Fae Tactics -The Girl who Destroyed the World- è un RPG tattico a turni sviluppato da EndlessFluff e distribuito insieme a Humble Games, al momento disponibile solo su Steam, ma in arrivo prossimamente anche su Nintendo Switch.

Provato su PC

+ Feeling nostalgico– Imprecisioni tecniche
+ Gameplay accattivante
+ Ricco di carattere

Un mondo sull’orlo della rovina

Ambientato nello stesso universo di un precedente titolo di EndlessFluss, Legend of Fae, Fae Tactics mette il giocatore nei panni di Peony, una giovane ragazza dotata di misteriosi poteri magici, una qualità vista con paura dalla gente comune. Al suo fianco ci sono Chico, il suo “fidato fido”, Payachin, un uccellino acquatico, e una schiera di Fae da invocare. In un mondo a pezzi dopo un incidente che ha fuso quello degli umani con quello delle Fae, la protagonista parte per un viaggio alla ricerca di sua madre, portando con sé i suoi amici e cercando di aiutare chiunque ne abbia bisogno sul proprio cammino.

L’ispirazione ai grandi del genere è forte, in particolare Final Fantasy Tactics Advance, ma le similitudini sono poco più che superficiali. Fae Tactics porta al tavolo un complesso sinergico di sistemi che rendono i combattimenti dinamici e fortemente strategici.

L’interfaccia è stata creata per offrire un’esperienza quasi completamente priva di menù, optando piuttosto per comandi contestuali e dando peso a ogni abilità. Ogni unità ha un attacco che può sferrare direttamente contro un nemico, un’azione assist a favore di un compagno, e una wait skill che si attiva quando non si compiono azioni durante il proprio turno. Molte di queste abilità sono vitali per il successo, e imparare a farne buon uso è essenziale.

Ad aggiungere carne al fuoco c’è uno degli elementi più attraenti di questo titolo, e cioè la possibilità di trovare e invocare in battaglia come proprie unità le Fae: ogni volta che si sconfigge un nemico, c’è la possibilità che questi lascino a terra materiali, frutta o il talismano che sblocca la loro evocazione in battaglia. Una volta ottenuto il talismano, dalla successiva battaglia sarà disponibile la nuova creatura da chiamare al fianco di Peony. Ogni Fae ha un certo peso, espresso in un numero di sfere brillanti, che ne suggerisce la potenza e funge da limite al numero massimo di Fae da invocare per ogni battaglia. Data la natura casuale degli oggetti che si trovano, l’effetto gotta-catch-em-all è piuttosto forte e la possibilità di affrontare free battle permette di incontrare nuovamente creature non ancora reclutate.

Le presentazione ha un gusto estetico molto fiabesco e ricco di colore, la grafica altamente pixellata ha un fascino innegabile, anche se su schermi più grandi il risultato è a volte grottesco. Una critica un po’ amara che ci si ritrova a fare è il fatto che la versione pubblicata presenta un font pulito e moderno e un gradiente liscio che cozza fortemente con la direzione retro che permea tutto il resto. Non è chiaro cosa abbia spinto a questo cambiamento o se ci sia l’intenzione di tornare allo stile presentato nel materiale promozionale.

Un’avventura tradizionalmente non tradizionale

Le avventure di Peony vengono costantemente intervallate da una miriade di sottotrame e filoni narrativi che vanno per la loro strada, portando il giocatore in posti, letterali come metaforici, decisamente inaspettati.

Una volta trovata e riparata la motocicletta, nelle prime ore di gioco, si avrà accesso al primo dei tanti continui incroci che permettono al giocatore di intraprendere liberamente il percorso che vuole. Il gioco non dà quasi alcuna indicazione su cosa succederà, a parte mostrare il numero di battaglie consecutive che si affronteranno in una data strada, il tutto con un gusto stranamente nostalgico e old-school.

