Tie-in. Chi è cresciuto a cavallo fra gli anni ’80 e ’90 ha sicuramente un rapporto di amore/odio con questo termine. Dapprima, quando si era troppo piccoli per capire cosa significasse, o per capire la differenza fra buon gioco e pigra produzione dettata da marketing senza cuore, lo abbiamo amato, intrattenendoci sulle nostre (ormai) vetuste console con titoli che rappresentavano i nostri beniamini della TV.

Poi, crescendo, siamo stati letteralmente travolti da un mare di mediocrità, forte del vessillo che ostentava sul petto ma debole e farraginosa nella sostanza, a fronte di qualche piccolo guizzo degno di nota. Infine, nell’ultimo decennio abbiamo notato come si potesse sviluppare titoli su licenza dotati non solo di carisma ma anche di una cura degna di nota, tanto da farci rivalutare l’intera tipologia di videogiochi. L’episodio più recente di titolo tie-in lodevole, per quanto concerne i battle manga almeno, è quel Dragonball FighterZ che ha alzato smisuratamente l’asticella degli Anime Fighter. My Hero One’s Justice 2, con quell’asticella, ha deciso di giocare il limbo.

Provato su Xbox One

ProContro
+ Roster molto nutrito– Semplice e semplicistico
+ Personaggi degnamente caratterizzati– Offerta single player scarna e senza mordente

NOT A HERO

Allora, lo dico senza ulteriori preamboli, questa tipologia di arena battle così “superficiali” non lo collocherei nemmeno nel genere picchiaduro. Questa affermazione non deve essere vista come spocchioso slancio di superiorità e nemmeno deve sminuire le produzioni simili a prescindere ma sottolinea come, il giocatore medio di beat’em up, seppur fan dell’opera di Horikoshi, difficilmente degnerà di uno sguardo l’ultima fatica di Byking edita da Bandai Namco, che probabilmente non punta nemmeno a quel tipo di pubblico, eppure si presenta in questo modo. Aprendo il menù principale si srolotano davanti ai nostri occhi un buon numero di modalità, il che dovrebbe annunciare lunghe e variegate sessioni di gioco ad attenderci, ma sfortunatamente non è così.

Lo Story Mode, che dovrebbe essere colonna vertebrale dell’intera esperienza, si rivela da subito pigro e raffazzonato, incollando still frame dell’anime di My Hero Academia a scontri da un match spesso incastrati a forza in momenti del tutto casuali, mentre ripercorre frettolosamente la trama della quarta stagione dell’anime. Il Mission Mode invece si spertica in un tutorial ricco e verboso che però, cade nel cliché dell’abbondantissimo fumo che nasconde un vassoio vuoto laddove dovrebbe esserci un succoso arrosto. È possibile costruire una piccola squadra di eroi e dare vita alla propria agenzia di “super“, affrontando missioni e nemici via via sempre più difficoltosi. In realtà sembra più un Arcade Mode (anch’esso presente ovviamente) più diluito e leggermente arricchito, per non dire infiocchettato, che potenzialmente potrebbe anche funzionare, ma si perde nuovamente in un’esecuzione troppo superficiale.

Chiudono il sopracitato Arcade Mode, abbastanza classico ma apprezzabile per questo, le opzioni di gioco online, locale e l’immancabile Sparring Mode. Per quanto “tutto faccia brodo”, è incomprensibile pensare che una produzione che si basa su un gameplay così semplice e piatto non si prenda la briga di fornire un contorno strutturato e ben definito. Se i picchiaduro “canonici” possono essere in parte giustificati dal fatto che la portata principale risieda nella componente competitiva, My Hero One’s Justice 2 non può assolutamente nascondersi dietro quest’egida, purtroppo.

ONE-PUNCH MEN

Odio gli spoiler. Eppure ho già specificato che la giocabilità non brilli assolutamente, ma sospetto che per molti non sia proprio una sorpresa. My Hero One’s Justice 2 è il classicismo picchiaduro 3D su licenza che cerca di basare il suo successo sulla fanbase, più che sulla profondità. Uno dei tasti frontali ci permette di eseguire un auto-combo, che solitamente culmina in un Launcher al quale è possibile legare una Special o cancellare un dash aereo per continuare la combo a mezz’aria, un tasto è legato al salto mentre ognuno dei due tasti rimanenti ci offre la possibilità di eseguire altrettante mosse speciali che ovviamente cambiano a seconda del personaggio controllato. C’è il dash come abbiamo detto, possiamo parare e schivare ed anche eseguire un Guard Cancel quando sotto pressione, e perfino sfruttare due assist differrenti in maniera non dissimile da Marvel VS Capcom o FighterZ, appunto.

Se sulla carta può sembrare un sistema più sfaccettato di altri, la legnosità degli avatar controllati, uniti ad una serie di hurtbox e hitbox non precisissime e una fisica legata alle collisioni abbastanza claudicante, il risultato è purtroppo molto caotico, debole e sbavato. Non è che non sia divertente, sicuramente può esercitare un certo fascino per il giocatore più “casual” o per tutti quei fan del manga super-eroistico che vogliono rivivere gli scontri più memorabili della serie, e in quel senso il titolo può anche funzionare, ma non completamente. Gli stili di combattimento dei personaggi vengono restituiti fedelmente ma in maniera troppo superficiale, senza contare il fatto che potrebbero avere un set di attacchi molto più ampio e variegato, considerata la flessibilità dei loro poteri.

Le Super sono ben eseguite, alcune molto più di altre, e le animazioni credibili e funzionali ma mai davvero stupefacenti. In linea di massima qualche scontro spettacolare e qualche coreografia ammirevole può saltare fuori dall’acqua di tanto in tanto ma questo rimarca ancora di più come il potenziale di questa produzione rimanga largamente inespresso. Su console, la recensione è basata sulla versione per Xbox One, il gioco mantiene 30 frame per secondo in maniera abbastanza costante e mostra effetti particellari e volumetrici altalenanti, il colpo d’occhio viene penalizzato dagli ambienti scarni che affossa un po’ il più che modesto lavoro eseguito sui modelli dei personaggi, abbastanza convincenti.

A chi consigliamo My Hero One’s Justice 2?

Chiunque sia fan di My Hero Academia ma non dei picchiaduro apprezzerà la produzione. Al contempo, potrebbe rivelarsi appetibile anche per chiunque voglia investire in un gioco pur consci che probabilmente non riuscirà a intrattenervi molto a lungo, anche se potrebbe strappare qualche ora di divertimento caciarone insieme ai propri amici. Un’offerta single player troppo raffazzonata, unita a un gameplay molto superficiale, seppur sicuramente non disastroso, non riesce a conquistare e rendere giustizia al buon materiale di partenza. Del resto ormai lo sappiamo, la strada per diventare veri eroi, è davvero molto lunga.

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