Abbiamo testato Giants Uprising, nuovo titolo in Early Access che potete trovare su PC tramite la piattaforma Steam.

Nei videogiochi si tende a usare esseri umani come protagonisti, o perlomeno umanoidi dalle fattezze simili alle nostre. Gli enormi mostri ricoprono invece il ruolo di “boss di fine livello”, probabilmente per dare una maggiore soddisfazione al giocatore, piccolo Davide virtuale che abbatte il suo Golia personale a botte di combo sul gamepad.

D’altronde i videogiochi non sono altro che un’intricata invenzione degli umani che permette ad altri umani di fuggire qualche ora dalla realtà per entrare in un mondo dove poter compiere imprese straordinarie. Ed è qui che probabilmente risiede il loro incredibile fascino ancora sottovalutato: il poter agire direttamente sull’azione, impersonare completamente un personaggio fittizio e portarlo al compimento di una grande avventura.

Ma cosa succede nei rarissimi videogame dove si impersona un mostro e sono gli umani i ‘cattivoni’? Il mostro, l’inspiegabile, l’orrore… è sempre difficile da gestire perché inevitabilmente conferisce al giocatore un potere immenso, lo trasforma nel boss di fine livello quasi indistruttibile, rompendo così la tradizione e inevitabilmente andando ad affrontare diverse difficoltà tecniche.

Recentemente ci hanno provato titoli come l’ottimo Carrion e il più scanzonato Maneater, risultando ovviamente graditi solo ad una piccola nicchia. Nel calderone dei protagonisti mostroni si preparano al tuffo anche Terror of Hemasaurus, un divertente omaggio al mitico Rampage, e Giants Uprising del quale andiamo ad analizzare la versione in Accesso Anticipato.

Provato su PC


single playerEA early access

L’attacco dei Giganti

Giants Uprising è il nuovo progetto di Varsav Game Studios (indovinate di dove sono) che mette il giocatore nei panni di un Grande Gigante Gentile e gli permette di devastare insediamenti umani, spargendo morte e distruzione.

Il design dark fantasy gretto e zozzo già visto in The Witcher apre le porte a una trama un po’ scontata, dove, dopo una lunga alleanza, gli esseri umani hanno schiavizzato i giganti per ottenere la loro tecnologia e dominare il mondo. Non tutti gli umani però si sono abbassati a simili nefandezze contro la stirpe gigante, infatti nel Nord le due razze vivono in armonia come nei bei tempi passati, opponendosi all’Impero dell’Uomo. Questi prodi e inclusivi umani, vengono comunque fatti a pezzi e schiavizzati insieme ai loro amiconi giganti.

Asciugatevi le lacrime però, perché i giganti non se ne staranno certo a guardare, specialmente quello che controlleremo durante il gioco, ovvero Rogbar! Il nostro Rogbar, con l’aiuto dell’umano Kielbasa dovrà devastare questi luridi lillipuziani e dare inizio alla rivolta dei giganti!

Il gameplay del titolo è abbastanza elementare: siete Rogbar, siete grossi e quindi avete diritto a spaccare tutto. Potrete caricare a testa bassa gli edifici umani, facendo volare pezzi ovunque e trasformando cittadine e insediamenti militari in dei luoghi di eterna morte. Ogni tanto verrete attaccati da gruppi di soldati umani che potrete tranquillamente calpestare, oppure usare la classica mossa del superpestone per causare onde sismiche in grado di farli volare via come fuscelli.

Anche le torri saranno un problema, in quanto vi spareranno addosso, ma per abbatterle potete raccogliere macigni, spunzoni e pale di mulini, gettandogliele contro con disprezzo. Chiaro che come in ogni gioco, si dovrà fare un po’ attenzione alla barra della vitalità, ripristinabile distruggendo cose e mangiando la carne del bestiame che troveremo in giro per i livelli. Con ogni livello manderemo avanti la trama, inoltre otterremo degli skill point da investire in un albero di abilità passive (salute, danno, etc.) , al momento accessibile solo dal menu principale del gioco.

Gigante contro Gigante

Ora, tutto questo funziona abbastanza bene, il gameplay ha un buon ritmo e i livelli scorrono piacevolmente senza che il gioco perda il suo focus dietro alla trama. Fracassare villaggi correndo come dei grossi bambinoni e scagliare macigni contro gli edifici dà una certa soddisfazione, sebbene questo schema può risultare ripetitivo. A spezzare la monotonia infatti ci pensano gli scontri contro gli altri giganti!

Purtroppo però, al momento questi combattimenti sono gestiti con un sistema di combattimento ravvicinato non proprio esaltante. Colpi lenti, e un impatto poco soddisfacente di quelli andati a segno non sono proprio il massimo, inoltre le animazioni dei nemici giganti e dello stesso Rogbar non aiutano. Ed è proprio qui la sfida che dovranno superare i Varsav Studios: riuscire a mescolare la libera e smodata distruzione, con dei momenti di gameplay più ragionato nei boss fight.

In realtà, di sfida ce ne sarebbe pure un’altra: l’ottimizzazione. Ad ogni edificio distrutto il processore urla di dolore insieme ai poveri umani schiacciati dalle macerie, droppando frame come un rapper sbruffone il microfono dopo un freestyle ben riuscito.

Anche sul comparto grafico, tutto sommato ben realizzato, va ovviamente rifinito, sia nei dettagli (Kielbasa appare sulla spalla di Rogbar nelle cutscene, ma non durante il gioco) sia sui colori e sugli effetti luce ancora un po’ sbiaditi.

A chi consigliamo Giants Uprising?

In conclusione posso dire che Giants Uprising ha del potenziale per risultare un titolo piacevole e una valida alternativa ai soliti shooter. Certo, non ha la stoffa per andare a prendere a schiaffi i titoli moderni di alto calibro, ma di sicuro ha davvero tanto cuore da vendere. Un cuore gigante che mostra molta originalità e anche coraggio nel voler evadere dal classico protagonista “marine armato fino ai denti” o “riservato sedicenne giapponese”.

Ve ne consiglio l’acquisto in Early Access? Al momento, visto che l’ottimizzazione è veramente ai minimi storici, se il titolo vi stuzzica prendetelo solo se avete un PC potentissimo, altrimenti vi conviene attendere. Allo stesso modo, il gioco verrà arricchito di armi, mosse e tanto altro in futuro, bisogna solo sperare che Varsav Games non venga colpita dalla maledizione dell’Early Access di Steam che spesso vede titoli lasciati in questo stato per anni, se non addirittura decenni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.