Proprio dopo le prime cinque ore di gioco circa, Fae Tactics comincerà a mostrare le carte del proprio mazzo, con mappe più interattive, nemici più numerosi e intelligenti, e trappole di ogni tipo, pronte a distruggere qualsiasi unità che ci si avvicini, alleata o nemica. Cannoni, trampolini, funghi velenosi e quant’altro renderanno molte aree particolarmente ostiche. Inoltre, alcuni elementi atmosferici come la pioggia o la tempesta di sabbia interferiscono col gameplay, apportando modifiche agli elementi e alla possibilità di attaccare a distanza.

Se non vi basta, un sistema di cucina, di fatto poco più che un veloce round di Memory, è accessibile prima di ogni mappa per dare dei piccoli buff per la battaglia successiva. Questo non aggiunge nulla di particolarmente rilevante, ma è un breve momento di stacco leggero e senza impegno che permette al giocatore di respirare tra una battaglia e un’altra.

Per quanto riguarda il sistema di crescita e sviluppo personaggi, è tutto ridotto molto all’osso: ognuno dei personaggi leader può investire un punto ottenuto a ogni level up su uno di tre percorsi (Offence, Defence, Special), liberamente modificabile nel menù anche dopo l’assegnazione, e può equipaggiare una pergamena, cioè un’abilità passiva. Le pergamene si possono ritrovare in battaglia per potenziarne permanentemente gli effetti.

Questo approccio molto less-is-more è da un lato forse una delusione per gli amanti del genere, ma indubbiamente si rende più accessibile a tutti quei giocatori spaventati quando non terrorizzati dalla minuziosa personalizzazione necessaria in titoli come Disgaea.

“Non sono una strega!”

Le avventure di Peony, soprattutto quando ci si prende la briga di esplorare anche tutte le storie secondarie, sono divertenti e molto soddisfacenti. Il gameplay di base è un tributo ai classici del genere in una forma abbastanza moderna e veloce. La possibilità anche di velocizzare le animazioni aiuta non poco l’esperienza.

Le conversazioni tra i personaggi sono sempre molto semplici e dritte al sodo, ci si perde molto poco in chiacchiere e il ritmo del testo ondeggia tra il comico, l’emotivo e il nonsense, lasciando l’impressione che una maggiore cura avrebbe dato un risultato più coerente e fluido. Ciò che comunque è presente non manca di strappare più di qualche sorriso e qualche momento davvero toccante, in diversi punti della trama.

Peony ci farà compagnia per circa una sessantina d’ore, facilmente estendibili se si contano le Fae da trovare e la quantità di piccoli elementi personalizzabili e perdibili nel corso dell’avventura. Se siete quel tipo di giocatore che non vuole lasciarsi nulla dietro, quel numero può velocemente salire drasticamente. A questo proposito, se impiegate il vostro tempo in tutte le attività secondarie, non ci sarà neanche bisogno del fatidico grinding.

La generale semplicità dei sistemi è compensata dalla forte compenetrazione degli stessi: tutto ha un suo senso e serve strettamente a qualcosa di piuttosto immediato. Il controllo in mano al giocatore è ben visibile, e quando si perde si ha la giusta sensazione che ci sia un modo migliore per affrontarla e che sia possibile farlo con le proprie forze. Alcune missioni dove bisogna proteggere un’unità ospite sono giustamente orribili, ma sono le uniche eccezioni che speriamo di non incontrare mai più.

A chi consigliamo Fae Tactics?

Fae Tactics è un titolo ambizioso e pieno di carattere, che si inserisce in un genere difficile e di nicchia con grande prepotenza, e con risultati piuttosto soddisfacenti. Nonostante presenti più di qualche imprecisione a livello di presentazione e tecnico, sono innegabili il fascino e il generale valore del gameplay, che è di ottima fattura. Se ci si aggiunge un prezzo budget di circa 20 euro, gli appassionati e i curiosi del genere sanno già cosa fare.

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