Gli shooter vecchia scuola, spesso chiamati ironicamente “boomer shooter” stanno vivendo una sorta di seconda giovinezza… o forse una seconda vecchiaia. Merito del recente successo dei due titoli reboot di DOOM, autentici capolavori di ultraviolenza e gameplay frenetico.

Nel corso degli ultimi anni gli amanti degli FPS si sono potuti crogiolare con titoli di notevole spessore come l’ottimo Ion Fury, l’atmosferico Dusk e l’epico Amid Evil, inoltre molti stanno aspettando con una certa ansia Prodeus, altro titolo in Early Access che ha già riscosso un notevole successo.

Nel ciclone di fuciloni, mostri orrendi e intricati livelli si ributta anche la storica 3D Realms che insieme a 1C Entertainment ci propone Wrath, un FPS ispirato a Quake che punta sulla difficoltà e sulla precisione piuttosto che sulle sparatorie frenetiche.

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Dal punto di vista del gameplay Wrath non si smuove molto dalle meccaniche già viste nei titoli del genere, con un sistema di combattimenti che sfrutta il movimento e il cambio di armi repentino, così come la raccolta della vitalità e dell’armatura per poter rimanere in vita. C’è però una sostanziale variante allo shooter, ovvero i salvataggi. Ebbene sì, l’arma preferita di ogni giocatore FPS che si rispetti è sempre stato il salvataggio manuale, grazie al quale era possibile riprovare all’infinito combattimenti particolarmente ostici. Su questo, Wrath ci toglie il tappeto da sotto i piedi, con un sistema di salvataggi limitato basato su degli oggetti chiamati Soul Tether. Questi saranno sparsi per la mappa e ci consentono di salvare il gioco lasciando la nostra ‘anima’ in una qualsiasi parte del livello. Quando verremo accoppati potremmo ricaricare la partita da quello stesso punto e riprovare.

All’inizio questo sistema disorienta, specialmente i veterani abituati a poter premere il glorioso F5 per salvare velocemente la partita. Spesso ce ne si dimentica completamente, andando avanti nel livello per poi schiattare malamente e dover ricominciare tutto da capo. I Soul Tether rendono Wrath un gioco molto ragionato e a tratti strategico: dovrete infatti cercare di raccogliere quelli sparsi per il livello e usarli con sapienza, in quanto si tratta comunque di una risorsa limitata. Ad esempio potreste decidere di piazzarne uno dopo aver affrontato un combattimento particolarmente ostico, oppure prima di una sezione dove nei tentativi precedenti i mostri vi hanno fatto il sedere a strisce e costretto a ricominciare il livello dal principio.

Oltre ai Soul Tether, negli enormi livelli di Wrath ci saranno anche dei punti di salvataggio chiamati Shrine che vi permettono di riacquisire tutta la vitalità persa e salvare il gioco. Gli Shrine vi fanno prendere una boccata d’aria, specialmente se avete finito i Soul Tether o semplicemente non ne avete ancora trovati. Potrete quindi decidere di caricare il gioco sia dall’ultimo Soul Tether piazzato, dall’ultima Shrine o magari ricominciare completamente il livello se vi rendete conto che la vostra run ha fatto veramente pena.

Ora… i Soul Tether e le Shrine non sono un problema se giocate a livello normale, ma questo farebbe di voi delle schiappe maledette, degne solo di diventare materia organica per saziare demoni coprofagi. Insomma sù ragazzi, gli FPS vecchia scuola si giocano dal livello difficile in su! In questo caso però preparatevi, perché i nemici di Wrath vi daranno veramente tanto, ma tanto filo da torcere. Devo essere sincero, prima di provare questo gioco pensavo che non ci potessero essere nemici più bastardi di quelli del vecchio Serious Sam, ma devo veramente ricredermi.

Si parte dai classici zombie carne da cannone, seguiti dai classici demoni armati di shotgun e degli strambi mostri con un fucile al plasma montato in bocca. Già queste due tipologie da sole possono mettervi KO se non state attenti a come gestirle, anche perché hanno una mira incredibile quindi se non fate un po’ di sano vecchio ‘strafing’ state certi che vi beccheranno. Poi si passa alle terrificanti Widow (ottimo il loro raccapricciante verso, così come il design) che vi caricano a testa bassa. Ancor più fastidiosi sono i mostriciattoli volanti che vi attaccheranno dall’alto.
Passando al tier successivo ecco dei bei mostroni deformi che vomitano acido e a delle orrende creature volanti che oltre a sparare palle di fuoco, tenteranno anche di masticarvi la testa.

Wrath non si fa certo problemi a scagliarvi tutta questa bella combriccola addosso, nelle combinazioni più difficili e bastarde che possiate immaginare. Tra l’altro, se solo provate a raggiungere una zona segreta, ecco che il gioco vi teletrasporta addosso nuove truppe demoniache, per rendervi la vita ancora più complicata.
Non vi nego che seppur mi ritenga abbastanza bravo negli FPS, anche solo il primo livello di Wrath mi ha fatto veramente sudare parecchio. La fatica però viene ripagata quando farete esplodere le malefiche bestie in un tripudio di poligoni e sangue, oppure le decapiterete con un bel colpo di shotgun in puro stile Blood, o del quasi sconosciuto Chasm: The Rift, altro clone di Quake degli anni ruggenti.

