Don’t you devil may cry tonight.

Data di uscita PC\PS4\Xbox One – 8 Marzo 2019

Devil May Cry. Ricordo quando da giovincello con la mia bella PS2 mi trovai di fronte a questo titolo, comprato solo ed esclusivamente perché sviluppato da Capcom. All’epoca i giochi della famigerata software house nipponica li prendevo a occhi chiusi, d’altronde giocavo alla loro roba da Megaman, per non parlare del mio sconfinato amore per Street Fighter 2 (solo a scriverlo mi emoziono e lacrimo Sonic Boom). Cosa succedeva quindi? Che a volte mi trovavo tra le mani dei gran pezzi di materia fecale come Dino Crisis per PS1, altre volte veri capolavori come il primo Devil May Cry, un insieme di truzzaggine con assolazzi di chitarra infiniti giappo-metal, demoni alla Go-Nagai , blasfemia religiosa e un pizzico di Divina Commedia. Una miscela esplosiva di gioia e di cattivo gusto. Ricordo attimi di grande stupore durante ogni scontro con i boss giganteschi e le supercombo che si potevano scatenare sui poveri demoni manichino. Me li ricordo come se fosse ieri… Ricordo però anche i conati di vomito causati dal sequel Devil May Cry 2 che praticamente aveva preso tutto quello che c’era di buono nel primo e lo aveva scaricato giù nel water infernale.

Per me la serie era morta e sepolta, d’altronde solo dopo anni ho potuto giocare agli ottimi Devil May Cry 3 e 4, oltre al criticatissimo reboot di Ninja Theory che comunque ho trovato molto divertente, anche solo per le citazioni a Essi Vivono di John Carpenter.

Inoltre avevo anche scoperto la causa dell’orrido secondo capitolo, ovvero la dipartita di Hideki Kamiya che al tempo manco sapevo chi cavolo fosse. Il caro Kamiya come ben saprete è poi tornato a esprimere tutto il suo amore per il buongusto con Bayonetta, ma questa è un’altra storia.

Le notizie su Devil May Cry 5  circolano da un bel po’ insieme a video del gameplay e alla presentazione dei vari personaggi del gioco. Onestamente però non mi hanno interessato più di tanto, a parte la vaga somiglianza di Nero con il wrestler Cody Rhodes, molto amato dal pubblico nipponico.

Da questo gioco mi aspetto ore e ore di digressioni storiche e filosofiche sul passaggio dall’Illuminismo al Romanticismo in Europa.

Il gioco in sé mi è sembrato la classica minestra riscaldata e servita per poter soddisfare le esigenze dei fan più oltranzisti della serie. Ed in effetti la demo è stata prova sufficiente di queste mie pigre impressioni. L’ho provata sulla mia PS4, scaricandola direttamente dallo store (la trovate facilmente nella sezione DEMO) e dopo una breve cutscene che mi ha introdotto Nico, una sboccata giovine uscita da un film di Rodriguez, mi sono ritrovato in una situazione parecchio familiare. Ai controlli di Nero ho iniziato a mazzuolare i demoni come ero abituato a fare nei vecchi titoli, salassandoli a colpi di spada, devastandoli di fucilate in faccia e facendo un po’ di sano juggling aereo. Arrivare ad ottenere il risultato S nei combattimenti contro i nemici base è stato abbastanza facile, non perché io sia particolarmente bravo, ma perché obiettivamente il sistema di combattimento è rimasto invariato rispetto ai capitoli precedenti. Chi come me ha gradito Devil May Cry 4 sarà contento di ritrovare la possibilità di azionare il motore infuocato della spada di Nero per rilasciare colpi caricati devastanti. L’unica innovazione nel combattimento sta nel braccio bionico-demoniaco di Nero che se caricato all’estremo o se fatto esplodere si distruggerà inevitabilmente, venendo sostituito da un altro di tipo diverso. Se ne possono collezionare fino a quattro di elementi diversi, finiti i quali il povero Nero rimarrà monco fino al ritrovamento di un altro braccio di qualsiasi tipo.

Il gioco presenta personaggi raffinati con i quali intrattenervi in ore di conversazione letteraria davanti a un bel tè caldo.

Il tutto mi sembrato molto fluido, ma allo stesso tempo legato a delle meccaniche vecchie di qualche annetto con le quali se devo essere sincero il tempo non è stato molto clemente. D’altronde gli standard dei videogame d’azione sono cambiati, basta vedere anche solo la fluidità d’azione di Bayonetta. Devo comunque dire che spezzare di mazzate i demoni rimane sempre un’attività molto divertente. Non mancano le sfere rosse per potenziare il personaggio e le sfere verdi per curarlo. Per accedere al negozio di oggetti e potenziamenti, basterà chiamare Nico da una cabina telefonica in stile londinese e lei piomberà con tutto il suo furgone pieno di upgrade da acquistare in cambio di sfere rosse. La demo si conclude con un boss che al livello di difficoltà preimpostato (immagino normale o facile) non ha previsto grandi strategie a parte quella di riempirlo di spadate in bocca.

Il comparto grafico è gestito dal nuovo RE Engine che sulla mia PS4 classica si comporta molto bene, sebbene ogni tanto il gioco sia vittima di qualche calo di FPS durante le cutscene, ma niente di compromettente. D’altronde si tratta di una demo, quindi tutto fa sperare che nella release finale gli sviluppatori facciano sparire questo difettuccio. Spero anche che aggiungano qualche effetto visivo in più, perché ogni tanto ho avuto l’impressione che i combattimenti fossero un po’ scarni da questo punto di vista.

Il comparto sonoro è su livelli standard di mazzate e urla demoniache, con i personaggi che parlano uno slang ammerigheno da giovini strafottenti e i demoni con il loro classico doppiaggio cavernoso grazie al quale non si capisce assolutamente niente di quello che dicono. La musica è la classica da DMC: accompagna molto bene il tutto con dei pezzi metalcore per il sottoscritto raccapriccianti, ma che obiettivamente ci stanno con il ritmo frenetico del gioco.

Della storia non so molto, ma immagino non sia niente di particolarmente appassionante: tre truzzoni e una cozza dovranno farsi strada a suon di mazzate tra le fila dei demoni per poi scontrarsi col cattivo di turno, tra colpi di scena telefonati e dialoghi imbarazzanti. Oltre a Nero, tra i personaggi giocabili ci saranno il vecchio Dante e un nuovo tamarro chiamato V che pare uscito da una boyband coreana. Rimane da vedere come avverrà la selezione tra questi, se ci saranno storie separate o se il gioco ci farà balzare da uno all’altro nello stesso playthrough.

Francamente la demo non mi ha colpito più di tanto, ma per tornare al discorso di sopra secondo il quale occorre comprare tutti i titoli Capcom probabilmente acquisterò anche questo episodio e magari scriverò un’opinione più dettagliata, sempre se il lavoro non mi fagocita.

Nel caso non abbiate una PS4 o una Xbox One per provarlo, eviterei il preordine su PC e aspetterei di vedere prima di tutto se sarà ottimizzato, poi valutare se la longevità e il gameplay valgono la candela. Contate che il prezzo iniziale dell’edizione standard sarà di 59,99 € e per l’edizione deluxe di 69,99 €.

Se siete dei neofiti della serie vi consiglio di giocare al primo episodio, disponibile nella Devil May Cry HD Collection contenente anche il putrido DMC 2 e il godevole DMC 3. La collection è acquistabile a 29,99 € sul PS Store e attualmente in saldo a 19,79 € su Steam.

Peace!

 

2 Comments »

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.