coi neon, le stelle e le luci dei disegni di Ash è uno spettacolo per gli occhi. Il doppiaggio italiano poi è di grande qualità, una rarità tra le rarità per il nostro mercato, e l’impressione di immergersi in un’emozionante fiaba moderna su grande schermo è decisamente riuscita.

La trama poi è semplice, non dà molto spazio ai personaggi che vengono appena accennati, si concentra sullo stretto necessario per raccontare una storia di bullismo, di decadenza, e infine di speranza. È molto diretta e semplice, ma emozionante e molto evocativa.

A chi consigliamo Concrete Genie?

Concrete Genie è una tra le esclusive Sony del 2019 che si presenta al prezzo budget di € 29,90, con tanto di supporto PS VR. L’ambientazione, la storia, lo scenario onirico o gli sviluppi che toccano il cuore sono qualcosa che chiunque dovrebbe provare. Il gameplay è la parte più sperimentale e potrebbe non piacere, ma se il trailer vi ha incuriosito almeno un po’, sapete cosa fare oggi!

 

One Thought to “Concrete Genie – Recensione”

  1. […] Paint ma, nel corso degli anni si sono moltiplicate (sempre in ambito di disegno si può ricordare Concrete Genie, che sfrutta anche la tecnologia della realtà virtuale). Grazie agli strumenti moderni hanno […]

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