Kingdom Hearts: Melody of Memory è un rhythm game, un gioco musicale, sviluppato da indieszero e Square Enix e distribuito da Koch Media, uscito il 13 novembre per Playstation 4, Xbox One e Nintendo Switch.

Provato su Playstation 4

Una passeggiata tra i ricordi

La domanda sulla bocca di tutti, non appena venne annunciato inizialmente questo nuovo titolo nella ricca e rinomata saga targata Square Enix è stata: ma è uno spin-off o continua la trama originale? La risposta potrebbe non piacere, ma si tratta principalmente di un riepilogo generale degli eventi fino alla fine dell’acclamato DLC Re:Mind del terzo capitolo numerato su Playstation 4, con qualche emozionante novità chiave per la trama, accessibile una volta completato il Tour Mondiale, la modalità principale di Melody of Memory.

Per quanto riguarda la trama, è impossibile parlarne senza entrare in spoiler importanti, specie per coloro che non hanno ancora concluso Re:Mind, quindi ci limitiamo a darne una presentazione più sommaria. Dopo la conclusione degli eventi di Re:Mind, Kairi decide di cadere in un sonno dove poter viaggiare tra i propri ricordi, in cerca di indizi per capire cosa sia realmente successo a Sora. Questo è il pretesto che pone Kairi come voce narrante che scandisce gli eventi frammentati di ogni titolo della saga fino a oggi.

Da un lato questo permette anche a un novizio, o qualcuno non del tutto al corrente di tutte le vicissitudini, di godersi l’esperienza senza particolari problemi, dall’altro la narratrice non scende mai in specifici i dettagli, e ci si può trovare spesso in mancanza di informazioni chiave per comprendere appieno la trama.

Un keyblade a ritmo di musica

Non bisogna dimenticare comunque che si tratta di un rhythm game, al cui c’entro si trova la musica. Melody of Memory raccoglie la bellezza di circa 150 brani, che attraversano gli anni di collaborazione tra Disney e Square con una ricchezza impressionante. Sebbene non tutti ovviamente siano della stessa qualità, anche la sola quantità riesce a soddisfare anche i fan più esigenti. Non sono stati creati brani inediti stavolta, ma i brani per i titoli di testa e di coda sono stati riarrangiati appositamente dal compositore Yoko Shimomura.

Square Enix ha ingaggiato nuovamente Indieszero, noti per lo sviluppo della mini-saga musicale Theatrhythm su Nintendo 3DS, per questo titolo, e non è un caso se alcuni elementi chiave sono stati ripresentati anche qui.

L’azione si svolge in verticale, e vede un gruppo di tre personaggi farsi avanti in coloriti livelli a ritmo di musica, dove premere attentamente i tasti è la chiave per la vittoria. Il tasto principale è X, ma viene talvolta chiesto di utilizzare L1 o R1 in situazioni più complesse. Un’aggiunta inizialmente ostica è l’utilizzo del tasto triangolo per le abilità del personaggio principale e del tasto cerchio per saltare o planare, che da un lato inseriscono un elemento platform piuttosto originale, dall’altro rendono meno intuitivo il gameplay, e abituarcisi potrebbe richiedere un po’ di tempo.

MoM presenta principalmente tre tipologie di livelli: battaglie musicali, tuffi musicali nella memoria e battaglie boss. La grande maggioranza dei livelli è costituita da battaglie musicali, livelli in cui il trio di personaggi prosegue automaticamente verso l’alto e i vari nemici e/o ostacoli si avvicinano a ritmo e vanno affrontati con agili pressioni di tasti.

I tuffi musicali nella memoria tolgono i binari fissi ai personaggi e danno relativa libertà di movimento per un gameplay lievemente più fluido e immersivo. Sarà richiesto infatti di muovere i personaggi nell’intera ampiezza del livello invece di, ad esempio, saltare, il tutto accompagnato da splendidi video.

Le battaglie boss sono esattamente ciò che sembrano: sconti epici con alcuni dei boss storici della saga, sviluppate come stanze dove il movimento si svolge eccezionalmente in orizzontale, e tornano a dare un gusto action grazie al forte elemento scenico degli scontri.