Per combattere tutta questa allegra marmaglia avremo a disposizione il classico arsenale di armi che al momento di questa versione Early Access direi che è abbastanza limitato, ma funzionale. Shotgun e pistola sono le fondamenta con le quali schiacciare demoni come insetti, poi troviamo una violenta mitragliatrice, chiarissimo tributo al fantastico sparachiodi di Quake. Al posto del lanciagranate invece avremo una sorta di lanciamelma, arma capace di far esplodere delle pustole di letame verde altamente devastanti per i nemici. Molto utile anche l’attacco melee che permette di caricare i nemici e di spostarsi sulla lunga distanza velocemente. Ogni arma ha un fuoco secondario che può tornare utile o meno a seconda delle situazioni. Oltre alle armi avremo a disposizione anche degli oggetti speciali (Artifact) che troveremo nel livello.

Questi potenziamenti ci permettono di attivare delle abilità speciali, ad esempio sarà possibile ricevere vita per ogni nemico ucciso, creare uno scudo protettivo contro i proiettili, mettere i nemici uno contro l’altro e anche sacrificare la nostra vitalità per ottenere invincibilità. Tutti gli Artifact hanno una durata limitata, inoltre una volta attivati spariranno dall’inventario. Potrete ovviamente esplorare i livelli per trovarne quanti più possibile, cosa che consiglio vivamente di fare perché Wrath vi metterà veramente a dura prova, specialmente quando vi trovate senza Soul Tether e non ci sono Shrine nei paraggi.

Ecco quindi che Wrath si trasforma da frenetico FPS in qualcosa di più tattico, dove bisogna stare attenti agli angoli, perché in ogni stanza potrebbero apparire nemici in grande quantità. Mi è capitato più di una volta di dover battere la ritirata per non venire sopraffatto e anche di buttare qualche grosso bestemmione perché come un idiota avevo usato male i Soul Tether. Alle prime battute ammetto di aver sbuffato non poco, ma poi sono entrato nell’ottica del gioco, capendo che effettivamente mi trovavo davanti ad un FPS vecchia scuola con un gameplay un filo più ragionato.

Certo, ci sono situazioni ancora parecchio frustranti, cosa che potrebbe far desistere qualsiasi nuovo appassionato al genere, così come la vecchia guardia abituata al salvataggio manuale e a poter provare diverse soluzioni. Wrath invece richiede una certa precisione e pianificazione, l’utilizzo degli artefatti e delle armi al momento giusto e chiaramente i riflessi di un pilota di Formula 1 cresciuto in un monastero Shaolin.

Passando al level design, per ora posso dire di averlo apprezzato. Il gioco sfrutta molto bene il motore di Quake per creare scenari enormi, divisi in parti aperte e chiuse ben collegate, sebbene l’assenza della mappa si faccia sentire spesso. Insomma, anche qui Wrath si rivela un gioco poco gentile con i neofiti che si potrebbero perdere nei labirintici scenari. In ogni livello il nostro scopo sarà quello di collezionare una reliquia, da porre poi in una sorta di cerchio rituale al centro dell’hub principale del gioco. Devo lodare la fluidità e l’enormità degli scenari, ma allo stesso tempo avrei apprezzato almeno qualche indicazione visiva nello scenario o la classica mappa che spero venga poi inserita nella versione finale del gioco.

Il design generale di Wrath non è proprio tra i più ispirati, i nemici sembrano usciti fuori da diversi incubi assortiti e sinceramente a parte le orrende Widow, gli altri mostri mi hanno lasciato piuttosto indifferente. Alcuni dei mostri più che minacciosi sono quasi simpatici nella loro assurda deformità, anche se poi sono capaci di uccidervi in meno di due secondi.

Le armi al momento sono piuttosto generiche, così come i livelli ispirati all’architettura gotica. Tutto già visto e stravisto, persino il personaggio principale non dice assolutamente nulla e non ispira gran violenza. Come il ninja di Ghostrunner, anche il protagonista di Wrath è il classico fesso incappucciato, che poi mi dovete spiegare a cosa diamine serve il cappuccio quando te ne vai a caccia di demoni con un fucile a canne mozze grosso quanto una casa. Forse il nostro eroe è un pazzo psicopatico che sta massacrando un’intera popolazione di pacifici demoni e vuole rimanere anonimo. Oppure nei livelli di Wrath: Aeon of Ruin fa freddo, o magari vuole coprire il suo volto mentre bestemmia come un pazzo per essersi dimenticato di usare il Soul Tether.

In conclusione al momento possiamo dire che Wrath: Aeon of Ruin è un FPS per appassionati del genere che vogliono mettersi alla prova. Il titolo concentrato al massimo sul gameplay si comporta molto bene da questo punto di vista, tenendo sempre il giocatore sulle spine grazie al particolare (per un FPS) sistema di salvataggio e ai perfidi nemici. Mi auguro che nella versione finale vengano aggiunte altre armi, perché effettivamente ottenere tutto l’arsenale già dal primo livello di gioco potrebbe non risultare particolarmente stimolante. Ci vuole inoltre qualche arma un filo più efficace per far fronte a determinate situazioni, dove si sente la mancanza di una certa potenza di fuoco. Insomma lo sparamelma è divertente, ma ci vuole qualcos’altro in grado di fare danno ad area per spalmare le pareti di fresco sangue demoniaco.

Se vi state avvicinando agli shooter old school grazie a DOOM e DOOM: Eternal, allora lasciate perdere Wrath: Aeon of Ruin, perché il gioco è un chiaro guanto di sfida ai veterani del genere. Fatevi un po’ di ossa con titoli un po’ più ‘gentili’ con un sistema di salvataggio classico, poi tornate qui e preparatevi a soffrire.

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