Ma non è un RPG

I giocatori più familiari con Theatrhythm potrebbero aspettarsi una componente RPG piuttosto ricca, ma stavolta non è questo il caso. I personaggi utilizzabili sono sempre tre, selezionabili tra quattro set iconici non modificabili. In diversi casi, Re Mickey fa la sua gloriosa apparizione come quarto personaggio speciale. Talvolta invece un PNG viene sostituito da un ospite in base al livello che si affronta, e potete aspettarvi la comparsa di numerosi beniamini Disney come Hercules, Aladdin, Mulan, la Bestia, Simba, Peter Pan o Stitch!

C’è da dire però che il tutto manca di qualsiasi tipo di personalizzazione, e sebbene ogni squadra abbia un livello che cresce con l’esperienza accumulata completando i livelli, il tutto si riduce a un potenziamento dei parametri, fatto poco più che cosmetico. Nello specifico i PS, che sono di fatto l’energia che permette al giocatore di sbagliare prima dell’inevitabile game over, può essere estesa naturalmente giocando, rendendo battibile anche quel livello che proprio non si riusciva a completare, strizzando un po’ l’occhiolino a quello che sarebbe il grindind in un gioco di ruolo tradizionale.

Ognuno dei circa 150 livelli a disposizione presenta inoltre tre sfide da completare per guadagnare le stelline che servono a progredire nel Tour Mondiale. Non tutte sono necessarie, anzi, molto del contenuto è effettivamente opzionale al fine del completamento dell’avventura. Questo, sommato alle diverse difficoltà disponibili, conferiscono al tutto un certo senso di rigiocabilità che aiuta non poco la longevità generale dell’esperienza.

Infine, MoM propone un rudimentale sistema di crafting sotto forma di un menù dove trasformare gli oggetti ottenuti nei livelli in boost da utilizzare in un nuovo livello o per riempire il ricco catalogo visualizzabile nell’apposita modalità Museo.

Non solo musica

Melody of Memory offre poi altre modalità, prima tra tutte la Raccolta brani, dove poter selezionare liberamente il brano desiderato da affrontare e addirittura modificarlo con le tre opzioni che rendono più complessa o semplice (quando non più accessibile). Normale, Uno Solo, dove i tasti da premere si riducono a… beh, uno solo, e Artista, che inserisce nel livello nuovi tasti da premere che non causano perdita di PS se persi, ma aumentano il contatore di combo se correttamente premuti. Come da copione, i contenuti di questa modalità andranno progressivamente sbloccati attraverso la modalità Tour Mondiale. A proposito di accessibilità, il menù delle opzioni principali permette di aggiustare l’input lag in positivo o in negativo in base alle proprie esigenze, opzione essenziale per un’esperienza piacevole.

La modalità Museo è, come da nome. la collezione dei contenuti sbloccati o creati tramite il sistema di crafting, come illustrazioni dei personaggi, di scene di trama, o dei keyblade.

Inoltre, il titolo presenta anche una modalità cooperativa offline in split-screen, dove Sora e Riku collaborano per completare il livello. Come non bastasse, c’è la possibilità di giocare contro un altro giocatore online, ma bisogna tenere a mente che Uno Solo e Artista non sono selezionabili in co-op, e non è selezionabile un amico manualmente. Questa modalità VS, online o contro la CPU, arricchiscono il gameplay con trucchi, modificatori che rendono frenetiche ed esilaranti le sfide tra giocatori, magari rendendo i nemici del nostro sfidante invisibili, o scambiando i PS al momento opportuno per avere la meglio!

A chi consigliamo Kingdom Hearts: Melody of Memory?

Ci sarebbe ancora altro da aggiungere, ma al netto di quanto detto, Melody of Memory è un rhythm game competente e divertente, e laddove tentenna su alcuni elementi che forse meritavano maggiore cura, porta al tavolo un’esperienza divertente e ricca di contenuti, per fan e curiosi, novizi ed esperti. Chi si aspettava qualcosa di incredibile riguardo agli sviluppi della trama rimarrà probabilmente a bocca mezza asciutta, dato che gli sviluppi inediti non portano a nessuna reale nuova conclusione. Ad ogni modo, i fan della serie hanno un nuovo titolo nella loro collezione, e i curiosi del genere musicale hanno una ricchezza di contenuti che diverte per molte ore. Se lo scetticismo per il prezzo pieno lascia un po’ incerti, con ottime probabilità uno sconto potrebbe convincervi.

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